Pubblicato il 15-06-2020 19:27
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Parla il presidente

Fabio Campagnolo svela gli annedoti della stagione appena conclusa e fa il punto della situazione per il prossimo torneo. Squadra verso la rivoluzione.

Parla il presidente

Dirigenza, giocatori e staff tecnico a Villa Stecchini. Dello staff di Maino sono stati confermati il vice allenatore Anastasio, il preparatore atletico Bellon, il massaggiatore Rigon ed il magazziniere Zanotto

Una serata speciale. Difficile definire diversamente il rendez-vous andato in scena nella magica atmosfera di Villa Stecchini a Romano per onorare e chiudere un campionato che stava vedendo prevalere nettamente i giallorossi sugli ostici e forti rivali dello Schio.
Il presidentissimo Fabio Campagnolo rimarca con orgoglio la cavalcata che ha portato la formazione di Bassano del Grappa a vincere il proprio secondo campionato di fila dopo la rinascita più bella perché voluta da tutta la città: “E’ ovvio che c’è più gusto a festeggiare in campo piuttosto che a tavolino. Però la gioia è tantissima perché ce la siamo meritata sul rettangolo verde e perché non è facile ripetersi. Mi sono studiato un po’ di dati e oltre a tutti quelli giustamente snocciolati da mister Maino aggiungo che siamo stati la miglior squadra dilettantistica del Veneto come differenza reti”. Il presidentissimo tiene a ricordare a tutti i presenti e a tutti i tifosi dell’importanza che riveste il sodalizio giallorosso ben oltre le gesta sul campo da gioco: “Il bilancio di quest’annata non è stato estremamente positivo solo per quanto riguarda i risultati sportivi, con la promozione in Eccellenza e il rilancio del Settore Giovanile che comunque continua ad aver bisogno di strutture tanto più con l’avvio della formazione Juniores. Abbiamo tagliato traguardi ancora più importanti sul piano della solidarietà, della raccolta fondi per i più bisognosi anche tramite le tantissime associazioni onlus del territorio, alla visita all’Ospedale San Bassiano, ecc. Tutto ciò deve renderci estremamente orgogliosi. I nostri calciatori sanno che noi giochiamo due campionati. Uno quello ufficiale, l'altro fuori dal campo come società e tifosi. Abbiamo due gruppi di tifosi diversi quanto complementari e straordinari. Il messaggio lanciato dai Fedelissimi con il Terzo Tempo è pazzesco. Il Gruppo Grappa ce lo invidiano tutti”. L’occasione è anche propizia per far luce sulla rivoluzione invernale che ha portato all’allontanamento tra gli altri di Calgaro e De Carli: “Qualcuno a dicembre ha detto che c'era confusione. No, non c'era confusione, c'era chiarezza assoluta. Abbiamo sempre sostenuto che piuttosto di cambiare i principi avremo cambiato tutta la squadra. I principi sono ciò che ci fanno vincere anche sul campo, ogni volta che siamo inciampati c'è stato qualche episodio non in linea con i comportamenti che pretendiamo”. Una battuta è riservata anche al Vicenza: “Dico che prima o poi ci reincontreremo”. 

Il futuro. A bocce ferme è tempo di costruire la squadra che l’anno prossimo difenderà i colori cittadini nel campionato di Eccellenza. L’idea iniziale di confermare gran parte della squadra è stata rivista alla luce della rivisitazione del budget che non è stato, anche giustamente, ben digerito da alcuni degli artefici della promozione. Il ds Giacometti è al lavoro, un lavoro estremamente complicato, per costruire una compagine che possa farsi valere. Il direttore è in stretto contatto con mister Maino per confrontarsi su nome e ruoli ed ha già scritturato Alex Pellizzer, difensore centrale del Cartigliano e fratello minore dell’ex giallorosso Michele. Le trattative fervono, in uscita si registrano l’addio di Pinton, Gallonetto e sopratto Gambasin finiti all’Eurocalcio neopromosso in Promozione. Perso anche l’eccellente Alex Montagnani che si riavvicina a casa nei pressi di Legnago. In ingresso si parla dell’ex Mestre Rubbo su cui ci sono gli occhi anche di formazioni di serie D e, come riportato da Pittureri nel GdV, di altri due ex giallorossi: il centravanti Munarini quest’anno in forza allo Schio, e il difensore Tommaso Bortot. Tutti nomi estremamente altisonanti. Fabio Campagnolo ha le idee molto chiare: “Le nostre ditte devono affrontare un mare in burrasca non da ridere. Per forza di cose bisognerà ridurre il budget. Tuttavia in questo periodo di pandemia non ho visto nessun volto con paura. Nelle nostre vene scorre il sangue di chi ha fondato le aziende che hanno rilanciato un Veneto terra di emigrati, di chi ha ricostruito dopo la guerra, di chi si è rialzato di fronte a mille difficoltà. Bisognerà ricostruire la squadra, il nostro Giacometti ormai ha fatto l’abitudine. Ecco i giocatori che comporranno la nostra squadra nel prossimo torneo saranno giocatori che devono avere questa tempra. Il Bassano a queste latitudini ha l’obbligo di essere protagonista, non partiremo favoriti ma renderemo la vita difficile a tutti”. 

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