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Il progetto di una vita
È mancato all’età di 90 anni il professor Sergio Los, architetto e docente universitario allo IUAV di Venezia. Con lui si spegne una grande voce critica e intellettuale del nostro territorio
Pubblicato il 07 nov 2024
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Lutto per la cultura del nostro territorio e per il mondo universitario veneto, in particolare dello IUAV di Venezia: è mancato il professor Sergio Los.
Era nato a Marostica 90 anni fa, il 27 maggio 1934.
Con lui si spegne una grande voce critica e intellettuale del nostro territorio.
Il professor Sergio Los (archivio Bassanonet)
Una figura di riferimento non solo sulle questioni dell’urbanistica e dell’architettura urbana ma più in generale sui temi della crisi ambientale, energetica ed ecologica che nel suo pensiero progettuale e nella sua professione ha inteso affrontare con gli strumenti dell’architettura bioclimatica.
Allievo, collaboratore, assistente e studioso di Carlo Scarpa, dal 1969 Los è stato docente allo IUAV dove ha insegnato Architettura degli interni, Composizione urbanistica e quindi Composizione architettonica.
Autore di numerosi progetti architettonici e di saggi e studi in materia, è stato anche responsabile di ricerche per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca, dell’CNR/Enea e della UE per lo sviluppo di metodi e strumenti finalizzati alla progettazione di un’architettura sostenibile su scala urbana, con particolare riferimento al risparmio energetico, all’architettura solare e alle aree a risorse limitate.
Pioniere della sostenibilità, tra i suoi progetti vantava anche la scuola materna di Crosara, in Comune di Marostica, progettata già nel 1972, uno dei primi edifici solari bioclimatici costruiti in Italia e in Europa.
Vincitore di premi nazionali ed internazionali, nel 1982 aveva fondato, assieme alla compagna di una vita Natasha F. Pulitzer, lo studio di progettazione “Synergia”, impegnato nell’architettura multiscala, edilizia e urbana, nella ricerca, nella formazione e nell’organizzazione di eventi.
“Questa mattina il rettore Benno Albrecht, con una mail istituzionale trasmessa a tutti noi docenti, ha comunicato la scomparsa del professor Los, avvenuta la scorsa notte”, riferisce a Bassanonet il prof. Armando Dal Fabbro, docente ordinario di Composizione Architettonica e Urbana, la stessa materia che insegnava Sergio Los, all’Università IUAV di Venezia.
“Ho avuto modo di conoscerlo soprattutto negli ultimi anni, grazie al Premio di Architettura Città di Bassano del Grappa - prosegue -. Ha portato a compimento le ultime opere di Carlo Scarpa. In particolare l’ingresso dei Tolentini a Venezia, che ha saputo gestire con grande capacità interpretando il pensiero del maestro.”
“Con lui ho vissuto momenti molto interessanti - ricorda ancora il prof. Dal Fabbro -. Era una personalità forte, un intellettuale nella nostra scuola. Come avrebbe detto il grande architetto Adolf Loos, che è quasi un suo omonimo, era “un manovale che sapeva bene il latino”. Una persona buona, colta, intelligente e molto curiosa.”
Chiunque lo abbia conosciuto può confermare il profilo di Sergio Los tracciato dal suo collega.
Ogni occasione di intervista per Bassanonet era la riprova che conversare con lui, e di qualsiasi cosa, era sempre un arricchimento perché era un uomo di cultura sterminata, e non è un modo di dire.
Un autentico fiume in piena di informazioni, riflessioni, citazioni, osservazioni, divagazioni e ritorni sul tema, mentre migliaia di libri ordinatamente accatastati sugli scaffali della sua casa attestavano una vita di letture e di studi.
Tra i tanti aspetti del suo pensiero critico e il più delle volte controcorrente, era un convinto sostenitore della “palladianità” del Ponte di Bassano e cioè della necessità di recuperare la fedeltà al progetto originario di Andrea Palladio, venuta meno con le successive ristrutturazioni nei secoli del manufatto ligneo sul Brenta.
Per lui il disegno del Palladio, che paragonava a una partitura di Mozart, era “un caso esemplare di sapienza costruttiva da riproporre nella versione autentica”.
E possedeva anche un modellino in scala - quello che vedete nella foto pubblicata sopra - del vero Ponte palladiano, realizzato secondo i dettami tramandati dal sommo architetto cinquecentesco nei Quattro Libri dell’Architettura.
Nel 2019, nel pieno periodo del lungo e sofferto restauro del nostro Ponte Vecchio (da lui definito “l’incolto restauro del Ponte di Bassano” e “un esempio di idiozia termo-industriale italiana, poi ricoperto di legno per i turisti”), lo intervistai sul Ponte di Palladio: mi parlò per oltre quaranta minuti, e solo perché a un certo punto gli avevo detto che poteva bastare così.
Per ovvi motivi di spazio - e culturalmente è stato solo un gran peccato - ho dovuto purtroppo tagliare gran parte del suo intervento registrato, che andava a toccare diversi altri aspetti della composizione artistica e non solo architettonica, arrivando finanche ai collegamenti con la cultura umanistica e con la filosofia.
Potrei citare altri esempi di acuti approfondimenti intellettuali e di prese di posizione fuori dal coro del professor Sergio Los, ma non è necessario: basta recuperare i diversi articoli che lo hanno riguardato negli anni e le interviste da lui concesse a Bassanonet, e conservate nel nostro inestimabile archivio.
Contribuire alla consapevolezza sulla grande sfida della sostenibilità, progettando l’evoluzione stessa del territorio nel delicato equilibrio tra fabbisogni e risorse, è stato il suo vero progetto di una vita.
Con lui se ne va un autentico pozzo di scienza, da cui si potevano attingere secchi ricolmi di confronto dialettico e di apertura mentale.
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