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Una Palma sul Grappa
L’assurda vicenda di Palma De Luca, venuta a mancare, sepolta per sua volontà in Cima Grappa accanto al marito generale Ettore Viola dopo 53 giorni di deposito della salma al cimitero di Crespano
Pubblicato il 28 set 2023
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C’è l’Onore ai Caduti, quello che tributa la giusta memoria e riconoscenza ai soldati che hanno perso la vita in guerra.
E poi c’è il disonore ai defunti, quello che per motivi che con un termine generico potremmo definire burocratici tributa un vergognoso trattamento alle persone decedute.
Questa è la triste storia, anche se giunta a un lieto fine dal punto di vista della volontà espressa dalla persona interessata, di Palma De Luca.
L’arrivo del feretro di Palma De Luca, vedova Viola, al Sacrario di Cima Grappa
La signora Palma è venuta a mancare nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto scorsi. Siciliana di origine, aveva 84 anni ed abitava a Roma.
Segni particolari: era la vedova del pluridecorato generale Ettore Viola di Ca’ Tasson.
Lo aveva conosciuto e se ne era innamorata giovanissima, sposando a 19 anni quell’alto ufficiale che aveva 42 anni più di lei.
Comandante della compagnia “Fiamme Nere” del VI Reparto d’Assalto degli Arditi nel 1918, soprannominato “l’Ardito del Grappa” per essersi distinto nella difesa del Massiccio nella Grande Guerra e Medaglia d’Oro al Valor Militare, il generale Viola si era spento nel 1986 a 92 anni di età.
È stato sepolto nel Sacrario di Cima Grappa, vicino a tanti soldati che guidò in battaglia: un privilegio speciale che prima di lui era stato concesso a un defunto non caduto sul Grappa solamente al generale Gaetano Giardino e alla sua consorte Margherita Jahn Rusconi.
Da allora, Palma De Luca in Viola ha dedicato la sua vita alla memoria del marito, curandone anche l’archivio degli scritti e dei documenti.
Ritornava spesso da queste parti, frequentava il Massiccio appena poteva, partecipava ogni anno alla Cerimonia di Cima Grappa, era conosciuta e stimata da tutte le autorità locali civili e militari ed era legata a tutto ciò che il Grappa rappresentava nell’onorare il ricordo del suo consorte.
“Consorte”, per l’appunto, e in senso totale. Perché la vedova del generale ha voluto condividerne la sorte fino all’ultimo. Come era anche scritto nelle carte.
Le carte sono quelle delle autorizzazioni ministeriali e militari, ottenute a suo tempo dal generale Viola, a seguito della sua volontà di essere sepolto al momento della sua morte nel Sacrario di Cima Grappa, pur non essendo un caduto di guerra. Richiesta accolta ed eccezione alla regola di fatto dovuta, per colui che venne definito da re Umberto II di Savoia “la più bella Medaglia d’Oro della Grande Guerra”.
Autorizzazioni ottenute non solo per lui, ma anche per la moglie Palma che voleva condividere con lui anche l’ultima dimora. Marito e moglie riuniti insieme nel riposo eterno, sul picco del Massiccio, come il generale Giardino e consorte.
Di questa cosa la signora Palma parlava spesso negli ultimi anni con una persona che la conosceva bene e che da Bassano del Grappa andava a trovarla nella sua casa a Roma.
Si tratta di Loris Giuriatti, profondo conoscitore del Massiccio del Grappa, presidente del Comitato per l’Alto Onore del Grappa e oggi anche scrittore di successo.
Come riferisce Giuriatti a Bassanonet, della sua futura sepoltura in Cima Grappa accanto al marito la vedova del generale parlava come di una pratica risolta, una sorta di formalità.
Lo confermavano anche tutte le carte in suo possesso: il testamento del generale, la risposta positiva dell’epoca del Comune di Crespano del Grappa (che non si chiamava ancora Pieve del Grappa), il nulla osta dell’esercito alla tumulazione nel Sacrario di Cima Grappa anche per lei che era una civile.
Fino a che, nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto scorsi, la signora Palma è spirata.
Mercoledì 2 agosto a Roma si sono svolti i suoi funerali.
Dopodiché il feretro è partito dalla capitale, accompagnato dalla nipote della defunta, con destinazione Pieve del Grappa: campo base dell’ultima salita di Palma De Luca sulla cima del Grappa.
Ma è qui che è successo l’imprevedibile.
L’inizio di agosto non è un momento dell’anno qualsiasi per il Monte Grappa.
È infatti il periodo della Cerimonia di Cima Grappa, l’importante appuntamento che si svolge tradizionalmente la prima domenica del mese.
La Cerimonia 2023 è in programma domenica 6 agosto: col ministro ai Rapporti col Parlamento Luca Ciriani, le autorità nazionali e territoriali civili, militari e religiose, le associazioni combattentistiche e d’arma, i sindaci del comprensorio e il sindaco di Pieve del Grappa Annalisa Rampin a fare gli onori di casa.
