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Giovanni Didonè: “Rosà ha bisogno di un cambiamento”
L'ex sindaco di Rosà ed ex deputato leghista, uscito dal Carroccio nel 2007, si schiera a favore del candidato sindaco di Ros@' 2012 Alfio Piotto. E sull'attuale scandalo-Lega afferma: “E' un problema che viene da lontano”
Pubblicato il 12 apr 2012
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Tra i “fuoriusciti illustri” della Lega Nord c'è anche lui: Giovanni Didonè, sindaco leghista di Rosà per due mandati consecutivi, dal 1993 al 2002, e deputato della Lega dal 2001 al 2006. Il ventennio di Rosà “Comune della Padania” è iniziato ed esploso con lui.
Ora quell'esperienza politica e amministrativa la guarda con distacco: nel 2007 è uscito dalla Lega Nord, non rinnovando il tesseramento al partito, e attualmente è iscritto a Fli nella sezione di Tezze sul Brenta guidata da Eros Parolin, a sua volta fuoriuscito dalle file leghiste. “Lo facciamo solo per lavorare, e non per le careghe - sottolinea Didonè -. Era lo stesso spirito che aveva la Lega nel '93. Poi, nel '94, dopo l'accordo con Berlusconi, è cambiato tutto.”
Ora è cambiato tutto anche per l'ex uomo forte della Lega locale, che da cinque anni ha riposto il fazzoletto verde definitivamente nel cassetto a seguito di fatti - come ci dice il diretto interessato - che ricordano molto da vicino l'attuale scandalo che ha portato alle inchieste sull'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito e ha causato il terremoto nei vertici padani.
L'ex sindaco e deputato Giovanni Didoné nella redazione di Bassanonet (foto Alessandro Tich)
Oggi Didonè segue da vicino la campagna elettorale per il voto amministrativo del 6 e 7 maggio a Rosà e si schiera a favore del candidato sindaco della lista civica Ros@' 2012 Alfio Piotto, competitor diretto - oltre a Barbara Guidolin, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle - della lista Continuità e Rinnovamento, con candidato sindaco Paolo Bordignon, espressione della Lega Nord e dell'Amministrazione uscente di Manuela Lanzarin.
Giovanni Didonè, perché ha deciso a un certo punto di dire “basta” con la Lega?
“Perché, con un gruppo di una quindicina di deputati e senatori della Lega, avevamo sposato la linea di Giancarlo Pagliarini dopo lo scoppio del Credito Euronord, gestito da personaggi poco professionali, che in due anni aveva mangiato il patrimonio della Lega, e cioè i soldi dei militanti, provocando un buco miliardario in lire. Per evitare traumi alla Lega, dopo che il capitale sociale era stato prosciugato da queste operazioni, i vertici avevano chiesto a noi parlamentari di versare 50 milioni di lire a testa: il tutto senza chiarezza, senza un piano industriale e senza l'indicazione di una dirigenza nuova per l'istituto di credito.
Pagliarini diceva che noi eravamo un partito, con degli obiettivi come il federalismo, e che era assurdo occuparci di attività finanziarie e commerciali. Per questo aveva proposto di non rimborsare i soldi e di consegnare i libri in tribunale, secondo il principio “chi ha sbagliato, paghi” che è così attuale anche in questi giorni.
All'ultima cena prima della fine della legislatura, Bossi ha detto ha Pagliarini “Tu mi hai disubbidito” e di fatto lo ha epurato, portando alle dimissioni di Pagliarini dal Carroccio nel 2007. C'ero anch'io nella “lista” dei disobbedienti. E anch'io, nel 2007, ho lasciato la Lega. Me ne sono andato io, non mi hanno mandato fuori dal partito.”
Quindi, a fronte di questo precedente, come interpreta le notizie di questi giorni che riguardano la Lega?
“E' un problema che viene da lontano. Ancora nel 2001 i revisori dei conti della Lega, Martinelli e Rossi, volevano spulciare nel bilancio del partito. Ma non era facile, Bossi tergiversava e il tesoriere dell'epoca Balocchi non forniva le documentazioni. Piergiorgio Martinelli, che era anche sindaco del Comune di Chiuduno, ha poi avuto dei problemi. Si è quindi dimesso dalla Lega Nord passando al gruppo misto.
Il caso Credieuronord è emblematico. Io provengo dal mondo bancario: se una filiale si accorge che qualcuno fa il furbo o il ladro, interviene immediatamente e fa piazza pulita. E no invece dire: se controlliamo perdiamo voti oppure clienti. Il marcio diventa più grande, e il bubbone molto più esteso.”
