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L'incursione
Gli studenti del “Remondini” di Bassano non partecipano alla mobilitazione studentesca indetta in Centro Studi e i manifestanti irrompono nell'istituto per convincerli ad uscire. Sfondate a calci e pugni le porte di dodici armadietti scolastici
Pubblicato il 26 ott 2012
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Dodici porte di armadietti scolastici, ad uso degli studenti all'esterno delle classi, danneggiate o completamente sfondate.
E' quello che resta della clamorosa irruzione compiuta questa mattina all'interno dell'Istituto Tecnico Professionale per il Turismo e i Servizi Commerciali e Socio-Sanitari “Remondini” di Bassano del Grappa ad opera di un gruppo di manifestanti che stava partecipando alla mobilitazione studentesca indetta oggi in città, con partenza dal Centro Studi, per protestare contro i tagli all'istruzione e alla scuola pubblica.
“Questa mattina io non mi trovavo in istituto - ci dice il dirigente scolastico del “Remondini”, Giorgio Carollo - e tutto quello che è successo l'ho appreso dal resoconto del vicepreside Marcello Travaglia. Verso le 9.30 un centinaio circa di ragazzi sono entrati nella nostra scuola dal cancello sul retro, provenienti dal cortile dell'“Einaudi”. Erano tutti studenti di altre scuole, i nostri non hanno partecipato alla manifestazione. Sono saliti sui corridoi dell'ala nord-est ed alcuni si sono messi a aprire le porte delle aule gridando “uscite!” ai nostri studenti. Alcuni di loro, 3 o 4 e non di più, hanno preso a calci e pugni gli armadietti del corridoio e sfondato 12 porte. C'è stata paura, perché abbiamo anche dei ragazzi certificati, ovvero studenti disabili. La situazione è stata gestita dal vicepreside, dalla segretaria e da uno dei docenti in particolare e dopo i momenti di tensione si sono calmate le acque. Il vicepreside, nel frattempo, aveva allertato il 113. La polizia ha risposto che era già informata e che era già sul posto.”
Gli armadietti sfondati nel corridoio dell'istituto "Remondini" (foto Alessandro Tich)
“Devo inoltre smentire una notizia che si era diffusa in giornata - continua il preside Carollo -, e cioè che alcuni manifestanti erano entrati con dei bastoni per offendere. C'erano due o tre di loro vestiti con la bombetta, e col bastone da passeggio. Niente di più.”
Per buona parte della giornata si era diffusa anche la notizia, riportata da un'agenzia di stampa e da altri organi di informazione, secondo la quale “un insegnante avrebbe colpito con uno schiaffo uno dei manifestanti”.
L'insegnante in questione è il prof. Giampaolo Bonotto, docente di Informatica del “Remondini”, che incontrandoci nella sede della scuola ci conferma che la notizia è falsa e preannuncia querele nei confronti di chi gli ha attribuito il presunto atto di violenza.
“Eravamo nella fase di cambio dalla 2° alla 3° ora e stavo accompagnando i miei studenti al laboratorio di Informatica - racconta Bonotto a Bassanonet -. Sul corridoio abbiamo incrociato questi 70-80 ragazzi, che avevano forzato il blocco dei bidelli al piano terra ed erano saliti al primo piano. Alcuni di loro stavano assaltando gli armadietti con calci e pugni, col contorno di grida e trombe da stadio. Ci sono stati dei momenti di paura, abbiamo delle studentesse disabili motorie che hanno corso il rischio di essere travolte dalla calca e due di loro si sono spaventate. Siamo quindi intervenuti, io, il vicepreside e le segretaria di istituto. Ho spintonato i ragazzi in prossimità degli armadietti per impedire che continuassero la loro azione e evitare ulteriori danni. Se avessero raggiunto il laboratorio di Informatica, i danni sarebbero stati ancora maggiori.”
“I manifestanti hanno proseguito l'assemblea al piano di sotto - spiega ancora il docente - e siccome sono stato chiamato direttamente in causa sono sceso anch'io a spiegare la mia posizione e a discutere con loro per altri venti minuti.”
Ora la vicenda, dai taccuini di cronaca, passa alle carte giudiziarie: il preside Carollo preannuncia che domani mattina, dopo aver letto la relazione del vicepreside sull'accaduto, presenterà denuncia per danneggiamento.
Gli autori del raid rischiano anche una pesante denuncia - sulla quale il dirigente scolastico si riserva di decidere sempre entro domani - per interruzione di pubblico servizio: il putiferio è avvenuto infatti mentre le lezioni erano regolarmente in corso.
La notizia dell'incursione nell'istituto, coi nuovi mezzi di comunicazione utilizzati dagli studenti, si è diffusa in città in un batter d'occhio e per tutta la giornata, sul deprecabile episodio che ha coinvolto il “Remondini”, sui social network è dilagata la discussione.
Su tutti e per tutti, il commento finale - da noi raccolto sul posto - del prof. Bonotto: “I manifestanti hanno spiegato che la mobilitazione di oggi è stata organizzata per protestare contro i tagli alla scuola pubblica. E per manifestare hanno danneggiato una scuola pubblica.”
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