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Washington, D.C.
“George Washington di Canova”: a New York e a Possagno la mostra-evento dedicata alla statua del primo presidente americano, commissionata al grande scultore veneto dal presidente Thomas Jefferson
Pubblicato il 18 apr 2017
Visto 3.327 volte
La piccola Possagno e la Grande Mela. Due facce di una stessa medaglia, che riporta idealmente su entrambi i lati la stessa effigie: quella di Antonio Canova.
C'è infatti un filo diretto che lega il paese della Pedemontana del Grappa che diede i natali al sommo scultore veneto e la tentacolare, e sempre viva culturalmente, New York City.
Si tratta della mostra Canova's George Washington - George Washington di Canova.
La conferenza stampa a Palazzo Balbi a Venezia. In primo piano, l'immagine del gesso canoviano della statua di Washington, protagonista della mostra (foto Alessandro Tich)
Quello che già si presenta come un grande evento culturale e mediatico tra le due sponde dell'Oceano sarà dedicato all'unica opera eseguita da Antonio Canova per l'America ed è in programma il prossimo anno, prima alla Frick Collection di New York (22 maggio - 23 settembre) e poi alla Gypsotheca e Museo di Possagno (10 novembre 2018 - 22 aprile 2019).
Il progetto espositivo - creato e costruito da Xavier F. Salomon, capo curatore della Frick Collection, in collaborazione con Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova e con la Venice International Foundation e la Friends of Venice Italy Inc. - è stato presentato oggi a Venezia, a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale del Veneto, dall’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari, dalla presidente della Fondazione Antonio Canova Franca Coin, dagli stessi Salomon e Guderzo e dai sindaci di Possagno, Gianni De Paoli e di Asolo, Mauro Migliorini.
Presente nell'occasione anche Alexis Light, senior manager per i rapporti con i media e il marketing della Frick Collection di New York.
Quella del George Washington di Canova è una storia tutta particolare.
Nel 1816 il Parlamento della Carolina del Nord commissionò una statua a figura intera del primo presidente americano da collocare nella sala di rappresentanza del Senato della capitale Raleigh. Il terzo presidente degli Stati Uniti d'America Thomas Jefferson, convinto che nessuno scultore americano fosse all'altezza dell'incarico, propose il nome di Canova, allora attivo a Roma e uno degli artisti europei più celebrati.
Canova accettò la sfida e scolpì la figura del primo presidente della nazione nelle vesti di un condottiero romano, mentre stila il proprio discorso di commiato. L'opera celebrativa venne svelata nel 1821 e il plauso fu tale fa richiamare visitatori da ogni dove.
Ma l'illustre scultura ebbe breve vita: il 21 gennaio 1831 un furioso incendio divampato alla State House distrusse il capolavoro canoviano.
Quasi un secolo e mezzo dopo, nel 1970, una replica dell'opera in marmo fu rifatta e riconsegnata a Raleigh dallo scultore veneziano Romano Vio, che replicò il Washington di Canova grazie all'esistenza del modello in gesso conservato alla Gypsotheca di Possagno. Ma della scultura originale, finita in mille pezzi arsi dal fuoco, non resta che qualche sparso brandello.
Ora il pubblico statunitense potrà riavvicinarsi al Washington di Canova “vero”: per la prima volta il modello originale, in gesso e a grandezza naturale, della scultura realizzato da Antonio Canova, terminato nell'aprile 1818 e conservato a Possagno, raggiungerà New York, dopo 200 anni esatti. Sarà l'opera di riferimento nella sede del prestigioso museo americano Frick Collection, attorno alla quale saranno collocate altre opere documentarie e celebrative: quattro bozzetti preparatori, provenienti sempre da Possagno, e i relativi disegni (due dei quali conservati al Museo di Bassano) e incisioni.
Sarà esposto anche il ritratto a olio di Canova dipinto nel 1816 da Thomas Lawrence, anch'esso prestato dalla Gypsotheca e Museo di Possagno. Dove la mostra-evento, terminata l'esposizione a New York, continuerà il proprio percorso in territorio italiano.
“Si tratta di una iniziativa di altissimo valore culturale - ha esordito l'assessore regionale Corazzari - con cui celebrare, da una sponda all’altra dell’oceano, uno dei più grandi protagonisti di sempre dell’arte scultorea. Canova continua a essere un ambasciatore della cultura veneta nel mondo, un maestro la cui fama ed eccellenza varcarono i confini dei continenti quand’era in vita e che rimarrà per sempre figura simbolo di una terra che non solo custodisce un enorme patrimonio artistico, ma ha anche saputo esportare genio, bellezza e quegli straordinari valori di civiltà che appartennero alla Repubblica Serenissima e furono un modello per i nascenti Stati Uniti d’America.”
“La Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno e la Frick Collection di New York potranno iniziare un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale italiano in cui Canova fu un grande protagonista - ha affermato la presidente Franca Coin -, non dimenticando anche il ruolo fondamentale che egli ebbe nel recupero delle opere d’arte prelevate dall’Italia. Con la sua abilità diplomatica convinse i francesi a restituire importanti capolavori trafugati da Napoleone”.
“Se non fosse andata distrutta - ha sottolineato Xavier Salomon -, il Washington di Canova costituirebbe oggi senza dubbio uno dei principali tesori artistici degli Stati Uniti. L’obiettivo di questo progetto è ridare vita a uno tra i più importanti capolavori europei del XIX secolo che raggiunsero l’America quando la storia della nuova nazione era agli albori. La statua incarna uno dei primi rapporti tra Italia e Stati Uniti e attraverso questa mostra ci auguriamo di rinnovare tale amicizia.”
“Questa iniziativa internazionale - ha concluso Mario Guderzo - colloca Canova nella posizione che merita: il più grande interprete del Neoclassicismo.”
“Ma conferma anche - ha sottolineato il direttore del Museo canoviano - l’enorme valore della Gypsotheca e Museo di Possagno, suo paese natale, dove è conservata l’intera produzione di modelli originali di uno scultore che utilizzava una metodologia particolare nella creazione di opere in marmo: una palese attestazione del valore del patrimonio culturale della terra veneta.”
Un evento straordinario, dunque, a New York per accendere i riflettori su Washington, D.C. D.C., ovvero District of Columbia?
Nossignori: Washington, Di Canova.
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