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Oggi, egregi lettori, tenterò di fare un impegnativo esercizio di prestidigitazione.
E cioè ridurre all’essenziale il contenuto di un lunghissimo comunicato stampa, davvero esageratamente lungo, trasmesso alle redazioni un paio di giorni fa da Europa Verde Bassano.
Titolo del comunicato: “Bosco di campagna (elettorale)”. Oggetto: il parco urbano, o bosco urbano che dir si voglia, in corso di realizzazione da parte del Comune di Bassano nell’area dell’Ulss 7 Pedemontana, concessa per 30 anni al Comune medesimo, a ridosso del lato sud dell’Ospedale. Effetti collaterali: argomento della nuova ed ennesima polemica in salsa bassanese, scoppiata questa volta tra Europa Verde Bassano e l’assessore comunale uscente all’Ambiente Andrea Viero.
I lavori di smantellamento del bacino di raccolta delle acque a sud dell’Ospedale
Per quanto lungo sia il comunicato stampa di EV, in realtà - e fortunatamente - la sintesi della comunicazione è contenuta nelle prime quattro righe del testo:
“Si sta realizzando un Parco a sud dell’Ospedale San Bassiano e nella stessa area si sta demolendo e riempiendo di terra un bacino di raccolta d’acqua che era stato costruito una quindicina d’anni fa per l’antincendio e che mai è stato riempito. Poteva essere una risorsa idrica per il nuovo Parco e per l’intero territorio per far fronte alla crisi climatica sempre più drammatica ed invece viene smantellato. Siamo alla follia!”.
Ma, per non fare confusione, andiamo con ordine.
Questione numero uno: realizzazione del parco o bosco urbano a sud dell’Ospedale.
Europa Verde ricorda che l’idea era nata nel 2018/2019 e venne accolta e sviluppata dalla lista civica Bassano per tutti che la inserì nel suo programma elettorale del 2019. Il progetto era articolato in sette punti, spiegati anche in un video su YouTube.
“Non capiamo - afferma EV - perché tutte le proposte nel video non siano state sviscerate e approfondite dall’amministrazione Pavan, ma alcune addirittura ignorate ed accantonate da subito.”
Il comunicato stampa prosegue lamentando la mancanza di una progettazione condivisa con il territorio, in particolare con il “Comitato per il Parco San Bassiano” appositamente costituitosi. Comitato che “non è riuscito mai ad ottenere incontri con il direttore generale Carlo Bramezza, né con l’assessore del Comune di Bassano di riferimento, Andrea Viero.” Quest’ultimo, in particolare, ha dato buca per ben tre volte annullando “sempre il giorno prima” l’appuntamento richiesto dal Comitato.
Poi la questione dei tempi. Si chiede EV: “Perché ci sono voluti cinque anni per trovare un accordo tra Ulss 7 e amministrazione bassanese e per avviare i lavori?”.
“Se si fosse partiti subito a quest'ora avremmo già migliaia di piante in crescita, cespugli e fiori, e persone che potrebbero frequentare il Parco e invece ad aprile 2024 ci troviamo le ruspe che stanno ancora segnando le future stradine del Parco.”
E ce n’è anche per un “intervento completamente illogico” come lo spianamento della collinetta di terra creata una quindicina di anni fa come terra di riporto degli scavi per creare un bacino di raccolta d’acqua a scopi antincendio e “minacciata dai topi”.
Me lo ricordo, ne avevo scritto in un articolo dell’epoca.
“Con quell’intervento - sostiene EV - l’assessore Viero deliberatamente ha deciso di rinunciare per sempre ad una proposta innovativa e utile per tutti i ragazzi e ragazze del comprensorio, cioè creare un nuovo Pumptrack, un percorso per le biciclette bmx e mtb.”
E invece, niente Pump Fiction.
Passiamo adesso alla questione numero due: smantellamento del bacino di raccolta dell’acqua per scopi antincendio.
Va specificato che questo intervento non riguarda l’area del bosco urbano ma quella attigua, sempre di proprietà dell’Ulss, interessata dai lavori per la costruzione della futura Casa della Comunità.
