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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Fare i conti con la storia
Presentato a Palazzo Roberti, in una giornata cittadina che ha avuto come protagonista la Storia, il nuovo libro di Paolo Mieli
Pubblicato il 02 dic 2013
Visto 2.642 volte
Dopo essere intervenuto al Duomo di Santa Maria in Colle come ospite d’onore all’incontro di presentazione dell’opera “Storia di Bassano del Grappa” – una strenna di valore dedicata alla città – Paolo Mieli, aggiunti ai panni dello storico quelli del saggista, ha parlato sabato alla Libreria Palazzo Roberti del suo nuovo libro intitolato I conti con la storia. Per capire il nostro tempo.
Mieli ha scritto per «l’Espresso», «la Repubblica», ha diretto il «Corriere della Sera» e «La Stampa»; è alla presidenza della Rcs Libri; è stato curatore e conduttore di numerose rubriche a contenuto storico programmate dalla Rai ed è autore di saggi dedicati alla Storia e alle storie del nostro Paese. Il volume che ha presentato a Palazzo Roberti è appena uscito nelle librerie ed è edito da Rizzoli.
«Il filo conduttore che seguo nel libro – ha spiegato – è questo: l’umanità non è composta da buoni o da cattivi, la storia dell’uomo è complessa e votata al compromesso; bisogna avvicinarsi alla rilettura del passato con spirito critico e senza preconcetti; diffido del manuale di storia dove i conti tornano sempre, mi fa pensare a un’esigenza di semplificare che quasi mai è legittima e che spesso è rivelatrice della volontà di ridurre la storia a propaganda». I conti in realtà spesso non tornano, o sono conti della serva e di una serva molto miope talvolta.
Paolo Mieli
Le pagine del libro attraversano oltre due millenni. Sempre il fluire di tante storie e vicende umane in un racconto lineare deve essere guardato con sospetto – ha ricordato Mieli – vi si insinuano come se avessero valenza di fatti interpretazioni, errori di valutazione, omissioni e addirittura menzogne acclarate.
«Sono tante le insolvenze dei ragionamenti sulla Storia, la memoria collettiva è divisa. A volte, soprattutto nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando ora, è proprio necessario ritrovare una base comune da cui avventurarci nella ricerca del passato». Comprendere il passato inquadrandone al meglio luci e ombre è importante – ha aggiunto rivolto ai tre studenti che l’hanno intervistato in Libreria – perché consente di gettare luci meno fioche sugli scenari del futuro.
La conversazione è proseguita saltabeccando tra i secoli e tra figure storiche celebri seguendo le curiosità e le domande dei ragazzi e del pubblico che affollava il salone – tra gli spunti Mazzini, Giuda, Churchill, il fenomeno del colonialismo, l’Italia divisa e unita, Venezia e Bassano, il piccolo mondo politico italiano attuale.
L’invito di Mieli è stato ovunque un’esortazione all’approfondimento e allo studio senza voler vedere per forza tra le righe il bianco e il nero: abbassare l’intensità chiaroscurale rende più umani, meno monumentali e lapidari, e quindi non distanti, i profili che da sempre ci appartengono.
A conclusione dell’incontro Mieli ha augurato un buon lavoro al sindaco Stefano Cimatti e alla futura Amministrazione per il programma di iniziative che verranno realizzate in occasione dell’anniversario della Grande Guerra «un’occasione per la città di diventare una delle capitali delle celebrazioni e della memoria storica del Paese».
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