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C'è un chiaro motivo per il quale il sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto dovrebbe stappare lo spumante a Capodanno con positiva e speranzosa convinzione.
Il 2018 sarà infatti l'anno cruciale dell'intero quinquennio del suo mandato amministrativo. Cruciale e strategico. Per il semplice motivo che sarà l'ultimo anno intero a sua disposizione per dimostrare di essere un sindaco con gli attributi e soprattutto l'anno che fungerà da trampolino di lancio verso le elezioni amministrative di primavera 2019. Inutile nasconderci dietro a un dito: questa Amministrazione guarda già al futuro e la recente decisione di raddoppiare le risorse di bilancio a disposizione per il potenziamento dei servizi di staff e di comunicazione è il chiaro segnale della volontà di affrontare l'ultimo miglio e mezzo della legislatura comunale con i mezzi e soprattutto con le alleanze mediatiche di una gioiosa macchina da guerra.
In una nazione e quindi anche in una città di memoria corta come la nostra, la propaganda mascherata da comunicazione istituzionale e l'informazione compiacente svolgono un ruolo fondamentale: servono a rinverdire il consenso del momento relegando le questioni negative, problematiche o irrisolte nel dimenticatoio della coscienza collettiva.
Foto: archivio Bassanonet
Ed è molto probabile che l'Amministrazione Poletto non potrà che esibire nel suo bilancio di mandato conclusivo anche delle notevoli pecche sulla gestione di alcuni grandi temi cittadini: l'allucinante iter del cantiere del Ponte; il sogno (al momento) svanito del Teatro Civico; la barzelletta della presa di posizione sul Polo Museale Santa Chiara e del successivo dietrofront; l'incertezza nel rapportarsi con i cantieri altrui come il Tempio Ossario; il sistematico “ritardismo” con il quale vari progetti, anche in compartecipazione con i privati, rimangono sospesi in un limbo senza fine (nuova strada all'interno del Piano Mar, Bassano Stadium, riqualificazione del Brolo Bonaguro...).
Ma sono tutte questioni dimenticabili e in parte già dimenticate, consegnate ai soli archivi dell'isolato giornalista rompiballe di turno che ogni tanto le tira fuori.
In più, si tratta di argomenti che non incidono sulla vita quotidiana dei cittadini e che pertanto hanno scarsa influenza sulla popolarità di un'Amministrazione: una rotatoria realizzata all'incrocio pericoloso di un quartiere può portare più voti di quanti ne possa far perdere un anno di tempo sprecato per il restauro del Ponte Vecchio tra carte giudiziarie e ricorsi al Tar.
Con simili presupposti, non è pertanto un'eresia cercare di spiegare perché Riccardo Poletto (o chi per lui, se il Partito Democratico farà la voce grossa nell'imporre un proprio candidato sindaco) potrebbe rivincere, malgrado tutto, le prossime elezioni amministrative a Bassano. Nonostante tutti gli evidenti limiti che questo governo cittadino sta dimostrando e nonostante il martellamento negativo del contro-universo del dissenso generalizzato, rappresentato dai nuovi censori della vita pubblica locale, e amministrativa in particolare, raggruppati su Facebook.
C'è infatti un aspetto che gioca a favore dell'attuale sindaco, molto più importante dei titoli sui giornali e assai più rilevante dei social, che non è assolutamente da sottovalutare.
E cioè la comunità diffusa, nonché esteso bacino elettorale, che è espressione dello stesso mondo da cui Poletto proviene e alla quale questa Amministrazione sta dedicando particolare attenzione: quella dell'associazionismo, del volontariato, del terzo settore, del sociale (anziani) e dello sport (giovani), della scuola e delle famiglie.
Un potenziale volano di consenso davvero formidabile. Una grande “fascia di utenza” che la giunta comunale sta curando con un lavoro amministrativo silenzioso, il più delle volte ignorato dalle cronache giornalistiche, ma costante e ben mirato. Al punto che i due assessori in questo momento più strategici in vista dei prossimi impegni del Palazzo sono proprio quelli che compaiono di meno sui media: l'invisibile Erica Bertoncello (Persona, Famiglie, Casa, Pari Opportunità) e il pacato Oscar Mazzocchin (Politiche dell’infanzia, Giovani generazioni, Sport).
