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Bagno di folla

Bassano invasa da migliaia di persone per la Fiera Franca. Immagini e curiosità dal “cuore” della festa

Pubblicato il 10-10-2010
Visto 4.053 volte

“Se vuoi la colazione a letto, dormi in cucina”. Strepitoso.
Questa ed altre perle di saggezza le troviamo stampate su alcuni bavagli esposti in Via Verci.
E' la saggezza profonda della Fiera Franca di Bassano: un mercato a cielo aperto dove è possibile scoprire di tutto e di più.

Folla tra le bancarelle in Piazza Libertà

Ci siamo anche noi tra le migliaia di persone calate in città dai quattro punti cardinali per la tradizionale passeggiata della domenica della “Franca” tra le oltre 250 bancarelle della festa: percorso caldamente sconsigliato a chi soffre di agorafobia, che - per chi non lo sapesse - è la paura dei luoghi affollati.
In Via Roma, Via Museo, Via Bellavitis e Via Jacopo Da Ponte - le quattro strettoie principali della Fiera - si resta bloccati, o a passo di lumaca, per interi minuti.
Il flusso è rallentato dai continui assembramenti di curiosi davanti alle postazioni di loquaci venditori, attrezzati con microfono, che dimostrano in diretta le mirabilie dei loro prodotti: dalla pietra bianca per le pulizie al pelapatate magico.
Il prodotto più venduto della Fiera è però il lavapavimenti tipo “mocio” in microfibra: in giro ne abbiamo visti a decine. Ma ce n'è davvero per tutti i gusti: dal bicchiere dell'alpino alla soletta per scarpe che evita l'urto sui talloni.
Per non parlare dei dolciumi: autentico supplizio - in senso buono - per chi non vuole eccedere con le calorie. I dolcetti di pasta di mandorle “made in Sicilia”, diffusi ovunque, la fanno da padrone. Ne compriamo golosamente un sacchetto, in Piazza Garibaldi, presso la bancarella di una ditta sicula molto convincente: si chiama “Il Padrino” e il logo dell'azienda è un picciotto con la lupara.
E c'è anche chi, in Via Museo, attira l'olfatto dei potenziali compratori dimostrando l'antica preparazione del croccante di mandorla caldo.
Una venditrice ambulante di un banchetto di Via Roma ci dice che l'Enel, per due giorni di allacciamento elettrico, le fa pagare 250 euro. Ma il costo per l'occupazione dello spazio “è molto più basso di tanti altri mercati in giro per l'Italia”.
Torniamo a casa, dopo un'incredibile overdose di bagno di folla. Ma qualcosa ci manca: ci siamo scordati di comprare il lavapavimenti in microfibra. Sarà per l'anno prossimo.

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