Pubblicato il 28-09-2009 16:10
in Attualità | Visto 1.828 volte

Altri sguardi da "Territori"

Concluso ad Angarano il festival con una tavola rotonda dedicata alle politiche e alle problematiche del territorio

Altri sguardi da

un momento della tavola rotonda di "Territori"

Ieri, ultima domenica di settembre, si è svolta la giornata conclusiva di “Territori: tre giorni di politica dal basso”. Nello spazio antistante il Color Cafè alle ore 17 è stata organizzata una tavola rotonda, un momento pubblico di discussione sulle questioni emerse nella tre giorni dedicata ai problemi del territorio. A fare da sfondo dietro al palco è sfilata per tutto il tempo una coda ininterrotta di auto, un serpentone che cercava parcheggio e che saliva e scendeva dalla Fratellanza. Nessun disturbo allo svolgimento dei lavori, solo una sottolineatura senza parole che dava ulteriormente conferma e forza alle parole pronunciate dai relatori: al microfono si parlava di inquinamento, di problemi di traffico e di viabilità, del miraggio della salvaguardia di città sostenibili. Condotto dal Direttore di CartaEstNord Gianni Belloni il dibattito ha toccato i punti dolenti nelle problematiche riguardanti l’ambiente e il territorio: i rappresentanti del presidio di San Pietro di Rosà e del comitato “No Dal Molin” hanno dato voce alle istanze sulla salute dei cittadini, sull’esigenza di tutela della popolazione, sui temi della pace. Gli esperti di economia, sociologia, urbanistica e geografia hanno fornito una loro lettura specialistica e supportata dallo studio sulle problematiche dell’evoluzione del territorio, un’analisi che senza perdere di vista lo scenario generale italiano ha posto il focus della discussione sul Veneto e il Nordest, o l’Estnord a dir si voglia. Un interessante ribaltamento delle prospettive ed una lettura molto articolata e precisa, una fotografia senza ritocco, della situazione attuale, hanno portato inevitabilmente tutte le parti ad interrogarsi sul ruolo della partecipazione democratica all’evoluzione del territorio. - Il vertiginoso aumento della nascita di comitati spontanei di cittadini - ha sottolineato Mauro Varotto - è indice sì di una maggiore sensibilità delle persone ai temi della salvaguardia dell’ambiente, ma anche della crescita esponenziale dell’entità fisica e dell’impatto degli interventi sul territorio, sia in termini spaziali (il gigantismo di alcuni interventi infrastrutturali o produttivi), sia temporali (la velocità e l’intensità dei processi di trasformazione)-. Domenico Patassini per riportare l’attenzione sul locale ha ad esempio fornito ad hoc una lettura molto approfondita sulla complessità della ricerca di soluzioni sulla viabilità bassanese parlando nello specifico di Angarano, ed ha fatto comprendere chiaramente che la strada ottimale da seguire è quella che auspica una sinergia tra cittadini, istituzioni ed esperti del territorio. Allargato il campo alle discussioni sulle problematiche di interazione con le Amministrazioni Locali ha purtroppo fatto capolino sul palco anche il fantasma dell’ecomafia: il Veneto ha il triste primato di essere al secondo posto in Italia sulla presenza di questo fenomeno, ne ha parlato con chiarezza Daniele Pasinato del presidio di San Pietro, e a questo proposito l’europarlamentare De Magistris ha informato i presenti di avere proposto un’interrogazione al Ministro della Giustizia italiano per chiedere un’ispezione sui ben noti casi locali. L’allargare ed il restringere l’obbiettivo nelle discussioni è stato continuo, ma non ha fatto vacillare l’attenzione dei presenti all’incontro, le problematiche che riguardano il futuro dell’ambiente e del territorio hanno sempre più necessità di questi momenti di divulgazione, di informazione partecipata e di confronto, e “guardano” tutti da vicino.

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