ADS
ADS

Attualità

Picnic San Bassiano

Il paradossale caso delle operatrici del CUP dell'Ospedale: pasti consumati all'addiaccio in pausa pranzo per la revoca del servizio mensa in convenzione

Pubblicato il 14 giu 2011
Visto 5.426 volte

ADS

E' uno dei tanti “esempi invisibili” delle precarie condizioni di lavoro - non solo economiche ma anche, per così dire, logistiche - in cui ci si può trovare al giorno d'oggi pur svolgendo un servizio di primaria importanza per la comunità.
La vicenda riguarda le operatrici - una trentina in tutto - del CUP, il Centro Unico Prenotazioni dell'Ospedale di Bassano del Grappa. Tutte dipendenti della cooperativa “Cento Orizzonti” che da quest'anno, subentrando a una precedente cooperativa di servizi, è titolare dell'appalto bandito dell'Ulss n.3 per la gestione del CUP del San Bassiano.
Nel corso di una nostra visita per lavoro in Ospedale, le notiamo in un'area esterna del nosocomio intente a consumare, con evidente scomodità, un frugale pranzo. Fin qui niente di strano, se non fosse che - come ci segnalano le stesse lavoratrici - la cosa si ripete tutti i giorni: non per piacere, ma per necessità.

Un gruppo di operatrici del CUP del San Bassiano in pausa pranzo (foto Alessandro Tich)

“La precedente cooperativa che aveva in appalto il servizio del CUP - ci spiegano le operatrici - aveva una convenzione per il servizio mensa, a 2 euro e 20 per metà vassoio. Subentrata la nostra cooperativa, il servizio mensa in convenzione è stato tolto. Se andiamo a mangiare alla mensa dell'Ospedale dobbiamo prendere il vassoio intero a 6 euro e 80: una cifra che per il nostro stipendio è troppo elevata."
Il problema - sottolineano le nostre interlocutrici - è stato segnalato più volte a chi di dovere, ma finora senza risultato.
"La cooperativa per cui lavoriamo - raccontano ancora - ci ha dato a disposizione dei ticket di 3 euro per i pasti, ma il bar dell'Ospedale non li accetta. Dovremmo prendere l'auto e usare i ticket in qualche bar del circondario, ma abbiamo solo mezz'ora di pausa pranzo e non c'è il tempo per farlo.”
E così, l'unica soluzione per le addette alle prenotazioni ospedaliere è quella del “fai da te”: qualche cibo portato da casa da mangiare in fretta in qualche posto di fortuna. Perché, come ci dicono ancora le dirette interessate, “non ci hanno dato neanche una sala dove mangiare.” Il luogo prescelto per il pasto volante è attualmente l'area esterna al bar dell'Ospedale, dove il gruppo delle operatrici di turno si dà appuntamento ogni giorno a mezzogiorno sul basamento di una colonna. “Per il momento va bene - affermano -, ma d'inverno come faremo?”.
L'unica “medicina” è prenderla con filosofia, e sulla precaria situazione le battute ironiche si sprecano. “Ha visto? - scherza una delle addette - Noi ogni giorno andiamo a fare il picnic.”

Scopri di più su questi argomenti

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

ADS
ADS

Più visti

2

Lettere in Redazione

25 ago 2026

Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia

Visto 3.274 volte

3

Politica

28 ago 2026

Se si votasse oggi, come voterebbe Bassano?

Visto 3.267 volte

4

Musica

24 ago 2026

Derive: un ascolto, un'atmosfera collettiva, un disco

Visto 589 volte

5

Spettacoli

23 ago 2026

Marostica: una comunità al lavoro, per la Partita 2026

Visto 554 volte

7

Incontri

29 ago 2026

Un settembre rosa-autrice, per Palazzo Roberti

Visto 462 volte

8

Radici

28 ago 2026

I «Porteghi Longhi» e il Porto di Brenta

Visto 424 volte

9

Geopolitica

26 ago 2026

Thailandia, sfuma il progetto del “ponte terrestre”

Visto 410 volte

10

Trasporti e Mobilità

28 ago 2026

Carburanti, il Codacons lancia il Comitato "Giù le accise"

Visto 300 volte