Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 15-09-2016 01:20
in Attualità | Visto 3.299 volte

Questioni ereditarie

Progetto centro commerciale a Cassola alla rotatoria del Grifone, intervengono sindaco e assessore all'Urbanistica di Cassola. “Eredità scomoda, tornare indietro è impossibile, impegno a mitigare al massimo l'impatto ambientale e viabilistico”

Questioni ereditarie

L'area di progetto del nuovo centro commerciale di Cassola (dallo Studio Preliminare Ambientale)

Il progetto del nuovo centro commerciale di Cassola, a ridosso della rotatoria del Grifone Shopping Center, sull'area attualmente a verde confinante con Bassano Expo, lungo il tratto di SS47 diviso in due tra Bassano del Grappa e Cassola che prende il nome - a seconda del Comune - di via Capitelvecchio ovvero via Valsugana?
Casomai è un centrino. Anche se lo Studio Preliminare Ambientale attualmente al vaglio della Provincia parla specificatamente di “nuova grande struttura di vendita della tipologia centro commerciale”. Perché i 7300 metri quadrati dell'edificio - proposto dalla società privata Capitelvecchio Real Estate Srl - rappresentano la superficie complessiva, magazzini compresi, mentre la superficie di vendita è “limitata” a 5000 metri quadri.
Ma si tratta comunque di “un'eredità scomoda, così come lo sono state, per l'Amministrazione Poletto, le altre due grosse strutture di vendita sorte negli ultimi anni nel Comune di Bassano”. Ma poiché “tornare indietro è impossibile, perché ci sono dei diritti acquisiti”, l'impegno è quello di “mitigare al massimo l'impatto ambientale e viabilistico”.
Parola del sindaco di Cassola Aldo Maroso e dell'assessore all'urbanistica di Cassola Giannantonio Stangherlin, che con un comunicato stampa trasmesso in redazione chiariscono “la posizione della giunta e dell'intera maggioranza rispetto al piano per la realizzazione di un altro centro commerciale lungo via Valsugana, nell'area adiacente a quella di Bassano Expo: in territorio cassolese ma ai confini con la città di Bassano”.
“Un progetto - rimarca il comunicato - risalente a più di dieci anni fa (si parla del 2004) ai tempi dell'Amministrazione Pasinato, e poi sottoposto a varianti e modifiche e sul quale l'attuale proprietà dell'area vanta oggi dei diritti acquisiti”. “Non possiamo imporre ai privati di tornare indietro - ricorda Stangherlin -, anche perché potremmo incorrere in una richiesta di risarcimento danni.”
“Ciò non toglie - aggiunge il referente della giunta per le questioni urbanistiche - che la struttura dovrà rispettare determinati canoni in maniera tale da mitigare gli effetti sull'ambiente e sulla viabilità di un asse stradale già fortemente congestionato e "denso" dal punto di vista commerciale.”
La squadra di Aldo Maroso d'altro canto “nutre grosse perplessità su questo piano ed ha già individuato alcuni punti di criticità rispetto proposta illustrata lunedì scorso dai privati”.
“Parliamo di una superficie coperta di 7300 metri quadri, dei quali 5mila dedicati alla vendita - rimarca Stangherlin -. All'interno dell'edificio dovrebbero trovare posto un discount, un magazzino dedicato al bricolage e due piccoli negozi. A mio avviso tuttavia non si è tenuto adeguatamente conto del problema dell'inquinamento da polveri sottili, per il quale andrebbero fatte verifiche più accurate.”
“Lo stesso - aggiunge l'assessore - vale per l'inquinamento acustico e per il problema della viabilità, visto che già ora la rotatoria posta di fronte all'area in questione è sovraccarica. In quella zona non arriva inoltre la rete fognaria: un problema che la proprietà intende risolvere con la subirrigazione ma sul quale forse bisognerebbe fare delle valutazioni più approfondite.”
Il sindaco stesso in quella sede ha poi chiesto se fosse stato fatto uno studio sulla sostenibilità economica di quelle attività per scongiurare il rischio che, in caso di chiusura, si generasse un altro problema di degrado ambientale.
“L'impegno insomma sarà totale per mitigare il più possibile l'impatto ambientale e viabilistico - ribadisce il sindaco Maroso -. Capisco la posizione degli amministratori di Bassano; nutriamo le loro stesse perplessità. Anche loro d'altro canto si sono trovati in eredità gli altri due grossi centri commerciali sorti a sud della città.”
“Non si può certo dire - continuano sindaco e assessore - che la nostra Amministrazione non si sia fino ad ora spesa in favore del recupero di suolo e della riqualificazione urbana.” Lo scorso giugno è stato adottato un piano degli interventi che prevede lo stralcio di 21 mila metri quadri di superficie produttiva coperta e il recupero di 38 mila metri quadri di superficie agricola.
“Non solo - conclude Stangherlin -. Abbiamo predisposto una serie di norme volte ad incentivare gli interventi di rigenerazione urbana in aree densamente edificate.”

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