E allora i fatti di adesso come li vede?
“I fatti di adesso li vedo come una cosa estremamente negativa. Qualcuno ha gestito il partito in maniera privata, ma col finanziamento pubblico e quindi coi soldi delle tasse che paghiamo anche noi. E' stato molto grave destinare le risorse a volontà e spese private, con gli stipendi lauti che prendono.”
Passiamo però ai temi locali. A Rosà, dopo i suoi due mandati da sindaco, sono seguiti i due mandati dell'Amministrazione leghista guidata da Manuela Lanzarin, che è stata anche suo assessore. Come vede la situazione?
“Da fuori si fa fatica a conoscere le cose in modo preciso e dettagliato.
Ma faccio un esempio degli ultimi giorni: l'abbattimento dell'ex proprietà Ulss, ora proprietà del Comune, di viale dei Tigli per fare posto a un parcheggio.
E' un intervento che per il Comune significa un danno erariale di 4-500mila euro, in un momento di crisi, in cui si continua a dire alla gente che gli enti pubblici hanno sempre meno soldi. Si butta via un patrimonio, per fare un parcheggio in una zona che dai parcheggi è già servita. Semmai si poteva tentare, come già suggerito a suo tempo da Daniele Contessa, di fare una permuta coi proprietari del fabbricato fatiscente di piazza Pontida, attiguo al parcheggio già esistente, per ampliare il parcheggio stesso. Se queste sono le decisioni...”
E su altre questioni di attualità, emerse in questa campagna elettorale?
“Personalmente, vedo molto problematico il fatto di voler costruire un polo scolastico unificato in mezzo ai campi tra Cusinati e San Pietro. Il costo è di 6 milioni di euro, e anche se la Regione darà un contributo di 1 milione e 240mila euro si tratta di una decisione che inciderà sul bilancio del Comune per i prossimi decenni. Se si decide di realizzare un polo scolastico unico, questo andrebbe fatto in una zona centrale del territorio del Comune e non per servire due sole frazioni, in modo da attivate tutta una serie di economie di scala: personale unificato, parcheggi, riscaldamento, trasporti. Sono questi gli aspetti importanti in tempo di crisi, e invece molti guardano ancora ai voti per amministrare. Io non ho mai fatto niente per i voti. Dopo si può anche sbagliare. Chi fa tanto, sbaglia.
Un altro esempio è l'impianto a biomassa, realizzato vicino alle scuole. Gestirlo costa una montagna de schei. Anche questo è stato co-finanziato dalla Regione. Ma la Regione, in questo momento di risorse scarse, si preoccupa di finanziare impianti che garantiscano una gestione seria e efficiente o è sempre il solito discorso di finanziare prima di tutto i progetti e gli interventi presentati dagli “amici”?”
Lei non fa segreto di sostenere il candidato sindaco di Ros@' 2012 Alfio Piotto...
“Conosco Piotto dal '96, quando la parrocchia ha ultimato i lavori di sistemazione del teatro Montegrappa e cioè da quando, con molto coraggio e volontà di fare, si era impegnato col parroco di allora a seguire la gestione del teatro, con spirito di volontariato e con ottimi risultati, realizzati grazie all'apporto di un centinaio di persone che senza fini di lucro hanno fatto crescere quell'esperienza.
Ultimamente Piotto si è dato alla pregevole iniziativa della gestione dell'asilo parrocchiale di Rosà, un altro settore che non porta guadagni.
Queste iniziative mi fanno conoscere una persona di esperienza, con l'età giusta, sempre operativa nelle situazioni difficili dal punto di vista economico, supportato da un gruppo non indifferente di persone che hanno lavorato con lui in questi anni.
E' un insieme di fattori che mi fanno propendere per una persona che è da me ammirata. Sono convinto che un cambiamento è sempre positivo. Dopo vent'anni di Amministrazione, che cosa si può dire e fare di nuovo? Questo gruppo è una ventata di novità e l'aria nuova è positiva, sempre. Non tutti i giorni, ma dopo vent'anni è solo positivo per Rosà cambiare. Lo scriva pure: io dico di votare Alfio Piotto a tutti i cittadini di Rosà. Sono sicuro che il Comune di Rosà possa voltare pagina, per un nuovo vivere civile e per un progresso sociale importante, oltre al programma che condivido.”
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