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Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
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Festa italiana

Il 2 giugno si festeggia la nascita della Repubblica, alla vigilia dell’anniversario dell’Unità ci si interroga su cultura e identità “italiane”

Pubblicato il 02 giu 2010
Visto 1.967 volte

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Oggi 2 giugno si festeggia la nascita della Repubblica e siamo alla vigilia delle grandi celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Già da tempo, grazie anche all’evento che stimola la riflessione, in ambito culturale ci si sta interrogando sul significato del sentirsi italiani oggi. Sono in corso, ad opera di scrittori, giornalisti, saggisti ed esperti, tanti tentativi finalizzati a contribuire ad un recupero utile della memoria storica. Tessendo assieme diverse prospettive si sta tracciando un’analisi volta a riscoprire le ragioni di un’Unità che a distanza di tanti anni ancora pare incapace di trasformarsi in identità. E’ una ricerca di senso, e in queste occasioni ci si domanda qual è e quale sarà il ruolo dell’identità italiana in questi tempi dove si alternano sull’altalena spinte alle esigenze di europeismo e di mondializzazione. Pare che ultimamente ci succeda sempre più spesso che avvertiamo la consapevolezza di essere italiani quando siamo altrove, o più tristemente, che ce ne ricordiamo solo in occasioni sportive quando si prende a prestito l’inno nazionale per incitare le nostre squadre.
Riguardo ad azioni concrete, a proposito ad esempio della difesa della lingua italiana, mentre giustamente a livello locale in tutte le regioni ci si sta prodigando per non perdere la ricchezza legata alla tradizione del patrimonio dialettale, i Dipartimenti di lingue e letteratura delle Università rischiano di sparire. Giusto qui in Italia, mentre non è così all’estero dove fioriscono i dipartimenti di italianistica, in qualche facoltà di Scienze della Formazione, e presto sarà in più di una, ci si può già laureare, per poi andare ad insegnare, senza avere mai sostenuto un esame di lingua italiana. E allora ci si chiede, da parte di chi ci amministra esiste davvero l’intenzione positiva di rivalutare la nostra identità storica? E lo si può fare enfatizzando da una parte le celebrazioni e le giornate “dedicate a” e dall’altra minando i capisaldi della cultura? Oggi a Bassano molti monumenti e musei rimarranno aperti, l’auspicio di molti è che queste occasioni servano alla riflessione, non siano strumentalizzate a fini partitici, e che non diventino feste “comandate”.

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