Europa Verde rimarca che “un altro punto fondamentale dell’idea originaria del Parco San Bassiano era la riqualificazione del bacino di raccolta dell’acqua piovana costruito più di 15 anni fa e mai utilizzato”, riconvertendolo in “un laghetto di raccolta dell’acqua che poteva arricchire la biodiversità di questa oasi naturalistica e costituire una riserva d’acqua indispensabile nei periodi di siccità non solo per il Parco”.
“Faremo un accesso agli atti - ammonisce EV - per capire chi è il responsabile della costruzione di questa opera incompiuta, per capire quanti soldi è costata alla collettività, quali sono le tavole di progetto, i collaudi effettuati, perché non è mai stato impermeabilizzato riempito d’acqua e messo in funzione (vi era anche una stanza per il pompaggio dell’acqua), perché ora i muri di cemento armato vengono demoliti creando rifiuti inutili e con un costo energetico, economico e ambientale altissimo!”
Concludono il papirone stampa di Europa Verde Bassano le considerazioni sulla mancata comunicazione dell’Ulss riguardo al progetto del Parco nei confronti dei dipendenti e degli utenti dell’Ospedale, sui “comportamenti omissivi dell’amministrazione comunale” (una richiesta di accesso agli atti che ha avuto riscontro ben oltre i 30 giorni stabiliti dalla stessa amministrazione) e sul “metodo usato per gestire questa operazione, senza creare partecipazione e confronto con tutti i portatori d’interesse”.
Siete riusciti ad arrivare fino a qui? Bravissimi. Dai, ancora un po’ di pazienza perché non è ancora finita.
Oggi sul Giornale di Vicenza è stato pubblicato un articolo con la replica ad Europa Verde dell’assessore comunale Andrea Viero. E anche in questo caso, riferendone, la ridurrò ai minimi termini.
In sostanza, Viero rispedisce punto per punto tutte le accuse al mittente e, riferisce il quotidiano locale, “non ci sta a prendere lezioni da chi sedeva sui banchi del consiglio comunale fino a cinque anni fa” (il riferimento è diretto all’ex consigliere di maggioranza Renzo Masolo, attuale esponente di Europa Verde) e che ha fatto parte “degli stessi che nei cinque anni precedenti non hanno portato a nulla di concreto e non hanno fatto nulla per il verde”.
Per il resto della Viero-risposta, pregasi leggere il GdV.
Neanche il tempo di concludere il pranzo, ed ecco che è giunta in redazione la contro-replica a Viero di Europa Verde, a firma congiunta di Gaia Bollini, coportavoce Europa Verde federazione di Vicenza e appartenente al Circolo di Bassano e di Daniele Cuccarollo, coportavoce Circolo Europa Verde Bassano del Grappa.
EV taccia Viero di “avere le idee confuse sulla compagine amministrativa” perché “fino a cinque anni fa Europa Verde non sedeva negli scranni del consiglio comunale”.
Da qui l’appunto sulla “grossolana e pretestuosa posizione dell’assessore” e il “fermo rigetto alla critica di una presunta nostra inoperosità sui temi del verde, nonché al tentativo di gogna per uno dei nostri appartenenti”.
“Grossolana” perché “gli sfugge forse quanto il neonato circolo di Europa Verde, nel 2020, avesse sostenuto, anche in appoggio alla civica Bassano per tutti, il progetto del Parco a Sud.”
“Conosciamo - è un passo della replica di EV -, perché costantemente ci formiamo rispetto alle tematiche di governo della città e per le competenze, anche professionali, di chi compone il circolo di Europa Verde Bassano e la nostra federazione provinciale, che il concetto di “bosco urbano” è ben diverso da quello che nascerà a sud del San Bassiano.”
E qui mi fermo. In merito a questa nuova ed ennesima diatriba politica cittadina, in questo caso incentrata sul tema ambientale, penso di avere scritto abbastanza e di avere abusato anche fin troppo della vostra attenzione.
E sapete che vi dico?
Vado a rilassarmi, mi metto su le cuffie e mi ascolto un po’ di musica Ambient.
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