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Caspita, che spettacolo. La splendide vetture della Mille Miglia di passaggio a Bassano transitano una alla volta sotto le finestre di Bassanonet e il rombo dei motori riempie l'atmosfera di piazza Libertà dove è fissato uno dei punti di controllo della prima tappa della “corsa più bella del mondo” da Brescia a Padova.
Bugatti, Ferrari, Jaguar, Aston Martin, Maserati, Bentley, Porsche e quant'altro, tutte prodotte tra gli anni '20 e gli anni '50: è un museo dell'automobile viaggiante quello che attraversa il centro storico, proveniente da Marostica e dalla salita della Rosina e entrato eccezionalmente in città dal “portone” del Ponte degli Alpini.
Il pubblico applaude e fotografa. E ci mancherebbe altro, visto che una carovana di bolidi d'epoca di questo livello non esiste da nessuna altra parte.
Brian Johnson, cantante e frontman degli AC/DC, attorniato dai fans al punto di controllo in piazza Libertà a Bassano (foto Alessandro Tich)
Ma in molti curiosi e appassionati, lungo il percorso, sono lì “anche” ma “non solo” per le auto. Già: perché la rievocazione della mitica gara degli anni che furono richiama tradizionalmente, tra gli equipaggi in corsa, le celebrità del mondo dello spettacolo. Le quali, come gli altri partecipanti - tutte persone mediamente molto facoltose -, possono permettersi di iscriversi alla manifestazione alla modica cifra di 8000 euro, escluse le spese del carburante e dei meccanici al seguito.
Non è facile scorgere a prima vista i “Vip” della Mille Miglia, bardati come sono, molto spesso, con caschi e occhiali da corsa. C'è anche chi - come dice al microfono lo speaker Roberto Cristiano Baggio al passaggio al punto di controllo di una vettura dall'equipaggio “anonimo” - ha chiesto all'organizzazione di non scrivere il suo nome nell'elenco dei concorrenti per questioni di riservatezza. Ma tutti gli altri sono iscritti alla luce del sole, con tanto di numero di gara ufficiale.
Ci sono ad esempio i fratelli Wolfgang e Ferdinand Porsche, a bordo (ma và?) di una Porsche: modello 356 1500 Speedster. Tra gli altri rappresentanti della “crema” motoristica sfilano il piazza Libertà il principe Leopoldo di Baviera; Bruno Senna, nipote dell'indimenticato Ayrton e due rampolli del calibro di Albert Carreras, figlio del tenore Josè e Ferruccio Ferragamo, figlio dello stilista Salvatore.
E c'è anche, per i piloti e co-piloti chiamati all'impegnativa prova su trada, il souvenir di gara. Mentre le vetture si fermano a turno per pochi secondi sulla linea di controllo all'altezza della colonna col Leone di San Marco - punto e momento magico per scattare fotografie -, “Vip” e “meno Vip” ricevono infatti tutti in omaggio un contenitore di plastica a forma “boccetta di profumo”. Scopriremo più tardi che non si tratta di eau de toilette ma di eau du Etra: una bottiglietta d'acqua di rubinetto messa a disposizione dalla multiutility, sponsor del tratto vicentino della manifestazione. Altro che grappa, al volante non si può: principi e rockstar hanno avuto così il privilegio di poter dissetarsi con l'acqua de Bassan.
Avete letto bene: rockstar. Uno dei più attesi partecipanti alla Mille Miglia 2014 è infatti Brian Johnson, frontman degli AC/DC, la leggendaria band australiana sulla breccia da più di quarant'anni.
In gara col numero 261, Johnson sbuca da via Bellavitis al volante di una Jaguar C-Type poco prima delle 23 mentre, nel frattempo, io mi ero già posizionato sul punto strategico a fianco del controllo di gara per scattare qualche foto alle auto e alle eventuali celebrities di passaggio.
L'apparizione del cantante di “Hells Bells”, “You Shook Me All Night Long” o della più recente “Rock' n Roll Train” scatena l'entusiasmo di un nugolo di fans che erano tutti lì ad aspettarlo e che circondano la vettura in poche frazioni di secondo: e la sorpresa è che non si tratta di gente della mia età ma di ragazzi giovanissimi, elettrizzati dall'incontro ravvicinato con un'icona del rock da immortalare con i loro smartphone. Il grande Brian non se la tira e anzi sta al gioco, firmando autografi - si vedano le nostre foto nella photogallery correlata a questo articolo - e sorridendo a tutti finché l'organizzazione non riesce a far ripartire l'equipaggio.
