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Niente di personale
Replicando al sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove, interrogato sulla carenza di personale del Tribunale di Vicenza, il senatore vicentino Zanettin lancia una frecciata sul Tribunale della Pedemontana, senza nominarlo
Pubblicato il 17 mar 2024
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Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, sì: alla bocciatura dell’idoneità logistica delle strutture bassanesi, a partire dalla nuova (si fa per dire, visto che è lì ferma e vuota da 11 anni) Cittadella della Giustizia, per ospitare la sede del Tribunale della Pedemontana Veneta in rapporto al numero di magistrati e di dipendenti amministrativi previsti in dotazione organica.
È l’ormai famoso esito dei due sopralluoghi tecnici compiuti in dicembre e in febbraio in città da un funzionario dirigente del Ministero della Giustizia, il secondo dei quali allargato anche a Palazzo Antonibon e a Palazzo Cerato.
Il sen. Pierantonio Zanettin replica al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (fermo-immagine da Senato WebTV)
Come è altrettanto noto, la parte politica di questa vicenda, che vede in prima linea il sindaco di Bassano Elena Pavan e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, ha lanciato messaggi rassicuranti per l’audience bassanese sul fatto che l’iter per la realizzazione del Tribunale della Pedemontana va avanti.
Ma non è di questo che si occupa questo articolo.
Diciamo che i nuovi sviluppi della Tribunovela bassanese fanno da sfondo, come vedremo alla fine, alle preoccupazioni da parte vicentina sulla tenuta del Tribunale di Vicenza, già oggi alle prese con una carenza di personale che tuttavia rispecchia il problema dei vuoti in organico nei palazzi di giustizia in tutta Italia.
La questione è emersa in un’interrogazione presentata al ministro della Giustizia dal senatore vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin. Titolo: “Rafforzamento dell’organico del Tribunale di Vicenza”.
Nell’atto interrogativo, Zanettin rileva che “negli ultimi giorni si stanno manifestando evidenti difficoltà nel conseguire gli obiettivi di abbattimento dei tempi dei processi e dell’arretrato giudiziario, concordati in sede di PNRR” e che “le scoperture del personale amministrativo sono particolarmente gravi nel nord Italia”.
“Con riferimento, in particolare, al Tribunale di Vicenza (terza provincia industriale d’Italia e prima per reddito pro capite) - continua il testo -, le scoperture del personale amministrativo ormai superano la percentuale del 30 per cento.”
L’interrogazione chiede pertanto “di sapere quali iniziative il ministro in indirizzo intenda assumere per garantire un’adeguata implementazione del personale amministrativo e di cancelleria al Tribunale di Vicenza”.
È una questione che interessa direttamente anche il territorio bassanese dal momento che, nolente o nolente (non è un errore di battitura), al circondario giudiziario del Tribunale di Vicenza è stato accorpato.
Nell’aula di Palazzo Madama, la risposta del ministro all’interrogazione di Zanettin è stata affidata all’“altro” sottosegretario alla Giustizia e cioè non all’ormai iperfamoso (dalle nostre parti) Andrea Ostellari della Lega ma ad Andrea Delmastro Delle Vedove, in quota Fratelli d’Italia come il ministro Nordio.
Nella lunga e articolata risposta del sottosegretario al parlamentare vicentino, è arrivata innanzitutto la conferma che la questione relativa al Tribunale di Vicenza “in verità pone una questione più complessiva in ordine alla scopertura del personale amministrativo e delle piante organiche dei Tribunali d’Italia, in merito anche all’impatto che possa avere sull’abbattimento dell’arretrato in relazione al PNRR”.
Delmastro Delle Vedove ha informato che la scopertura media nazionale del personale amministrativo della giustizia “ad oggi effettivamente si attesta al 27,63 per cento della pianta organica”.
In altre parole, in Italia manca quasi un impiegato su tre.
Nonostante siano “state effettuate 10.248 assunzioni di risorse umane nell'intero territorio nazionale”, le piante organiche di Tribunali e Procure continuano in parte ad appassire.
Al Tribunale di Vicenza, ha ricordato il sottosegretario, “a fronte di una dotazione organica di 142 unità, prestano servizio attualmente 90 risorse umane”.
Le “vacanze” in organico riguardano le figure degli ausiliari, degli assistenti giudiziari, dei cancellieri e dei funzionari giudiziari.
Il numero due del Ministero ha dichiarato che “dal piano triennale dei fabbisogni 2023-2025 emerge chiaramente la volontà di questo Dicastero di sopperire quanto più possibile alle carenze di personale amministrativo e ciò di certo determinerà effetti positivi a ricaduta anche sugli uffici giudiziari di Vicenza”.
Piano triennale che in tutto il Paese, nell’arco temporale dal 2023 al 2025, riguarda complessivamente “il reclutamento di 1.051 unità nell'area dei funzionari, 6.624 nell'area degli assistenti, 179 nell'area dei dirigenti, per un totale di 7.854 risorse umane”.
Non scendo in ulteriori dettagli, perché dal punto di vista dei contenuti e della lunghezza del testo la risposta di Delmastro Delle Vedove è un malloppo davvero impressionante.
L’ho però letta e riletta nella sua trascrizione parlamentare.
E in tutto questo ambaradan di dati e numeri forniti in aula dal sottosegretario sul piano triennale dei fabbisogni e sul piano delle assunzioni, non vi è il benché minimo accenno riferito ai fabbisogni aggiuntivi di eventuali Tribunali “in odore” di istituzione, come quello della Pedemontana, a seguito della tanto annunciata revisione della riforma della geografia giudiziaria del 2012.
È come se la questione dei nuovi Tribunali fosse stata in qualche modo temporaneamente rinchiusa in un sacchetto e riposta nel freezer.
Nella replica al sottosegretario, il sen. Zanettin ha riportato i dati aggiornati riferiti al Tribunale di Vicenza: i dipendenti a tempo indeterminato effettivi presenti sono 77 su 142, “quindi con una scopertura del 45,70 per cento, pressoché doppia rispetto alla media nazionale”.
“Situazione drammatica”, secondo il parlamentare, anche per la Procura di Vicenza che registra una scopertura di personale amministrativo quasi del 39 per centro.
Da qui l’osservazione che “sicuramente la gran parte dei problemi della giustizia sui temi dello smaltimento e dell'arretrato possono essere affrontati meglio con una migliore organizzazione del personale sul territorio, piuttosto che attraverso norme legislative che si perdono nei meandri della burocrazia”.
È l’auto-assist per la conclusione della replica di Zanettin che rivolgendosi al sottosegretario aggiunge un’“ultima annotazione” chiaramente riferita al Tribunale della Pedemontana, pur senza nominarlo, con le seguenti testuali parole:
“Forse più che un impegno ad aprire tribunalini, magari diffusi sul territorio, divisi fra tre o quattro sedi locali, distanti centinaia di metri lineari l'una dall'altra, l'impegno del Governo dovrebbe andare proprio su questi temi concreti.”
Riemerge così anche in questa occasione il mantra dei contrari al progetto del circondario giudiziario pedemontano: il timore che l’istituzione di nuovi Tribunali incrementi notevolmente la forbice numerica delle carenze di organico nei Tribunali già esistenti, Vicenza in primis.
“Niente di personale”, potrebbe dire chi si oppone alle ambizioni di autonomia giudiziaria di Bassano del Grappa e dell’area pedemontana, paventando una sottrazione di magistrati e di personale amministrativo dalle già insufficienti risorse del Tribunale di Vicenza.
Ma è sul personale che si gioca tutta la partita.
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