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Il papà di Internet
Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, testimonial del nuovo spot televisivo della Tim, nuovo marchio unico di Telecom Italia. Le riprese, in gran segreto, realizzate ai primi di dicembre alle Bolle di Nardini a Bassano
Pubblicato il 16 gen 2016
Visto 5.546 volte
Sì, sì, d'accordo: Google, Youtube, Facebook, Twitter, Wikipedia e via dicendo.
Ma tutte queste cose, che fanno parte della nostra vita quotidiana, senza di lui non ci sarebbero. Almeno non nella forma, nel sistema e soprattutto nella diffusione planetaria che conosciamo oggi.
Perché, cari lettori, sto parlando di Tim Berners-Lee. Probabilmente il più sconosciuto, al grande pubblico, dei grandi innovatori del '900.
Un fermo immagine dello spot della Tim con Tim Berners-Lee alle Bolle della Distilleria Nardini (fonte immagine: in.tim.it)
Sir Tim, distinto signore britannico oggi 60enne, è infatti nientemeno che l'inventore del World Wide Web. In altre parole, è il papà di Internet.
Ovvero della “Rete delle Reti”, che consente a un argentino o a un neozelandese di guardare questo articolo in questo momento dalla parte opposta del mondo.
Proprio così: l'universo del WWW è stato inventato da Berners-Lee nel 1989, mentre stava lavorando come ingegnere informatico al CERN di Ginevra.
Nei laboratori del centro di ricerca in Svizzera intuì che i computer in cui gli scienziati caricavano i dati delle proprie ricerche, e che erano già collegati tra di loro in rete, non stavano sfruttando appieno le loro potenzialità. Sir Tim sviluppò così un documento che proponeva una serie di tecnologie che avrebbero reso Internet davvero accessibile, condivisibile e utile a chiunque.
Era la base dei tre linguaggi e tecnologie informatiche che ancora oggi sono i fondamenti del Web: HTML, URL e HTTP. L'ingegnere informatico britannico scrisse quindi il codice del primo editor/browser (“WorldWideWeb”) e del primo server (“httpd”).
Risultato: nel 1990, la prima pagina Web del CERN era online. Nel 1991 anche altri utenti al di fuori del Centro di ricerca si unirono alla community e nell'aprile del 1993 il CERN annunciò che la tecnologia del World Wide Web sarebbe stata disponibile per tutti senza diritti di utilizzo. Da quel momento Internet e Web sono diventati una cosa sola, e il mondo è cambiato.
Laureato alla Oxford University, oggi Tim Berners-Lee si divide tra i suoi impegni di docente al Massachusetts Institute of Technology e in prestigiosi altri dipartimenti universitari, di direttore del World Wide Web Consortium e di patron della World Wide Web Foundation, da lui stesso fondata, che si occupa della diffusione libera e accessibile della Rete in quelle parti del mondo dove Internet non è ancora sviluppato.
Ma è nella veste di “inventore del World Wide Web” che l'informatico suddito di Sua Maestà Elisabetta II, che nel 2004 lo ha insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Impero Britannico, compare da mercoledì scorso sui teleschermi delle Tv nazionali italiane. Tim Berners-Lee è infatti il protagonista del nuovo spot istituzionale della Telecom Italia per il lancio del nuovo logo della sua “omonima” Tim, diventata l'unico marchio commerciale del Gruppo Telecom Italia. Un gran bel colpo per la società di Telefonia, che oltre a Fabio Fazio e a Pif - protagonisti di altri due distinti spot della medesima campagna promozionale - si è assicurata un testimonial di tale prestigio.
E a modo suo - e sorprendentemente - anche un motivo di vanto per Bassano del Grappa. Le riprese dello spot con Tim Berners-Lee, realizzato dall'agenzia Leagas Delaney e firmato dal regista Michael Haussman, sono state infatti realizzate alle Bolle di Nardini: le avveniristiche strutture progettate dall'archistar Massimiliano Fuksas nel parco della storica distilleria a Bassano. Una location scelta dalla produzione per rimarcare l'atmosfera “futuribile” del messaggio pubblicitario.
Sin dal primo fotogramma, l'inventore del Web (il cui nome viene però rivelato alla fine) compare tra le inconfondibili linee delle “astronavi” trasparenti di via Madonna di Monte Berico. Le riprese alla Nardini sono state realizzate ai primi di dicembre, e in gran segreto. Il set, per specifico volere della Tim-Telecom Italia, era infatti “blindato”.
E così, diversamente dalla grancassa mediatica che ha accompagnato altre troupe televisive giunte in città - fiction “Di Padre in Figlia” e, solamente l'altro ieri, la puntata di “Ulisse” con Alberto Angela sul Ponte degli Alpini - l'arrivo in riva al Brenta del papà di Internet è rimasto top secret. Non ci resta quindi che guardare lo spot, che peraltro, tecnicamente e comunicativamente, è alquanto pregevole (www.youtube.com/watch?v=-rxy9lI8-7Q).
Per il resto, è davvero un peccato. Uno dei protagonisti del recente progresso umano è stato nella nostra città: ma non se ne è accorto nessuno.
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