Laura VicenziLaura Vicenzi
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Nudi d'autore

In una classifica del quotidiano inglese "The Guardian", al secondo posto tra i nudi maschili più belli di ogni tempo il “Napoleone come Marte Pacificatore” di Antonio Canova, il cui calco in gesso è custodito alla Gipsoteca di Possagno

Pubblicato il 13-04-2014
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Il Napoleone di Canova è stato proclamato, dal quotidiano inglese “The Guardian”, tra i nudi maschili più belli di ogni tempo. Di recente, in un suo blog, il giornale ha pubblicato la classifica delle dieci opere d’arte più belle in cui sono rappresentati corpi maschili senza veli. Tra queste, c’è un'opera è di Canova: il “Napoleone come Marte Pacificatore”. Nella rassegna compaiono ben quattro capolavori italiani: il Cupido (Amor Vincit Omnia) di Caravaggio è al primo posto; al secondo posto c’è la scultura canoviana, il cui calco in gesso è collocato nella Gipsoteca di Possagno e il marmo all'Apsley House di Londra (il bronzo all’Accademia di Brera di Milano); seguono il “Cristo risorto” di Michelangelo e il “David” di Donatello (1440-60). Tra le opere antiche, sono classificati tra i primi dieci: il “Torso del Belvedere” (primo secolo a. C.), i Bronzi di Riace (del V secolo a. C.) e l'Ercole Farnese (del III secolo d. C.). Nell’elenco compaiono anche due fotografie contemporanee di Wolfgang Tillmans e di Robert Mappelthorp.
Il Napoleone di Canova è stato realizzato tra il 1802 e il 1806, raffigura il generale Bonaparte che durante la creazione dell’opera divenne Imperatore dei Francesi e come il Dio Marte, signore della guerra, regge il mondo in mano. In origine pensata e voluta da Napoleone per essere collocata in una piazza di Parigi, la statua fu acquistato dal Governo inglese di Giorgio IV e donata a George Wellington in premio per aver vinto Napoleone a Waterloo. Wellington la collocò nella sua residenza di Apsley House dove l’opera si trova tuttora.
I primi a rappresentare il corpo maschile nudo furono i Greci, almeno nelle forme della perfezione e della simmetria che tuttora sono note: maestri come Mirone (autore de “Il Discobolo) e Policleto (autore de “Il Doriforo”, opera esemplare rappresentante il canone delle proporzioni nella scultura), e poi Prassitele, Lisippo e Fidia diedero il via a una concezione del bello ideale maschile che percorse tutta l'antichità, decadde nel Medioevo e risorse poi dal Quattrocento.

“Napoleone come Marte Pacificatore”, (1802-1806), Antonio Canova

Il Museo Canova di Possagno ha una collezione senza eguali di opere canoviane. I suoi curatori hanno voluto imitare l’idea del quotidiano inglese, con un pizzico di umorismo, stilando una graduatoria dei nudi maschili più belli tra le opere di Antonio Canova presenti in Gipsoteca: 1° “Adone e Venere”; 2° “Venere e Marte”; 3° “Teseo sul Minotauro”; 4° “Palamede”; 5° “Creugante”; 6° “Ercole e Lica”; 7° “Cefalo e Procri”; 8° “Amore e Psiche stanti”; 9° “Napoleone come Marte Pacificatore”; 10° “Damosseno”.

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