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Attualità

La “Caserma dei muli” resta agli alpini

Rinnovata per altri dieci anni la convenzione tra il Comune di Cassola e il Gruppo Alpini di San Giuseppe per la gestione in comodato d'uso dell'ex Caserma San Zeno

Pubblicato il 03 set 2011
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Nel 2009 l'hanno ricevuta in gestione per due anni, più tre rinnovabili, e l'hanno rivoltata come un calzino. Pulita, rimessa a posto e dotata degli allacciamenti per l'acquedotto e il gas. Ma le penne nere, si sa, non si fermano davanti a nulla. A maggior ragione se la loro sede è ubicata in una delle storiche caserme del nostro territorio.
E così il Gruppo Alpini di San Giuseppe di Cassola, a cui il Comune aveva concesso l'uso gratuito di alcuni locali dell'ex Caserma San Zeno, ovvero la vecchia “Caserma dei muli” di via Ca' Baroncello, ha pienamente ripagato la fiducia riposta dall'Amministrazione comunale e questa mattina ha siglato la convenzione per la proroga dell'affidamento in comodato d'uso dell'ex area militare fino al 31 dicembre 2021.
L'accordo è stato firmato dal sindaco Silvia Pasinato e dal capogruppo delle penne nere locali Giuseppe Sonda, recentemente nominato anche referente del Comune per la gestione generale degli spazi della caserma, che l'Amministrazione cassolese ha acquisito dal Demanio nel giugno 2009 e che ospita diverse manifestazioni pubbliche.

I partecipanti durante l'alzabandiera che ha preceduto la firma dell'accordo (foto Alessandro Tich)

“Questo posto è e deve rimanere degli alpini di San Giuseppe - ha dichiarato il sindaco nell'occasione -. Con la proroga di dieci anni della convenzione vogliamo dire grazie alle penne nere per quanto fatto in questi anni, certi che continueranno a lavorare e a prestare la loro opera e il loro aiuto al nostro territorio. Così, ancora per molti anni, sapremo di avere a Cassola il primo e unico Gruppo Alpino che può vantarsi di avere la sede all'interno di una caserma.”
Di poche parole - come è giusto che sia per chi è abituato ad esprimersi con i fatti - la replica del capogruppo Sonda: “Quello che abbiamo fatto qua lo abbiamo fatto per tutti.”
Conclusione dell'incontro con pan de casada, sopressa, formaggio e un'ombra de vin, offerti ai presenti alle 10 di mattina. Ma cappuccino e brioche sarebbe stato fuori luogo.

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