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"Caro Presidente, vogliamo lavorare"

Il mondo dell'estetica ha scritto una lettere al Premier Conte per raccontare la propria volontà di tornare al lavoro. Tra le artigiane in rivolta anche la bassanese Chiara Bizzotto.

Pubblicato il 02 mag 2020
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“Sono un’estetista, un’artigiana, una professionista” così inizia la lettera inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte da parte di un’estetista bassanese. Si tratta di Chiara Bizzotto di Estetica Skin Care che, stanca di una situazione che sta riducendo all’osso la categoria delle partite iva, ha deciso di reagire insieme a tante sue colleghe a livello nazionale. Così per settimane in centinaia hanno mandato la stessa lettera ogni giorno destinandola al Premier, raccontandogli il proprio desiderio di ripartire, la voglia di tornare ad essere un contributo per il paese, le proprie paure e preoccupazioni per il momento che stanno vivendo.

“Abbiamo voglia di lavorare” afferma l’artigiana bassanese. “Siamo uno dei settori più attenti a quel che riguarda l’igiene e la sanificazione degli ambienti e degli stessi strumenti. Operiamo con guanti e mascherine da sempre, per noi non è assolutamente un problema stare al passo con le normative vigenti. Vogliamo solo tornare a fare il nostro lavoro”. Inoltre le professioniste del mondo dell’estetica con le loro parole hanno messo di fronte al Presidente anche il problema dell’abusivismo, che sembra essersi ancora più diffuso date le circostanze che hanno bloccato le entrate monetarie dei cittadini italiani. Ma queste artigiane non pensano per un solo istante di evadere il fisco, perché hanno la volontà di continuare la loro linea imprenditoriale che dà lavoro e sostiene il Paese con il proprio contributo.

Foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale di Giuseppe Conte


Un urlo di protesta che non è sceso tra le strade o in piazza, ma che è riuscito comunque ad arrivare sulla scrivania a cui era destinato. Lo stesso Giuseppe Conte, infatti, ieri in occasione della Festa dei lavoratori, ha comunicato attraverso la sua pagina ufficiale che sta ascoltando le richieste dei suoi concittadini lavoratori e che queste “non sono parole al vento, sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo”. Speriamo soltanto che non si trasformino in un uragano.

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