Nel frattempo, sulla postazione dello speaker, c'è anche l'attrice bassanese e habitué delle fiction televisive, nonché madrina della tappa Monica Vallerini (pure immortalata nella nostra photogallery) con un vestito leggero e scollato che ne sottolinea l'avvenenza.
Ma anche la brava e simpatica Monica, probabilmente, in questo momento preferirebbe indossare un bel giubbone imbottito: si alza infatti un vento freddo, con folate insistenti per tutta la serata, che a tratti scompiglia anche le carte sul tavolo del controllo di gara.
Assicurato ormai Brian Johnson agli archivi fotografici, resto ora in attesa - e non sono l'unico - del passaggio di un divo del cinema: Adrien Brody, vincitore dell'Oscar come migliore attore protagonista per “Il pianista” nel 2003.
C'è però da aspettare, perché il suo numero di gara è il 394, previsto quindi verso la fine della lunghissima serie di auto in arrivo a Bassano per poi proseguire, via Castelfranco e Camposampiero, verso la conclusione della prima delle tre frazioni della Mille Miglia a Padova. E' un'attesa molto paziente: perché superata ormai abbondantemente l'una, il concorrente n. 394 non ha ancora fatto la sua comparsa in città.
Al punto di controllo in piazza siamo ormai rimasti in pochi e passo il tempo dell'attesa conversando con una simpatica coppia di coniugi, irriducibili “cacciatori di Vip”, informatissimi sui loro nomi e cognomi e relativi numeri di gara. Anche loro in attesa del tenebroso Brody, ma anche di Paloma Picasso, la famosissima figlia di Pablo Picasso, stilista e designer e da decenni personaggio di prima fila del cosiddetto jet-set internazionale.
Paloma Picasso compare a bordo di una Lancia Aurelia B24 in una piazza Libertà ormai semideserta (e questa volta la colpa non è neppure della Ztl) perché ormai stiamo facendo le ore piccole. Ma è gentilissima e non fa ripartire l'auto finché non le scatto un paio di fotografie.
La sua Lancia è la numero 392. Manca quindi pochissimo all'apparizione della 394, con questo benedetto Adrien Brody che cerco di accalappiare una volta per tutte nel cuore della Bassano by night. Ma sull'attore è...mistero: la sospirata autovettura compare finalmente tra gli ultimi gruppi di concorrenti, mentre ormai anche lo speaker ha chiuso da un pezzo baracca e burattini.
“Adrien, Adrien...”, gridano i due coniugi miei compagni di attesa col telefonino pronto a scattare. “No, no...”, risponde però la signora sul sedile del co-pilota, che chissà quante volte lungo il percorso avrà dovuto spiegare alla folla che la persona al volante della Mercedes-Benz 300 SL W n. 394 non è l'applaudito divo del cinema. E in effetti il pilota, un biondo signore probabilmente tedesco e abbastanza in carne, non corrisponde alla fisionomia dell'interprete di Salvador Dalì in “Midnight in Paris” di Woody Allen.
“Depistaggio” o errore di stampa nell'elenco dei partenti? Sarà stato forse quello del celebre attore l'equipaggio “anonimo” transitato in piazza un paio d'ore prima?
Con questo dubbio che resterà per sempre senza risposta, concludo il mio paziente appostamento per togliere finalmente le tende.
E mi prendo via come ricordo della serata, per portarmele a casa, due bottigliette celebrative dell'Etra: con tutto quello che mi ha fatto pagare in questi anni di bolletta dell'acqua, imponendomi la tariffa ad “uso produttivo” per l'acqua di casa solo perché ho la partita Iva, è il minimo che posso fare.
A proposito: e Jeremy Irons, dato tra le “star” della carovana a motori?
Beh: dovendo finire in serata alcuni articoli sulla campagna elettorale - mannaggia a lei - prima di “scendere in piazza” per seguire le auto da vicino, il mitologico Jeremy mi è sfuggito. Annunciato col numero di corsa 186, probabilmente il divo hollywoodiano è riuscito a transitare prima che incombesse il vostro cronista nell'insolita veste di paparazzo per una notte. Anche Jay Leno, celeberrimo ex anchorman televisivo americano mescolato tra i piloti in corsa, non è tra i miei trofei di caccia fotografica.
Poco importa: sono andato a dormire tranquillo lo stesso. Alle tre di notte, però.
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