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Soppressione tribunali. Il Comitato “Sei da salvare” chiede al Parlamento di pretendere dal Governo il correttivo per il salvataggio delle sedi giudiziarie entro il 13 settembre, pena la sfiducia al ministro della Giustizia

Pubblicato il 07-09-2013
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Il linguaggio è un po' in “avvocatese”, ma la sostanza è chiara.
Il Comitato “Sei da salvare”, che riunisce i comitati a sostegno dei sei Tribunali - soppressi dal governo, con due anni di proroga per lo smaltimento delle sole vecchie cause civili - di Bassano del Grappa, Chiavari, Lucera, Pinerolo, Rossano Calabro e Tolmezzo respinge senza mezzi termini l'ultima decisione del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, chiedendo al Parlamento di sfiduciare il ministro ed il governo in caso di non emissione del decreto correttivo di salvataggio dei Tribunali medesimi entro venerdì prossimo, 13 settembre, data dell'entrata in vigore della legge di riforma della geografia giudiiaria.
Lo dichiara un comunicato dei “Sei da salvare”, trasmesso in redazione dall'Ordine degli Avvocati di Bassano, che riportiamo di seguito:

Foto: archivio Bassanonet


COMUNICATO

Geografia Giudiziaria: autorizzato smaltimento arretrato civile in 8 sedi.

IRRICEVIBILE!

Il Comitato dei Sei da salvare chiede risolutamente che prevalga il senso di responsabilità, coerenza e rispetto della legge.

Ciò che interessa alla cittadinanza è l'efficienza e l'accessibilità vera alla giustizia.

Il Parlamento ha indicato alla Ministra ed al Governo, in ossequio alla legge delega, la necessità di mantenere in toto alcuni uffici giudiziari ovvero: Bassano del Grappa, Chiavari, Lucera, Pinerolo, Rossano, Tolmezzo.

Questo è ciò che deve essere fatto.

Tutto il resto è fumo senza sostanza, che mira unicamente a lasciare oneri sul territorio senza alcuna contropartita di servizi. Uno specchietto per allodole.

La soluzione adottata (che pare peraltro extra ordinem) null’altro è che la trasformazione dei nostri Tribunali in un costoso guscio vuoto che dovrà occuparsi, senza effettive risorse (di magistrati e personale amministrativo), unicamente dell'arretrato che l'accorpante disdegna. Ciò con tempi prevedibilmente biblici, che si aggiungono ai cumulati ritardi indotti dalla riforma.
Viceversa “il nuovo” finirà nell'ingorgo degli accorpanti, già asfittici.

Il tutto con buona pace dell'efficienza e del risparmio, del rispetto del Parlamento e, soprattutto, dei diritti fondamentali dei cittadini.

Il Parlamento è necessariamente chiamato a pretendere dal Governo il correttivo entro il 13.9.2013 che preveda il salvataggio dei summenzionati Tribunali - pena la sfiducia al Ministro di Giustizia ed al Governo - nonché a calendarizzare immediatamente al Senato ed alla Camera la votazione del disegno di legge inerente la proroga dell’entrata in efficacia della riforma.

In difetto: Giustizia e Democrazia requiescant in pace.

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