Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 18-11-2016 18:18
in Cronaca | Visto 1.789 volte
 

Aria di bufEtra

Blitz della Guardia di Finanza alla sede di Cittadella di Etra per gli affidamenti alla società campana De Vizia Transfer. E prosegue l'indagine della Squadra Mobile di Padova sugli affidamenti diretti della multiutilty a partecipazione pubblica

Aria di bufEtra

Foto: archivio Bassanonet

Cosa succede a Etra?
Non passa giorno in cui non si registrino novità in merito alle indagini che riguardano la società multiutility a partecipazione pubblica, attivate da una parte dalla Procura della Corte dei Conti di Venezia e, dall'altra, dalla Squadra Mobile della Questura di Padova. Il tutto alla vigilia dell'assemblea dei sindaci del Consiglio di sorveglianza di Etra che lunedì prossimo dovrà esprimersi sull'ipotesi della maxi fusione di Etra con Aim e Ava.
La notizia fresca è il nuovo blitz compiuto ieri dai militari della Guardia di Finanza di Cittadella nella sede cittadellese di Etra in via del Telarolo.
Le Fiamme Gialle, su disposizione della Procura della Corte dei Conti di Venezia, hanno acquisito la documentazione amministrativa e contabile relativa all'affidamento dei lavori alla società avellinese De Vizia Transfer nel settore della raccolta dei rifiuti. L'ipotesi di reato è quella di danno erariale.
Oggetto degli accertamenti della magistratura contabile, l'intreccio di rapporti tra la gestione operativa della multiutility partecipata da 75 Comuni e la ditta campana. Secondo la Corte dei Conti la De Vizia Transfer avrebbe beneficiato per nove mesi di una proroga degli affidamenti diretti in regime di “prorogatio” (ovvero senza aver partecipato ad alcuna gara di appalto) per il servizio di asporto rifiuti in otto Comuni padovani, vicentini e trevigiani.
La società avellinese avrebbe pertanto continuato ad operare nei Comuni in questione, per una cifra quantificata in quasi 2 milioni di euro, nonostante il suo contratto di fornitura del servizio fosse scaduto il 31 dicembre 2015.
De Vizia Transfer non sarebbe stata l'unica beneficiata: altre società private - secondo le contestazioni della Procura contabile veneziana - avrebbero ottenuto affidamenti da Etra, dopo la scadenza dei rispettivi contratti, senza partecipare a bandi.
L'indagine della Finanza di Cittadella si aggiunge all'indagine penale della Squadra Mobile di Padova, coordinata dal procuratore della repubblica di Padova Matteo Stuccilli e dal sostituto procuratore Sergio Dini, che sta setacciando gli affidamenti diretti di Etra tra il 2012 e il 2014 a diverse società. Oltre alle gare d'appalto, la stessa inchiesta - scattata a seguito di alcuni esposti e in corso da oltre un anno - sta concentrando la propria attenzione sulla gestione degli straordinari e sulla gestione dell'ex responsabile delle risorse umane della società cittadellese.
L'ipotesi di indagine è che nell'ambito della gestione della multiutility a partecipazione pubblica avvengano dei sospetti giri di denaro e favoritismi a beneficio di ditte e coop sociali “amiche”. Sul registro degli indagati, al momento, risulterebbero iscritti il direttore generale di Etra e un funzionario, con l'ipotesi di accusa di turbativa d'asta.
Ieri intanto il presidente del Consiglio di gestione di Etra Andrea Levorato ha messo le mani avanti e ha espresso l'intenzione di rivolgersi direttamente all'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione.
“Chiederemo agli esperti dell'Anac di compiere una verifica sulle procedure operative adottate nei nostri uffici che si occupano di appalti e acquisti - ha detto Levorato -. Ci affideremo a loro per capire se vi siano, o vi siano state, delle distorsioni e come intervenire per correggerle.”
Il momento è cruciale e delicatissimo e - in vista proprio della possibile aggregazione in una nuova maxi holding coi due colossi vicentini dei servizi ambientali Aim e Ava - ci vuole poco a capire che tira aria di bufEtra.