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CentrodAstra
Secondo incontro di presentazione delle tre alternative progettuali per un Teatro comunale a Bassano. Tra gli interventi del pubblico quello dell’ex sindaco Poletto: “Serve un percorso partecipativo molto più lungo e approfondito”
Pubblicato il 17 mar 2024
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La replica teatrale dell’amministrazione comunale di Bassano è nuovamente allestita nella sala Chilesotti del Museo Civico.
Replica nel vero senso della parola: il copione è lo stesso del primo incontro pubblico dello scorso 12 gennaio, con la presentazione delle tre ipotesi progettuali alternative per la realizzazione del nuovo Teatro comunale in città.
Quello che cambia, proprio come nelle repliche a teatro, è il pubblico: questa volta, all’appuntamento comunque aperto a tutta la cittadinanza, sono stati invitati gli abbonati alla stagione teatrale bassanese e i sindaci del territorio.
Il secondo incontro sul tema in sala Chilesotti (foto Alessandro Tich)
La platea è comunque molto meno gremita rispetto alla presentazione di gennaio, in cui la sala era piena in ogni ordine di posti. Anche quella dei sindaci non è, per così dire, un’adunata plenaria: sono presenti i primi cittadini di Cartigliano Germano Racchella, di Rossano Veneto Marco Zonta e di Marostica Matteo Mozzo.
Tutti esponenti dell’area politica che, visto il tema in discussione nell’occasione, potremmo ribattezzare il centrodAstra.
Una parte degli spettatori, inoltre, è composta da persone che avevano già partecipato al primo incontro e che - equivocando in realtà lo scopo di questo secondo evento - si aspettavano chissà quali sviluppi o aggiornamenti rispetto alle cose già dette il 12 gennaio.
Niente di tutto ciò: la presentazione delle tre opzioni inserite nel DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali per la realizzazione di un Teatro comunale a Bassano) è la fotocopia di quella di due mesi fa.
Al tavolo dell’incontro ci sono ancora e sempre il sindaco Elena Pavan e il vicesindaco Andrea Zonta e sono gli stessi anche i relatori: l’architetto Gianluca Perottoni e l’ingegnere Matteo Munari, referenti della società ViTre srl di Thiene che ha redatto il documento, commissionato dall’amministrazione comunale sulla base del “quadro esigenziale” precedentemente elaborato dagli uffici comunali Operaestate e Cultura.
Non entro pertanto nel merito delle tre opzioni progettuali e dei relativi “pro e contro” illustrati da ViTre, rimandandovi ai miei precedenti articoli sull’argomento.
Ricordo solamente, per chiarezza di esposizione e aggiungendo anche le cifre di realizzazione ipotizzate dal DOCFAP, che si tratta delle seguenti tre alternative:
- Acquisto e sistemazione del Teatro Astra (21 milioni di euro).
- Costruzione ex novo di un Teatro nell’area del parcheggio Le Piazze (16 milioni di euro).
- Costruzione ex novo di un Teatro nell’area dell’ex caserma Cimberle Ferrari ovvero del cantiere dell’ex Polo Museale Santa Chiara (18 milioni di euro).
E come per ogni presentazione-fotocopia che si rispetti, anche in questa occasione lo scenario dei pro e dei contro individuati dai relatori per ciascuna delle tre alternative progettuali indica le maggiori criticità nell’opzione dell’acquisto e del recupero del Teatro Astra.
Ecco perché, dal punto di vista del focus giornalistico, l’aspetto interessante di una presentazione del genere è ciò che ne consegue, con le domande e gli interventi dalla platea del pubblico.
Andrea Minchio, editore e frequentatore della vita culturale cittadina, chiede ai referenti di ViTre se abbiano considerato anche due progetti che in tema di Teatro sono già stati presentati negli anni scorsi: quello dell’architetto Zecchin per la trasformazione in Teatro della sala Da Ponte del Centro Giovanile e quello di un nuovo Teatro da realizzare nell’area del parcheggio Le Piazze, a firma di Loris Parise.
“Non li abbiamo visti”, rispondono i relatori.
“Non era loro compito fare un’analisi di questo tipo - chiarisce il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta -. Il loro incarico non era quello di fare la progettazione di un Teatro ma valutare le alternative e le ipotesi sul fabbisogno indicato dagli uffici comunali, fatto sul numero di posti necessari.”
“Un tema come quello del Teatro è fondamentale ma ha bisogno di un percorso partecipativo molto più lungo e molto più approfondito - interviene il consigliere comunale di minoranza ed ex sindaco Riccardo Poletto -. Servirebbe anche inserire nello studio le due ipotesi citate da Andrea Minchio, integrando questo ottimo lavoro con altre prospettive.”
“Al termine del percorso partecipativo, approfondite tutte le alternative - aggiunge Poletto -, per l’indicazione dell’ipotesi maggiormente condivisa andrebbe fatto un referendum consultivo con la cittadinanza, che è previsto dallo statuto comunale.”
Morbidamente caustico l’ex assessore e consigliere comunale Francesco Fantinato:
“Ho notato che fin dall’inizio questo studio escludeva in qualche modo l’Astra.”
Il presidente di Fiab Bassano Renzo Masolo chiede al sindaco: “Mancano tre mesi alle elezioni. Quali passaggi avete pensato in questi tre mesi come partecipazione?”.
Elena Pavan riconosce che questo è un “periodo di pulsioni” contraddistinto da “echi di sirene” che possono deviare il tema del Teatro nel calderone della campagna elettorale, pertanto servirà più tempo per continuare “un confronto serio” sull’argomento.
“In tre mesi - afferma il sindaco - non si riuscirà a fare un percorso completo. Ma il percorso partecipativo è avviato.”
Intanto i diversi punti di vista sulle tre ipotesi progettuali alternative messe sul piatto emergono anche al secondo incontro pubblico sul tema.
Da una parte, un cittadino sempre attento e sensibile alle questioni del centro storico come Pietro Dalla Serra espone in un lungo intervento le ragioni che lo fanno propendere per l’ipotesi Santa Chiara.
Dall’altra, un operatore dello spettacolo come Massimiliano Salin non ha dubbi:
“Si deve fare un Teatro moderno, con tutte le cose che servono, con la torre scenica che serve e con la capienza adatta anche a spettacoli che oggi vengono rappresentati in una sede inadeguata come il palasport. Da un punto di vista tecnico, la soluzione migliore sarebbe quella alle Piazze.”
Dalle file del pubblico arriva anche la domanda da un milione di euro.
Anzi, da 3 milioni e mezzo di euro visto il prezzo originariamente fissato dalla proprietà per l’acquisto da parte del Comune: “Se passa l’ipotesi delle Piazze o del Santa Chiara, dell’Astra, che è vincolato a Teatro, che cosa ne facciamo?”.
Il sindaco Pavan definisce “frustrante” il tentativo di raggiungere un accordo con i proprietari privati dell’immobile e in merito al futuro dello storico edificio, qualora si decidesse per una diversa alternativa, afferma: “resta il punto interrogativo”.
Altro che centrodAstra: qui, per decidere su una questione così importante per la nostra città, non c’è nemmeno un tavolo provinciale.
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