Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 11-06-2018 20:17
in Politica | Visto 1.597 volte
 

Da Mozzo a Capitano

Matteo Mozzo, 28 anni, leghista, è il nuovo sindaco di Marostica. Nel Comune scaligero, nel giro di una notte, si conclude un'epoca

Da Mozzo a Capitano

Il sindaco eletto Matteo Mozzo, al centro, con la sua squadra e con l'europarlamentare Mara Bizzotto (fonte immagine: Facebook)

È un bocia il nuovo sindaco di Marostica. Appartenente a pieno titolo alla categoria “esordienti”. Politicamente è dunque un volto nuovo e, anagraficamente, un volto fresco. Matteo Mozzo, 28 anni, residente a Vallonara, è uscito vincitore dalla tornata elettorale nel Comune scaligero a capo della lista Lega/Liga Veneta - Vivere Marostica, sbaragliando gli altri tre suoi competitori, ben più rodati di lui in campo amministrativo. La qual cosa, evidentemente, non è più un elemento pregnante per l'elettorato.
Ne sa qualcosa il già senatore Giorgio Santini, capitano di lungo corso in campo sindacale e politico, che dopo la sconfitta alle elezioni politiche del 4 marzo è stato costretto a sentire anche nella sua città natale lo squillo della tromba. E se ne rendono conto anche le due aspiranti regine di piazza degli Scacchi Marica Dalla Valle e Mariateresa Costa, sindaco uscente o per meglio dire “commissariato in extremis” la prima, consigliere comunale di comprovata esperienza e già assessore comunale la seconda.
A Marostica il curriculum vitae non è bastato a conquistare l'occupazione pro tempore di primo cittadino, ha prevalso una incontestabile voglia di nuovo. Matteo Mozzo ha conquistato complessivamente 2.356 voti, pari al 33,78% dei consensi. Giorgio Santini, uomo di area PD e candidato per la lista Impegno per Marostica, si è fermato invece al 29,17% con 2.035 preferenze. 20,97% la percentuale ottenuta da Maria Teresa Costa con la sua civica AMarostica, che inghiotte un boccone AMaro con 1.463 voti. Fanalino di coda proprio il sindaco della passata Amministrazione Marica Dalla Valle, relegata al 16,05% pari a 1.120 voti, meno della metà di quelli raccolti dal sindaco eletto.
Una notizia, quest'ultima, che sarà degna di analisi a mente fredda.
Matteo Mozzo, di mestiere, fa l'enologo presso una cantina della zona. A quanto pare, ha trovato la gradazione giusta per presentarsi come candidato sindaco Doc.
Non è nato dal nulla: il merito della sua candidatura va ascritto alla sua madrina politica Mara Bizzotto, europarlamentare leghista che pure aspirava a concorrere a sindaco a Marostica e che quindi, in veste di talent scout, ha scommesso su questo nome sconosciuto ai più fino a un mese fa. Avere le spalle politicamente coperte e un fazzoletto verde che spunta dal taschino tuttavia non basta: il 28enne candidato ha convinto l'elettorato con una gestione della campagna elettorale che, programma di lista improntato alla massima trasparenza a parte, ha fatto scoprire le potenzialità della sua persona. Comunque sia, a Marostica si conclude un'epoca: quella dei “soliti noti” che alla luce del sole (prendiamo in prestito un noto slogan bassanese) o dietro le quinte si sono contesi da anni, e con alterne vicende sfociate in ben due commissariamenti del Comune consecutivi, il potere amministrativo.
Nel giro di una notte, Mozzo diventa quindi Capitano. E avrà cinque anni di tempo per dimostrare di saper condurre o meno il timone della nave. Sul suo successo può avere anche influito l'attuale consenso della Lega partito di governo, ma non più di tanto.
A Rossano Veneto, dove il sindaco uscente Morena Martini con la sua lista Rossano 2023 ha stravinto con il 70% delle preferenze, la candidata della Leg/Liga Veneta Paola Ganassin ha raggranellato appena il 15,92% dei voti, appena un punto in percentuale in più del già sindaco Gilberto Trevisan con la civica Progetto Rossano.
Paese che vai, responso che trovi. E poco importa se ad andare a votare nei due Comuni del nostro comprensorio è stato poco più di un elettore su due (il 53,68% degli aventi diritto a Marostica e il 58,81% a Rossano Veneto): in questi casi, come sempre, ha motivo di esultare o di recriminare solo chi si è recato alle urne.
Un ultimo appunto lo rivolgiamo proprio al neo sindaco di Marostica Matteo Mozzo, a cui auguriamo sinceramente buon lavoro: la sua lista, tra le quattro in lizza nel suo Comune, è stata l'unica che non ha trasmesso alcuna informazione o notizia alla redazione di Bassanonet. A fare un po' di Dietrology, sembra quasi che appaia lo zampino dell'europarlamentare Mara Bizzotto, che da anni annorum ha inserito il nostro portale nella sua personale black list.
Egregio sindaco di Marostica, mantenga cortesemente Bassanonet nella mailing list del suo Comune. Sarebbe un piccolo ma significativo esempio di quella trasparenza che è stata il convincente mantra della sua campagna elettorale.

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