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“Niente è come sembra”: vademecum per la raccolta della plastica

Pubblicato il 09-06-2013
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Niente è come sembra. Neppure la plastica che buttiamo via perché sia raccolta e riciclata. E succede che, per distrazione o poca conoscenza, vengano chiusi nei sacchetti oggetti che “sporcano” e abbassano la qualità del rifiuto rispetto ai parametri stabiliti dal Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta e il recupero degli imballaggi in plastica. Etra è vicina ai suoi utenti e in questi giorni sta consegnando a domicilio un vademecum contenente alcune informazioni indispensabili per conferire correttamente i rifiuti della frazione “plastica”.
«A fine aprile abbiamo attivato questa nuova campagna, ora entriamo nella fase di informazione e azione. A questa seguirà poi la fase dei controlli- commenta Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione -. Gli operatori faranno delle verifiche sul contenuto di sacchetti e bidoni. A seconda dell'esito rilasceranno un cartellino verde, se la differenziazione è corretta; giallo, da ammonizione, se la plastica non è stata conferita bene; rosso, successivo all'ammonizione, con errori palesi o reiterati. Etra fornirà quindi dei resoconti periodici ai Comuni e, in presenza di cartellini rossi, si potranno prevedere sanzioni o la sospensione delle riduzioni tariffarie e, per i cartellini verdi, l'estrazione di premi. Vogliamo sottolineare non tanto l'intento sanzionatorio, quanto la volontà di incoraggiare i cittadini che fanno bene la raccolta».
“Nell’opuscolo illustrativo sono riportati i motivi per fare una buona raccolta della plastica - spiega Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra -. Differenziare male significa, innanzitutto, perdere del materiale potenzialmente riciclabile, che diventa scarto. Significa anche sprecare energia per la selezione, rallentare il processo di recupero, aumentare l’impatto ambientale per il mancato riciclo delle risorse.”

Per una buona raccolta della plastica è fondamentale quindi che il cittadino sappia cosa va nella plastica e cosa no. Nella black list ci sono, tra gli altri, pettini e spazzole per capelli, cd, dvd, videocassette, dischi in vinile, cartucce per stampanti, toner, piccoli elettrodomestici, oggetti di grandi dimensioni in plastica (come le sedie da giardino), cartoni per bevande (succhi di frutta, latte: vanno nella carta), bottiglie piene, giocattoli, posate usa e getta, canne per l'irrigazione di orti e giardini.
Vanno invece nella plastica: imballaggi in polistirolo e polistirene, piatti e bicchieri usa e getta, tubetti del dentifricio o di alimenti, stagnola e contenitori in alluminio, tappi in plastica e metallo, sacchetti della spesa (in plastica o biodegradabili), bottiglie di plastica vuote (meglio se schiacciate), reti per frutta e verdura, lattine e barattoli vuoti.
All’interno dell’opuscolo gli utenti troveranno anche un questionario: “Questi rifiuti vanno nel contenitore per plastica e metalli?”. Le risposte andranno inviate all'indirizzo email comunicazione@etraspa.it o all'indirizzo postale Ufficio comunicazione, Etra Spa, via del Telarolo 9, 35013 Cittadella (PD). A chi risponderà correttamente, Etra invierà un gadget utile per la raccolta o la riduzione dei rifiuti.
Per informazioni: Numero verde 800 247842, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20; email info@etraspa.it.

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