Non a caso, il 2018 si preannuncia come un anno nel quale il Comune di Bassano concentrerà in particolare gli sforzi sulle attività di promozione sociale, che necessariamente - visti gli eventi a cui saranno collegate - usciranno dalla nebbia delle notizie sottotraccia per accendere i riflettori su se stesse.
Sarà innanzitutto l'anno dedicato alle famiglie: grazie a un finanziamento di 350.000 euro in due anni tramite bando di Fondazione Cariverona, sarà sviluppato in collaborazione con le associazioni del volontariato il progetto “La famiglia al centro” che prevede, tra le altre cose, l'istituzione di un nuovo “Centro per le relazioni e la famiglia” che avrà sede a Sant'Eusebio e fungerà da sportello di accompagnamento per genitori in difficoltà.
Ma soprattutto sarà organizzato in città per due anni di seguito il “Festival della famiglia”, con tutta una serie di iniziative pubbliche finalizzate a promuovere un sistema di welfare a misura di nucleo familiare, di qualunque tipo esso sia.
Una ricca e partecipata vetrina di buonismo sociale, rivolta ad un pubblico di cittadini numeroso e trasversale.
C'è poi il vero asso nella manica per la popolarità collettiva dell'Amministrazione.
Vale a dire il fitto calendario di eventi predisposto, nel 2018, per il programma di Bassano Città Europea dello Sport, titolo insignito dall'agenzia europea ACES.
Nel corso dell'anno si svolgeranno dodici manifestazioni ufficiali nell'ambito di altrettante discipline sportive, più altre manifestazioni già esistenti e l'evento speciale delle Alpiniadi, i campionati sportivi nazionali degli Alpini che avranno luogo nella nostra città. Dal canto suo, la Consulta dello Sport - come si legge nell'ultimo numero del notiziario comunale, fresco di stampa - “proporrà tutta una serie di manifestazioni culturali e di promozione educativa, aggregativa e tecnico/sportiva che andranno a dare “valore aggiunto” ad un'annata che sarà difficilmente dimenticata dagli sportivi e da tutta la città”.
Il conto alla rovescia dunque è già iniziato, in vista del nuovo anno che sarà specialmente dedicato a coltivare il fertile humus dell'associazionismo cittadino, grande collettore di esigenze da soddisfare e di consensi da alimentare.
In vista del voto del 2019 basterà sfruttare al meglio le tante occasioni di visibilità pubblica in campo sociale e aggregativo, usufruire dei potenziati servizi di comunicazione comunale per costruire l'immagine del sindaco “vicino alla gente”, e il gioco è fatto. Dipende solo dalla capacità di Poletto, assieme alla sua squadra, di approfittare dell'assist autopromozionale da lui stesso predisposto. Del quale la campagna elettorale altro non sarà che la naturale continuazione.
Ecco perché l'attuale primo cittadino potrebbe rivincere - nonostante tutto e persino in scioltezza - le prossime elezioni amministrative.
Attenzione: “potrebbe rivincere” e non “rivincerà”. Nella nostra Profezia di Fine Anno il condizionale prudenziale è d'obbligo. Nell'elezione del sindaco la gente vota soprattutto la persona e la vera partita per le altre liste e schieramenti - centrodestra in primis - sarà quella di trovare un candidato sindaco degno di tale nome prima ancora di definire un programma elettorale. Chiunque sarà, partirà in svantaggio rispetto alla gioiosa Corazzata Polettkin (PD permettendo). Ma se sarà un nome nuovo, di personalità riconosciuta, slegato dalle dannose ingerenze di alcuni noti personaggi di partito (vedasi centrodestra nelle ultime due tornate elettorali comunali), sensibile alle tendenze comunque moderate e non estremiste dell'elettorato bassanese, potrebbe rappresentare la grande sorpresa. Nell'anno che verrà Riccardo Poletto avrà l'opportunità di intrecciare il suo serto di gloria, ma non dovrà dormire sugli allori.
Felice 2018 a tutti.
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