Per evitare sovrapposizioni tra il trasferimento della salma in Cima Grappa e i preparativi per il partecipato evento, il Comitato per l’Alto Onore del Grappa, che si è assunto il compito di sovrintendere all’operazione dell’ultimo viaggio di Palma De Luca al Sacrario Militare, conviene pertanto col Comune di Pieve del Grappa di non provvedere alla sepoltura della donna prima della Cerimonia ma di farlo il giorno successivo, lunedì 7 agosto.
Il feretro viene quindi temporaneamente parcheggiato al cimitero di Crespano, in attesa di poter salire sul Grappa a Cerimonia conclusa.
Ma da lì non si sarebbe più mosso: prima per giorni, poi per settimane.
Stop, fino a nuovo ordine. Sul Grappa quel feretro non può ancora salire.
“Mancano i permessi”, giustifica all’improvviso la sindaca di Pieve del Grappa Annalisa Rampin.
Dopo quattro giorni di attesa, la nipote della defunta ritorna a Roma senza che ancora si sappia per quanto tempo la bara sarebbe rimasta in deposito nel cimitero.
La situazione comincia a diventare gravosa e il caldo torrido dell’anticiclone di agosto la rende insostenibile. L’impresa di onoranze funebri provvede quindi a spostare la bara dalla saletta del cimitero di Crespano, dov’era depositata, ai sotterranei del cimitero stesso, più freschi di temperatura.
A metà agosto, il caso scoppia sui media.
L’11 agosto Elena Pianezzola, moglie di Loris Giuriatti e amica di Palma De Luca, pubblica un post su Facebook.
“Cara Palma (…) ormai sono passati 10 giorni dalla tua morte, il 1 agosto 2023 - scrive testualmente -. Sono così preoccupata per te, che da sola stai in uno scantinato. Perché nessuno ti porta da Ettore nonostante io sappia che perfino il ministero della difesa ti ha autorizzata. Che dispiacere, che tristezza.”
Il post arriva in qualche redazione e si scatenano, giustamente, le Tv locali.
La sindaca di Pieve del Grappa, in interviste a mezzo stampa, avrebbe poi ulteriormente giustificato i motivi del blocco del feretro per asserita mancanza di permessi.
Come l’esigenza di compiere verifiche perché l’area del Sacrario è zona sacra e monumentale e la necessità di ricostruire l’intero fascicolo dell’autorizzazione alla sepoltura, essendo deceduti i funzionari che all’epoca avevano seguito la pratica.
In più la concomitanza con il mese di agosto, dove tutto si rallenta e poi si ferma causa ferie, che ha complicato le cose.
Ma poi finisce anche il mese di agosto e a metà settembre la bara della vedova Viola è ancora desolatamente abbandonata nello scantinato del cimitero di Crespano.
Loris Giuriatti, col Comitato per l’Alto Onore del Grappa, continua quella che per lui è ormai diventata una battaglia: liberare quel povero feretro dalla sua prigione burocratica.
E anche il sindaco di Romano d’Ezzelino Simone Bontorin preme perché la situazione si sblocchi una volta per tutte.
Ed ecco che, la settimana scorsa, arriva il via libera del Comune di Pieve del Grappa.
Palma De Luca può essere finalmente trasferita in Cima Grappa, ma con l’imposizione di non fare nessuna cerimonia nel Sacrario Militare, trattandosi di una civile.
Sabato 23 settembre alle 9.30, dopo 53 giorni di deposito nel cimitero di Crespano e a 55 giorni dal decesso, la salma della signora Palma viene accompagnata al Sacrario e tumulata accanto ai resti del generale Viola, suo marito.
Sono presenti una trentina di persone, i suoi “amici del Grappa”.
Non può mancare Loris Giuriatti e dal fronte delle istituzioni interviene il vicesindaco di Bassano del Grappa Andrea Zonta, delegato dal sindaco Elena Pavan, impossibilitata a intervenire per la concomitanza nella stessa mattinata con la cerimonia di commemorazione dell’Eccidio del Grappa in viale dei Martiri.
Vengono letti i messaggi del sindaco di Romano d’Ezzelino Simone Bontorin e del sindaco di Mussolente Cristiano Montagner. Il sindaco di Pieve del Grappa Annalisa Rampin non è presente.
Nonostante il rito “civile” imposto alla circostanza, la bara viene scortata dal picchetto d’onore degli Alpini, con quattro soldati in uniforme.
Un tributo alla moglie della Medaglia d’Oro al Valor Militare, ultima vedova al mondo di un soldato della Grande Guerra “e soprattutto - sottolinea Loris Giuriatti - una grande donna del Grappa”.
L’ironia della sorte vuole che proprio Palma De Luca abbia ispirato Giuriatti per la figura della protagonista del suo romanzo del 2014 “Lassù è casa mia”: la storia di una donna anziana che vive in una Casa di Riposo da cui non può uscire e il cui unico desiderio, che verrà poi esaudito da tre giovani ragazzi, è quello di ritornare per l’ultima volta sul Grappa.
È la fantasia che in qualche modo ha anticipato la realtà, ma questa volta la realtà ha ampiamente superato la fantasia.
Intanto oggi sul Grappa, tra abeti, aceri e faggi, c’è anche una Palma.
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