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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 29-01-2011
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Per i suoi sostenitori - Lega Nord in primis - è il primo importante passo verso il tanto decantato federalismo, invocato ad alta voce da Bossi per il mantenimento degli attuali equilibri di governo. Per chi invece non la pensa in questo modo, si tratta di una forma di “accentramento locale” della finanza statale, che attribuisce in sostanza ai Comuni una porzione del gettito dello Stato.
Il decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale - approvato in agosto dal governo e in discussione al parlamento - bussa alle porte: tra enti locali strozzati dai tagli alle risorse e dal patto di stabilità e cittadini che attendono di sapere quanto realmente il nuovo fisco comunale peserà sulle loro tasche.
Il documento - secondo la relazione tecnica dell'esecutivo - prevede una serie di nuove entrare a favore dei Comuni, nelle regioni a statuto ordinario, in sostituzione dei trasferimenti erariali.
L'on. Manuela Lanzarin
Tra le tasse e imposte che entreranno direttamente nelle casse dei municipi: l'Irpef sui redditi fondiari, la compartecipazione dell'Irpef al 2%, le imposte ipotecarie e catastali, la cedolare secca sugli affitti e la tassa immobiliare sulla seconda casa.
Dal 2014, inoltre, i Comuni potranno istituire l'Imposta municipale propria (Imu) e l'Imposta municipale sui servizi.
La prima accorperà Ici, Irpef su redditi fondiari non in affitto e addizionali regionali e comunali. La seconda sostituirà la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l'imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l'installazione di mezzi pubblicitari.
E intanto l'on. Manuela Lanzarin - deputato della Lega Nord e sindaco di Rosà - è stata relatrice all'VIII Commissione della Camera sul tema dell'attuazione del federalismo fiscale e in particolare sul decreto legislativo in materia di federalismo municipale.
Nella sua esposizione l’on. Lanzarin a nome della maggioranza ha sottolineato che “il federalismo fiscale municipale consentirà di garantire un'effettiva ed equilibrata autonomia fiscale ai comuni, assicurando finalmente una concreta responsabilizzazione degli amministratori locali, con misure premiali per quelli virtuosi e sanzioni per coloro che non raggiungono gli obiettivi”.
“In questo modo - ha affermato ancora - si consentirà agli amministratori di garantire un adeguato livello dei servizi ai cittadini, divenendo così condizione per lo sviluppo di politiche di governo del territorio sostenibili, per una più trasparente gestione degli oneri di urbanizzazione e, quindi, per il conseguimento dell'obiettivo strategico di una riduzione del consumo del suolo.”
Riguardo al tanto discusso capitolo della cedolare secca è stato richiesto all’esecutivo di valutare “l’opportunità di una modulazione dell'aliquota sui redditi da locazione immobiliare di immobili ad uso abitativo, in modo da garantire equità e sostenibilità al settore del mercato immobiliare, anche prevedendo un'aliquota agevolata per i contratti a canone concordato”.
Un rilievo infine è stato posto sulla necessità di un riordino dell’imposta di scopo e di prelievo sui rifiuti solidi urbani (TARSU).
La Commissione, pur con l’assenza dei rappresentanti dell’opposizione che al momento del voto sono usciti dalla sala, ha dato parere favorevole, permettendo al decreto di procedere nel suo iter che ora approderà alla commissione Bicamerale.
“Il federalismo - commenta l'on. Lanzarin - è un’occasione che non possiamo perdere; prima parte e prima ci saranno delle risposte ed aiuti concreti. Certo è un processo, con il passaggio da spesa storica a spesa standard, che implica un cambiamento delle abitudini ma attualmente non ci sono altre vie.”