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L'autobus anti-alcol, a tutta birra

La LAV di Bassano interviene sul caso del “T9 Bus”, il mezzo pensato per la prevenzione delle stragi del sabato sera e presentato a Rosà nel corso di una sagra “a birra e porchetta”

Pubblicato il 10-09-2011
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Alla sua presentazione, lo scorso 31 agosto sotto un tendone in località Ponte Paoletti a Rosà, è intervenuta una nutrita rappresentanza di politici locali. Sindaci, un'onorevole (che è poi il sindaco di Rosà Manuela Lanzarin), l'assessore regionale Elena Donazzan.
Tutti presenti per dare la benedizione al “T9 Bus”: il mezzo promosso ed allestito dall'associazione “Prima la vita” che il sabato sera e in altre serate percorrerà più volte un preciso itinerario nella fascia oraria dalle 20 alle 5 di mattina toccando vari centri dell'hinterland bassanese.
Lo scopo dell'iniziativa, come informano i promotori, è quello “di permettere a più ragazzi possibile di utilizzare l'autobus e di raggiungere piazze, località, locali ed amici in totale sicurezza, fuori dal traffico e senza rischi.”

Il "T9 Bus" presentato a Rosà (foto Alessandro Tich)

Fin qui nulla da eccepire: qualsiasi progetto mirato a prevenire le stragi del sabato sera e a contrastare gli effetti dell'abuso di alcolici nel territorio è infatti degno della massima considerazione.
Ma la nota stonata, in questa vicenda, sarebbe stato il contesto in cui l'iniziativa è stata presentata: una sagra locale che nei chioschi allestiti sotto il tendone invitava proprio al consumo di birra.
E' quanto sostiene la Sede Territoriale di Bassano della LAV, Lega Antivivisezione, la cui responsabile Silvia Lovat ha inviato una comunicazione all'Associazione “Prima la vita”, all'assessore alle politiche sociali di Bassano del Grappa, ai sindaci dei Comuni limitrofi, alla Provincia, alla Regione e alla sede nazionale di Alcolisti Anonimi.
“Innanzitutto - dichiara la responsabile locale della LAV - condividiamo l’ottima  volontà  di aiutare i giovani per la loro sicurezza e quella degli altri; è giusto quindi che gli assessorati sostengano iniziative simili come questa, che consiste nel mettere a disposizione dei ragazzi un bus nell’hinterland bassanese nelle ore notturne del fine settimana per evitare i noti incidenti per droga, alcool, ecc.”
“Ci rammarica, però, constatare - continua la nota - che negli organizzatori dell’iniziativa in questione, assessorato compreso, manchi la giusta misura per farlo. Lo notiamo dal manifestino, il quale, su una pagina, invita “alla presentazione del T9 BUS con birra e porchetta” con la foto di questi due “alimenti”. Sappiamo tutti che le serate dei giovani sono fatte anche di birra e di porchetta, ma non era necessario  evidenziarlo nel manifestino, invece, crediamo che ciò è stato voluto per assicurare successo all’iniziativa. Puntare su “porchetta e alcool” per aggregare il giovane “consumatore” è pessima scuola di cultura civile e alimentare. L’invito a mangiare porchetta e a bere birra contraddice il fine dell’iniziativa sulla sicurezza dei giovani.”
“Prima la vita? - conclude la LAV - Piuttosto, ricordiamo all’assessorato e all’associazione in oggetto che il consumo di alcolici, di carni rosse e derivati, è un’altra piaga di questa società, che, oltre a portare morte sulle strade o liti mortali davanti ai bar, porta a malattie cardiovascolari, diabete, tumori al colon, alcolismo e così via”.

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