Ultimora
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
"Ciao ragazzi, oggi scrivo a voi"
Nuova lettera di Giovanni Spitale "Spit" dal suo letto di ospedale. Un forte messaggio rivolto a tutti i giovani
Pubblicato il 28 dic 2009
Visto 3.889 volte
Ciao, ragazzi. Oggi voglio scrivere a voi.
Voi che come me vi affacciate al mondo, voi che finite le scuole superiori, o che lavorate, o che studiate all'università, o che sperate di poter lavorare. Voi che ogni giorno siete dipinti in maniera piuttosto indecorosa, più o meno responsabili di questo. Ci sono autorevoli studi di personalità importanti sul nichilismo, nel senso più negativo, delle nostre generazioni, sulla nostra mancanza di valori, sulla nostra, per usare un tecnicismo da accademia, anomia. Viene dal greco a-nomos, vuol dire non sapersi dare una direzione, non vedere uno scopo, una direzione nella propria vita, e nemmeno muoversi troppo alla sua ricerca. Poi, per rincarare la dose, ci danno dei bamboccioni, dei mai cresciuti, degli eterni adolescenti, degli smidollati e degli incapaci. Ecco, questo è quanto intendevo con “in maniera piuttosto indecorosa”. Siamo quelli della vita virtuale, degli sballi, della morale liquida. Guardo, in questo momento, le foto che ho appeso al vetro opaco della mia stanza d'ospedale: vengono dai quotidiani dei giorni scorsi, ci sono delle persone che sorridono. Un sacco di persone. Un sacco di persone che non conosco nemmeno, e che di me non hanno saputo altro se non che sono malato, come migliaia di altre persone. Che avrebbero potuto fare qualcosa. Non sono mai stato tenero, men che meno nei confronti dei miei concittadini: ho sempre pensato, anch'io, che la nostra generazione non rifulgesse affatto per i suoi alti valori, la sua capacità di impegno, il suo senso civico, la sua morale elevata, ma per la sua “contaminazione da lustrini e scintillii”, per così dire. Ecco. Sono ben lieto di constatare la mia parzialità. Ho visto, per quanto dall'ospedale ed in maniera mediata, un segno. Niente blabbla profetici, non vi preoccupate, non sono il tipo. Un segno di coscienza, un guizzo, il muoversi repentino di un'acqua altrimenti scura, agitata da qualcosa di molto vivo al suo interno. I giovani delle discoteche, dei social network, dei trent'anni ancora a casa dei genitori si sono mossi senza chiedere troppe spiegazioni, semplicemente accogliendo la chiamata di un altro essere umano, per altri esseri umani. Questo è importante. Questa è la grandezza del guizzo: non conosco la stragrande maggioranza delle persone che mi scrivono, che scrivono di me, che sono andate a tipizzare il loro midollo osseo, e loro non conoscono me. L'altro giorno qualcuno che non ha ben capito il senso delle cose scriveva mettendo in dubbio la mia stessa condizione di ammalato. Ora, io, oltre a perplimermi e grattarmi la barba a caccia del senso della cosa, che mi rimane non chiaro, dico: paradossalmente, anche se fosse? Anche se io non fossi una persona, se non esistessi, se non come parole su carta (ed in effetti per la maggior parte di voi che mi leggete, è così, non sapete che faccia abbia, non abbiamo mai bevuto una birra assieme, non ci siamo mai stretti la mano), cosa cambierebbe, di quello che sta succedendo, di quello che stiamo facendo? Nulla. Moltissime persone si starebbero muovendo per dare loro stesse ad un altro sconosciuto, solo in virtù del suo essere altro. Ricordatevi sempre questo, per favore.
Vorrei invitarvi a capirne l'importanza, a scrivervelo addosso, a stamparvelo nel cuore, a riscoprirlo come senso ultimo delle cose. Ciò che ci rende persone è riconoscere le altre persone, e trattarle da persone. Come noi stessi. La vecchia regola aurea della morale, fai agli altri quello che vuoi sia fatto a te, più volte messa in discussione (celebre l'esempio del sadico e del masochista), ma sempre riconfermata dal più intimo ed umano istinto alla vita, all'autoconservazione. Credo che abbiate sentito il pulsare incessante di questo, nei giorni passati. Credo, spero, che continuate a sentirlo.
Continuate, vi prego e vi esorto. Questo è il nostro biglietto per il futuro. Di noi in quanto persone, di noi in quanto comunità, di noi in quanto specie. Possiamo, noi tutti, assieme, rendere veramente il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato. Pensate: già ora, qualcuno da qualche parte nel mondo potrebbe aver trovato il suo uomo-medicina grazie al vostro alzarvi presto, una domenica prenatalizia, per andare all'ospedale invece che al bar o a fare shopping. Questo è già concreto. È già un fatto. È già lasciare il mondo un po' meglio di come lo abbiamo trovato. Sono fiero, sono dannatamente orgoglioso di appartenere a questo. Sono orgoglioso di poter chiamare fratelli e sorelle tutti voi, sono così elettrizzato da quanto i “giovani anomici e sbandati” possono fare. Adesso, ragazzi, ragazze, come dico spesso: mai fermarsi. Per noi malati, per voi che non lo siete, per tutte le persone in quanto persone. Siate consapevoli, siate attenti. Amate l'uomo, senza riserve, paure, timori. Quelli sono per la generazione che ci ha preceduti.
Buona vita.
Spit
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.227 volte
Lettere in Redazione
25 ago 2026
Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia
Visto 3.294 volte
Trasporti e Mobilità
28 ago 2026
Carburanti, il Codacons lancia il Comitato "Giù le accise"
Visto 325 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 24.122 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.477 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.430 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 19.399 volte
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.433 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.752 volte
Politica
21 ago 2026
Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»
Visto 6.264 volte
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.227 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 4.384 volte