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Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
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Geopolitica

I sette Paesi artici si riuniscono per rafforzare la sicurezza nella regione

Clima, risorse e sicurezza: l’Artico al centro della competizione tra potenze

Pubblicato il 02 mag 2026
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Oggi, l’Artico è considerato una regione chiave per comprendere le dinamiche climatiche e sta subendo gli effetti del riscaldamento globale più di qualsiasi altra parte del pianeta, come dimostra la progressiva riduzione del ghiaccio marino. Man mano che diventa più accessibile – e che la domanda globale per le sue numerose risorse aumenta – l'Artico si sta rapidamente trasformando in un teatro di competizione strategica dal punto di vista geopolitico, collocandosi al centro di complesse sfide internazionali.

I sette paesi dell’Artico - Stati Uniti, Canada, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda - sono consapevoli dei rischi e prendono molto sul serio la sicurezza della regione. Da sottolineare che tutte e sette queste nazioni sono membri della NATO, il che facilita il coordinamento e l'armonizzazione delle risposte alle provocazioni nell'Artico.

Ice Camp Sargo, situato nel Circolo Polare Artico, funge da palcoscenico principale per l'esercitazione sul ghiaccio (ICEX) 2016. Foto: Marina degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti non si considerano propriamente un Paese artico, ma la posizione geografica dei territori dell’Alaska consente a Washington di avere una presenza legittima nella regione dell’Artico.

Il 23 aprile scorso, su invito del Sottosegretario di Stato per gli Affari Politici statunitense, Allison Hooker, alti rappresentanti diplomatici dei sette paesi dell'Artico si sono riuniti a Washington, D.C., per discutere degli interessi economici e di sicurezza comuni nella regione. Secondo una nota del Dipartimento di Stato americano, l'incontro ha incluso discussioni sulle sfide condivise in materia di sicurezza artica e sul rafforzamento della presenza statunitense, anche attraverso l'attività Arctic Sentry. I partecipanti hanno inoltre condiviso le proprie prospettive su come incoraggiare gli investimenti e la prosperità economica nell'Artico, proteggendo al contempo i settori chiave attraverso la selezione degli investimenti e rafforzando la sicurezza della ricerca per tutelare l'innovazione.

L’Arctic Sentry è un'attività militare multidominio che rafforza la presenza della NATO nell'Artico e nell'Alto Nord. Questa attività di vigilanza potenziata fornisce ai pianificatori della NATO una visibilità completa delle attività nazionali degli Alleati in tutta la regione, consentendo di consolidare queste azioni in un approccio operativo coerente.

Gli Stati Uniti continuano a consolidare solide partnership per raggiungere l'obiettivo di un Artico sicuro, prospero e pacifico, affiancando a ciò il rafforzamento delle proprie capacità operative nella regione.

Fonti stampa, all’inizio di quest’anno, hanno riportato che gli Stati Uniti intendono acquistare 11 rompighiaccio di progettazione finlandese; il primo dovrebbe essere consegnato nel 2028.
L'ordine statunitense, stimato in 6,1 miliardi di dollari, rappresenta un'iniezione di fiducia per la Finlandia, dove la disoccupazione ha raggiunto livelli elevati e l'economia è in fase di stagnazione.
Gli ordini rientrano in uno sforzo per colmare il divario numerico con i rompighiaccio russi: attualmente la Russia ne possiede circa 40, di cui otto a propulsione nucleare, mentre gli Stati Uniti ne hanno attualmente solo tre in servizio.
La Cina, nel frattempo, gestisce circa cinque navi in grado di operare nelle regioni polari e starebbero ampliando la propria flotta.

La Casa Bianca ha pubblicato nel 2022 una versione aggiornata della Strategia nazionale per la regione artica (valida fino al 2032), dove individua quattro pilastri per la promozione degli interessi statunitensi: sicurezza, cambiamento climatico e protezione ambientale, sviluppo economico sostenibile e cooperazione e governance internazionale. Sebbene la strategia si concentri sulle minacce transnazionali come il cambiamento climatico, sottolinea anche il pericolo rappresentato dalla Russia per la sicurezza artica, alla luce dell'invasione dell'Ucraina e della crescente presenza militare russa nella regione.

L'espansione militare russa e le rivendicazioni territoriali sull'Artico sono ben documentate. Recentemente, le forze armate russe hanno riaperto 50 installazioni militari di epoca sovietica e ha investito in una gamma crescente di capacità artiche, tra cui missili da crociera ipersonici e droni sottomarini a propulsione nucleare. La Russia mantiene inoltre una solida rete di difesa aerea lungo la sua costa settentrionale, con una Flotta del Nord e una Brigata Artica dedicate, entrambe parte del suo comando militare artico.

Queste forze contribuiscono sia alla difesa del territorio russo sia alla protezione delle risorse economiche del Paese. Il rafforzamento della presenza militare nell'Artico coincide con l'intensificarsi dell'attività economica russa nella regione, incentrata sulla Rotta Marittima del Nord come via di navigazione sempre più redditizia.

Secondo un documento della Georgetown University, oltre alle vaste riserve di idrocarburi, l'Artico potrebbe potenzialmente contenere metalli delle terre rare per un valore fino a 1.000 miliardi di dollari e abbondanti risorse ittiche. L'accesso a tali risorse naturali e una maggiore presenza militare suggeriscono che la Russia potrebbe diventare sempre più assertiva nelle sue rivendicazioni artiche nei prossimi anni, soprattutto alla luce della crescente cooperazione con la Repubblica Popolare Cinese.

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