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“Egregio direttore, sono un cittadino bassanese che in seguito alle dichiarazioni di questi giorni sul Gay Pride a Bassano ritiene suo dovere civico intervenire ad esprimere il suo sdegno”.
Scrive così, nella sua email inviata in redazione, un nostro lettore che ha deciso di firmarsi con lo pseudonimo di Zeno Cosini, il protagonista del romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Ovvero, come scrive il nostro utente: “Zeno Cosini....il nome di una persona piena di dubbi, tra molti con troppe certezze”.
Pubblichiamo di seguito il suo intervento:
L'assessore regionale Elena Donazzan
DONAZZAN, LE PAROLE DELL'ASSESSORE ALL'ISTRUZIONE DEI VENETI!
Egregio direttore,
le scrivo la presente lettera per la profonda indignazione e delusione che hanno provocato in me, come cittadino bassanese e come italiano, le dichiarazioni di alcuni politici bassanesi in merito al Gay Pride previsto per sabato a Bassano del Grappa.
È, a dir poco, deprimente che in paese che si dice europeo come l’Italia, nel cuore di una delle sue regioni più ricche e civili come il Veneto, ci sia ancora chi mette in dubbio il diritto di manifestare di una minoranza, oggettivamente discriminata, quali sono i gay.
Pensavo che, in Europa, solo nella Russia di Putin, dove i manifestanti dei Gay Pride si vedono negato il diritto di manifestare e vengono picchiati dalla polizia, si potesse mettere in dubbio uno dei diritti fondamentali delle persone, così come sancito dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana, in merito al diritto di manifestare le proprie opinioni, e così come previsto da tutti i Trattati di adesione alle Organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte.
A questa indignazione di fondo però si unisce una condanna precisa e specifica, io posso condannare gli atteggiamenti e le espressioni di politici quali il consigliere regionale Nicola Finco o l’eurodeputata Mara Bizzotto, ma rimane il fatto che per la loro storia personale e per gli incarichi che ricoprono le loro affermazioni non rivestono la gravità assoluta delle affermazioni dell’assessore regionale Donazzan.
Un assessore regionale all’istruzione che mette in dubbio la possibilità di manifestare dei gay è lo stesso assessore che dovrebbe mettere in atto politiche a tutela dalle discriminazioni delle minoranze sessuali nelle scuole. Ma se dovesse ricevere una delegazione dei genitori dell’Agedo (associazione dei genitori di omosessuali) con che faccia li riceverebbe? Che risposte darebbe a quei giovani che solo perché gay vengono rifiutati o peggio picchiati dai loro coetanei? Cosa risponderebbe ai parenti di quei ragazzi che si sono suicidati per paura di non essere accettati dalla società o dalle loro famiglie? Perché pensiamo che questi casi non esistano più? Pensiamo che sia facile nel 2012 in Italia dichiararsi omosessuali?
Ma, se possibile, ancora più inqualificabili sono le parole dell’assessore Donazzan sul fatto che questa manifestazione disturberebbe i commercianti di Bassano e violerebbe la memoria del Ponte degli Alpini! Queste parole sono dette dalla stessa persona che, da ventenne, andava in Piazza Libertà a Bassano, piazza completamente circondata da celerini e con tutti i negozi chiusi per paura di incidenti, ad ascoltare i comizi di reduci della Repubblica di Salò, in una città medaglia d’oro della Resistenza qual è Bassano!
Io da persona liberale ritengo che, pur sideralmente lontana da me, anche una persona come la Donazzan che nel suo repertorio culturale ha il Barone Evola, la Celtica, i miti del Graal, e che fa della caccia alle specie protette, in deroga alla normativa Europea (deroga per cui il Veneto è regolarmente condannato a livello europeo) uno dei pilastri del suo agire politico, abbia diritto di fare politica. Mi chiedo anche però in quale paese europeo una persona con quella storia e che se esce con affermazioni come queste sarebbe ancora al suo posto!
Infine due ultime cose, da un lato è paradossale che questo politico sia eletto in un partito che nel nome si rifà alla Libertà, e dall’altro mi stupisco che una città con una storia civica come Bassano non senta la necessità di una ferma condanna di affermazioni di questo tipo.
Speriamo che anche questa volta la società trovi i giusti anticorpi per reagire a tutto questo!
Zeno Cosini
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