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Largo ai giovani della “Second Generation”

Le testimonianze di Chiara, Andrea e Eni alla “Festa delle Culture 2009”. “Andremo a studiare all'estero, ma questo è il nostro paese”

Pubblicato il 13-06-2009
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Chiara ha 22 anni, mamma ghanese e papà italiano, e studia Economia e Finanza all'Università di Londra.
Andrea ha 23 anni, mamma croata e papà italiano, è fresco di laurea con 110 e lode in Arti Visive e dello Spettacolo a Venezia e fa l'attore di teatro.
Eni ha 18 anni, genitori entrambi albanesi, e frequenta la quarta al Liceo Classico Brocchi. Tutti e tre residenti a Bassano, accomunati dalla doppia natura di “italiani e stranieri” e da una visione del mondo aperta e cosmopolita.

Chiara, Andrea e Eni: progetti e speranze della Second Generation

Sono tre rappresentanti della cosiddetta G2: la “seconda generazione” dei ragazzi, figli di immigrati in Italia, che nel nostro paese sono cresciuti, parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole e vivono quotidianamente la nostra realtà.
La loro particolare esperienza è stata al centro dell'interessante incontro sul tema “Seconda generazione: un ponte fra le culture?” che questa mattina - all'Auditorium Graziani - ha dato il via alla “Festa delle Culture 2009” organizzata fino a domani all'Istituto Graziani in via Cereria dall'Associazione “Il Quarto Ponte” Centro Interculturale di Bassano.
Stimolati dalle domande di Maurizio Fontana, i tre ragazzi hanno raccontato il loro vissuto e espresso le loro idee sulla vita in famiglia, con gli amici, negli studi e sui loro progetti futuri.
Un percorso a metà strada tra una perfetta integrazione con la società esterna, e in particolare coi coetanei, e gli ostacoli di alcuni radicati pregiudizi sulle persone, anche giovani, di origine straniera da parte soprattutto degli adulti. “I bambini non hanno pregiudizi - dice Andrea - a meno che qualcuno non glieli inculchi.”
Chiara, Andrea e Eni sono tre giovani in gamba. Al punto da desiderare, tutti e tre, di proseguire gli studi all'estero. Chiara lo fa già da tre anni: “Studio in una metropoli multietnica e gli studi a Londra danno una qualifica superiore rispetto a quelli italiani.” Anche Andrea dice di essere un “cervello in fuga” e all'estero vuole trovare quegli stimoli, anche culturali, che la nostra società locale oggi non riesce a dargli. Ancora più drastica Eni: “Andrò a studiare all'estero. Le Università italiane non sono molto quotate.”
Partire per restare o per tornare poi in Italia? Chiara non ha ancora progetti, ma il suo sogno è quello di andare in America. “L'Italia è il mio paese - chiarisce Andrea - e per fortuna sono circondato da persone aperte al cambiamento. Ma ci vorrò tornare con una base e con strumenti più internazionali per dare il mio contributo.” Anche Eni pensa di tornare a Bassano una volta terminati gli studi: “Voglio scoprire nuove realtà e nuove mentalità che qui non ci sono ancora. E poi, anche con l'impegno in prima persona, vorrò dare la mia parte.”

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