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Baxic Instinct
Anche Bassano per Tutti, dopo il “no” in consiglio comunale, accorre in supporto dei lavoratori di Baxi. “Bassano deve tutelarli ma non con la proposta viziata e ricattatoria presentata in consiglio comunale, si trovi la mediazione”
Pubblicato il 03 ago 2023
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Lo dico subito: il titolo non è mio, ma del mio collega Marco Milioni, nota firma delle cronache vicentine, specializzato nei reportage d’inchiesta, un giornalista davvero tosto.
Me lo ha suggerito nei giorni scorsi, dopo avermi scritto i complimenti per il titolo (“Ma la notte NO”) del mio articolo sull’esito notturno dell’epocale consiglio comunale di Bassano dello scorso 27 luglio.
Avevamo entrambi cinque minuti di pausa e abbiamo giocato un po’ su WhatsApp su titoli particolari da fare sul caso Baxi/Pengo. E quindi Marco, con un colpo di genio, mi ha mandato la scritta “Baxic Instinct” sovrapposta alla foto della celeberrima scena del film con Sharon Stone che accavalla le gambe in posa provocante a prova di mutandine. Non metto quella foto per non esagerare. Basta il pensiero.
I partecipanti alla conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Il fatto è che “Baxic Instinct” è oggi il titolo perfetto per descrivere la nuova tendenza che ha preso corpo in città dopo il voto del consiglio comunale: e cioè l’istinto generalizzato, da destra e da sinistra, ad accorrere in supporto dei lavoratori della Baxi, il cui destino occupazionale è stato messo in bilico, se non si troveranno altre soluzioni, dal grande pareggio del consiglio comunale stesso.
Non fa eccezione la lista civica di minoranza Bassano per Tutti, la cui consigliera e capogruppo Erica Fontana ha votato contro l’atto di indirizzo dell’amministrazione Pavan, preliminare all’accordo con Baxi e con Pengo.
La Fontana, il portavoce di lista Paolo Retinò e gli altri rappresentanti della civica danno appuntamento alla stampa nell’area antistante la scuola primaria Campesano di quartiere San Marco, situata esattamente di fronte alle due proprietà confinanti dello stabilimento logistico di Pengo e del complesso produttivo di Baxi.
Va detto, a onor del vero, che BpT aveva già espresso la propria posizione riguardo all’accordo privato tra le due aziende (“noi vogliamo che l’accordo vada a buon fine e che Pengo conceda a Baxi l’uso dell’area, ma rinunci all’edificazione di San Lazzaro”, dal comunicato stampa del 25 luglio) in tempi non sospetti e cioè prima del consiglio comunale del 27 luglio.
Ma adesso che il “no” consiliare è stato archiviato a futura memoria, Retinò & Friends convocano i media per chiarire ulteriormente il loro punto di vista.
“Bassano deve tutelare i lavoratori e le lavoratrici della Baxi, cosa che la proposta viziata e ricattatoria in consiglio comunale non ha consentito - ammonisce un comunicato stampa consegnato per l’occasione -. Se per l’azienda l’unica alternativa è ampliarsi nella confinante ex Iar-Siltal di Pengo, allora lavori l’amministrazione comunale per favorire questo passaggio. A questo serve la politica, non a legittimare gli attacchi contro il consiglio comunale, né a ridurre la vicenda a un ambientalismo naïf senza visione di futuro.”
“Si cerchi la mediazione, e Pengo accetti il dialogo: si facciano tavoli di confronto, mediazioni, ci siano pure agevolazioni da parte del Comune - prosegue il testo -. Con uno scopo: Baxi deve ottenere l’area ex Iar-Siltal e l’area di San Lazzaro deve rimanere agricola.”
“Chi sta tenendo in bilico i lavoratori e la città non sono i consiglieri che hanno votato “no” né tantomeno le associazioni - puntualizza il comunicato -. La società Pengo, e lo diciamo da mesi, ha posto condizioni inaccettabili per concedere a Baxi quell’area produttiva e ha preteso che il consiglio comunale accettasse il tutto senza obiettare.”
“Pengo, azienda storica del territorio, trovi il giusto accordo con Baxi, con la mediazione dei Comuni e anche di Confindustria, che dovrebbe facilitare le relazioni tra le associate anziché fare politica - conclude la nota di Bassano per Tutti -. Tuteliamo il lavoro e l’industria buona. E allo stesso tempo tuteliamo l’ambiente. Questo deve fare la politica. Mediare, non aizzare.”
“Noi diciamo già da tempo che non siamo d’accordo col continuare battaglie che in città contrappongono il lavoro e l’ambiente - dichiara in conferenza stampa il portavoce Paolo Retinò -. Le due vicende vanno separate. C’è una realtà produttiva che ha la necessità di allargarsi, sulla quale noi vogliamo che si arrivi a una conclusione. L’allargamento è possibile se lo concede una seconda ditta, che ha mosso tutto ma che è rimasta sempre in disparte. L’amministrazione comunale e Confindustria devono portare le due aziende ad un punto di incontro.”
“San Lazzaro è una partita diversa - prosegue Retinò -. Qui c’è stata la forzatura di Pengo che ha voluto giocare tutta la partita in quella zona. La questione va risolta a livello di amministrazioni comunali, e non solo dal Comune di Bassano, per trovare la soluzione del sito per la logistica di Pengo. Crediamo che la politica, invece che aizzare il dibattito, trovi le ragioni non sulla contrapposizione forzata tra lavoro e ambiente ma per lo sviluppo del territorio.”
“La partita è stata giocata con grande superficialità, attribuendo la responsabilità ai dodici consiglieri che hanno votato “no” e trattandoli con dileggio - conclude il portavoce -. Partite così grosse non si possono decidere in quindici giorni portando un aut aut in consiglio comunale.”
“Il mio “no” è stato molto sofferto ma responsabile - afferma la consigliera comunale Erica Fontana -. Non è stato un “no” da ambientalista naïf, come ha detto qualcuno, ma ha tenuto conto sia delle problematiche ambientali e sia delle problematiche di lavoro della Baxi. Baxi, agendo per il tramite di Pengo, non ha facilitato le cose e non ha portato a un confronto in città con tutti i portatori di interesse.”
“È stato riferito anche in consiglio comunale: il giorno prima c’è stato un incontro dell’amministrazione con Pengo nel quale sono state avanzate alcune richieste e Pengo si è dimostrato negativo ad ogni tipo di risposta - continua la capogruppo consiliare -. Serve un confronto serio per permettere alla Baxi di allargare i propri spazi e se Pengo ha a cuore la città deve arrivare a capire certe cose. Se in autunno la Conferenza dei Servizi aveva già espresso parere negativo alla sua richiesta di edificare a San Lazzaro, non può approfittare delle problematiche Baxi per tirarla fuori di nuovo e mettere l’amministrazione e la città con le spalle al muro.”
Dice la sua anche Paola Facchinello, nume tutelare dei valori della civica: “È mancata la partecipazione e la trasparenza sin dall’inizio, e senza partecipazione e trasparenza non si arriva a nessun risultato.”
In conclusione: si faccia di tutto affinché la politica metta in campo un percorso partecipato e condiviso con tutti gli attori interessati per favorire le condizioni del piano di evoluzione industriale, con conseguente tenuta se non sviluppo occupazionale, di Baxi Spa.
Baxic Instinct, appunto.
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