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3 centimetri al mese
Continua inesorabile il cedimento del Ponte di Bassano. Il Comune corre ai ripari: prima del restauro il monumento sarà alleggerito con la rimozione della massicciata e ancorato con cavi di acciaio alle teste di palo sottostanti
Pubblicato il 31 ago 2015
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Il “saliscendi” è sempre più marcato. E non accenna a fermarsi.
Nell'ultimo mese il Ponte degli Alpini, all'altezza della seconda stilata rispetto al centro storico, sul fronte nord del monumento, ha ceduto di altri quasi 3 centimetri. Un dato che conferma, e continua, il ritmo di abbassamento mensile del punto critico della struttura già rilevato tra aprile e luglio.
E' quanto hanno evidenziato i nuovi rilievi tecnici compiuti lo scorso 19 agosto sul grande malato. E si tratta di un esito preoccupante, dacché l'ulteriore cedimento strutturale si è verificato in una stagione priva di sollecitazioni ambientali per il simbolo della città, acqua del Brenta in primis. Non si tratta quindi di un dato estemporaneo ma di un peggioramento. E ora che si avvicina l'autunno-inverno, periodo a rischio di intemperie e di “brentane”, e prima ancora che partano i cantieri dell'attesissimo restauro, urge correre ai ripari.
L'andamento "ondulatorio" del Ponte, fotografato oggi (foto: Alessandro Tich)
E' quanto annunciano, incontrando gli organi di informazione, il sindaco Riccardo Poletto e il vicesindaco e referente dei Lavori Pubblici Roberto Campagnolo.
L'intervento di messa in sicurezza del Ponte rispetto a possibili ulteriori mini-collassi si svolgerà in tre fasi. La prima è imminente, ed è programmata per sabato 12 e domenica 13 settembre, nel fine settimana che vedrà confluire a Bassano le squadre della Protezione Civile dell'ANA che qui celebreranno il loro raduno triveneto. Nell'occasione, gli alpini sommozzatori della sezione ANA Montegrappa - che già hanno “visitato” il fondale del Ponte nei giorni scorsi - effettueranno alcune operazioni che saranno definite, in dettaglio, nei prossimi giorni. Tra le ipotesi da affidare alle penne nere subacquee, attualmente al vaglio dei tecnici, vi è il puntellamento della base della seconda stilata, punto di convergenza del problema.
La seconda fase - da effettuare quanto prima e comunque prima dell'arrivo dell'autunno - prevede invece l'“alleggerimento” del Ponte, attraverso la rimozione parziale o totale della massicciata, ovvero dello strato di materiale inerte collocato sotto i ciottoli del piano di calpestio.
L'attuale massicciata, eredità dell'intervento di restauro degli anni '90, è composta da un livello di materiali che varia dai 40 ai 60 centimetri di spessore e costituisce oggi il 50% del peso totale del Ponte, con evidente carico di stress per la struttura.
La rimozione della attuale massicciata, già prevista dal progetto di restauro, viene pertanto anticipata. Sarà il gruppo di lavoro di progettazione del Comune, di cui fa parte anche l'ing. Claudio Modena dell'Università di Padova, a stabilire se l'alleggerimento del Ponte sarà totale o parziale, e in questo caso quali punti saranno interessati dalla cura dimagrante: va comunque calcolato un carico di peso sufficiente in caso di piena. A seguito dell'intervento - che prevede anche una costante azione di monitoraggio - sarà collocato un piano di calpestio provvisorio, probabilmente in legno. Nel corso dell'operazione, salvo chiusure temporanee, il passaggio pedonale sarà comunque garantito.
Un altro aspetto non secondario - in prospettiva anche del restauro - riguarda l'intervento sui sottoservizi (luce, gas eccetera) le cui tubazioni transitano proprio sotto la massicciata da alleggerire: tutte le carte con i gestori di energia sono già state firmate, ma manca ancora l'Ok di Enel, che nel manufatto palladiano fa passare una rete elettrica da 20mila volt. Attendesi “illuminazione” definitiva al riguardo.
Infine, la terza e ultima misura a salvaguardia della struttura si riferisce all'“ancoraggio” del Ponte, che sarà messo in sicurezza con cavi di acciaio.
I tiranti saranno fissati alle quattro sottostanti grosse teste di palo in cemento armato - una in corrispondenza di ciascun pilone sul lato nord - conficcate sottacqua, ben visibili dalla balaustrata e già utilizzate per i lavori sulla struttura del 1976.
Il Ponte, con questo sistema, sarà messo in trazione in direzione opposta alla corrente del Brenta. I cavi dovranno essere fissati alle teste di palo con opportuni sistemi di aggancio: è molto probabile, pertanto, che i sub della Protezione Civile nel weekend tra il 12 e il 13 effettuino un lavoro preparatorio allo scopo.
Con le misure di cui sopra, il Ponte degli Alpini viene quindi sottoposto - in preparazione al restauro - a un intervento di prevenzione delle condizioni di rischio nella stagione fredda, da effettuare indicativamente tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Riguardo invece al restauro vero e proprio, siamo di fatto all'ultimo miglio dell'iter burocratico per poter indire, finalmente, la gara per l'aggiudicazione dei lavori.
“Il progetto definitivo del restauro è stato approvato dalla Sovrintendenza lo scorso 18 agosto e il progetto esecutivo è stato completato - riferisce a Bassanonet il vicesindaco Campagnolo -. Per poter indire la gara abbiamo due vincoli. Il primo è una variazione di bilancio con la quale destiniamo allo scopo le varie provviste (finanziamenti del Ministero, della Regione eccetera) disponibili. Il secondo è la formalizzazione delle provviste. Un finanziamento ha cioè valore solo quando viene formalmente comunicato. Al momento ci mancano ancora due formalizzazioni: quella da 3 milioni del Ministero dei Beni Culturali, che arriverà comunque a settembre, e quella da 1 milione della Regione Veneto disposta nella passata legislatura su proposta del consigliere Grazia.”
“Una volta formalizzato tutto - spiega ancora il vicesindaco - si può partire con la gara, indicativamente per fine settembre, in modo tale da arrivare all'aggiudicazione per metà novembre. Sotto il profilo delle autorizzazioni, invece, manca solamente l'autorizzazione alla bonifica bellica che nell'area del Ponte non è mai stata compiuta. Ma anche questa arriverà tra una quindicina di giorni, oramai ci siamo.”
Nel frattempo, per giovedì 10 settembre, è in programma un incontro tra i progettisti del restauro e i commercianti ed esercenti della zona Ponte Vecchio, nel corso del quale gli operatori economici saranno direttamente informati sul progetto: modalità, cronoprogramma eccetera. Quasi sicuramente sempre il 10 settembre, alla sera (data e luogo da confermare), si svolgerà un incontro pubblico dei progettisti con la cittadinanza, sempre a scopo presentazione del progetto.
E intanto il nostro adorato Ponte Vecchio/di Bassano/degli Alpini si prepara alle fasi preliminari della cura da cavallo necessaria per il suo ripristino: liberato della zavorra che ne appesantisce il carico e legato come Gulliver tra i Lillipuziani. Tutto ciò allo scopo di limitare il più possibile ulteriori cedimenti.
La messa in sicurezza della struttura scalda il motore: e, rispetto al corso del Brenta, è a trazione anteriore.
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