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Ho visto cose
Considerazioni riassuntive e finali sulla crociata dei neo italianisti della Pedemontana contro l’asterisco di Operaestate Festival Veneto
Pubblicato il 08 giu 2023
Visto 11.214 volte
Ho visto cose che noi umani non potremmo immaginare.
Ho visto un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gianluca Pietrosante, “prof. di lettere e di storia”, scomodare l’Accademia della Crusca per un asterisco messo al posto di una “i” alla fine del participio di un verbo, argomento di una prossima interrogazione che presenterà alla giunta Pavan.
Ho visto l’assessore regionale Elena Donazzan, sempre di Fratelli d’Italia, sparare a zero nella sua pagina Facebook sul segno ortografico utilizzato da Operaestate Festival Veneto per il post di invito alla presentazione pubblica della manifestazione di spettacoli in programma il 16 giugno in città.
L’asterisco: una provocazione ideologica? (Fonte immagine: carrodibuoi.it)
“L’asterisco - ha scritto la Donazzan - è un segno matematico! Io mi arrabbio abbastanza per gli errori di italiano, anche con me stessa quando sbaglio. In questo caso mi indigno: l’italiano è una lingua splendida che affonda le sue radici nella lingua latina e rappresenta una cultura straordinaria ed amatissima nel mondo.”
“L’asterisco - prosegue l’assessore regionale - in questo caso è stato usato sulla pagina di Operaestate Festival Veneto, realtà finanziata dalla Regione del Veneto, senza alcuna autorizzazione da parte dei rappresentanti delle Istituzioni, forse per cercare di imporre un’ideologia.” “L’unico risultato ottenuto - incalza l’esponente della giunta veneta - è un errore di italiano! E con errori di italiano come questi non si passano gli esami!”.
Al termine del post la Donazzan ringrazia il portavoce del Circolo di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa Nicola Giangregorio per aver fatto rimuovere l’asterisco dimostrando un impegno “a difesa della lingua italiana e del decoro delle istituzioni”.
Ho visto l’assessore comunale alla Cultura di Bassano, Giovannella Cabion, dichiarare al Tg bassanese di Tva Vicenza che “i post dell’amministrazione devono essere scritti in lingua italiana” e che quindi ha fatto “modificare immediatamente il comunicato”.
E ho visto il presidente e portavoce del Circolo di Fratelli d’Italia Nicola Giangregorio affondare il coltello sull’“uso distorto e ideologico” della lingua italiana compiuto dal post di Operaestate, ringraziando “l’Assessore di riferimento” per aver fatto prontamente correggere “la stortura grammaticale”. Ma lo ha dichiarato diffondendo un comunicato stampa a sua volta contenente delle storture grammaticali.
Gli errori di grammatica, di sintassi e anche di punteggiatura riscontrati nel comunicato di Giangregorio possono capitare a chiunque e nessuno - a cominciare da chi vi scrive - ne è immune. Ma quando trasmetti alle redazioni una nota in difesa della lingua italiana, un controllo del testo prima dell’invio sarebbe perlomeno consigliabile, a scanso di effetti tragicomici.
A voler cercare il pelo nell’uovo, scrivere “siete invitat*” non equivale a compiere una “stortura grammaticale” né tantomeno “un errore di italiano”.
Si tratta casomai di una licenza comunicativa, di quelle che ormai abbondano nell’universo del web, per quanto inserita nella pagina social istituzionale del Festival che è un tutt’uno (si scrive con l’apostrofo, vero? Lo conferma anche l’Accademia della Crusca) con il Comune di Bassano del Grappa.
Ma per qualcuno quel segno ortografico che abbatte ed amalgama le differenze di genere è un esempio di storpiatura della lingua italiana a favore di certe ideologie.
E quel qualcuno - o per meglio dire “quei” qualcuno - ha/hanno fornito una chiave di lettura altrettanto ideologica del messaggio grafico lanciato, e successivamente corretto, da Operaestate Festival.
Secondo una corrente di pensiero, gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno fatto bene a scandalizzarsi per il segno grafico della discordia e ad agire di conseguenza, nel nome di valori non negoziabili a cominciare da quello della difesa della lingua italiana.
Secondo un altro punto di vista invece, con il quale personalmente mi sento di concordare, si tratta di una perdita di tempo alla rincorsa di un asterisco, con tutte le ben più grandi questioni da affrontare e con tutti i problemi da risolvere in Comune di Bassano.
La crociata di FdI contro il segno grafico gender fluid va in ogni caso interpretata alla luce degli equilibri in formazione nella coalizione di centrodestra in vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo a Bassano. Un assestamento delle forze in campo tale per cui una qualsiasi c****ta (qui di asterischi ne uso addirittura quattro) è sufficiente a far alzare quella che evidentemente, nell’Italia di oggi, considera sé stessa come la voce del padrone.
Ma l’analisi della levata di scudi del neonato movimento No Asterix va ancora oltre.
Non vorrei infatti che il gran baccano dei neo italianisti della Pedemontana implicasse anche un tentativo di delegittimare il Festival delle Città Palcoscenico, esempio notorio e riconosciuto di inclusione sociale e di genere attraverso le arti performative.
Cosa intende l’assessore Donazzan quando scrive che “con errori di italiano come questi non si passano gli esami”? Forse che nel 2024 Operaestate Festival Veneto non passerà gli esami dei prossimi bandi di finanziamento della Regione?
Auspico davvero, e sinceramente, che non sia così.
Questa volta, cari rappresentanti delle istituzioni, siete invitat* a non aggrapparvi a un episodio, per quanto legittimamente opinabile, e a non mettere in discussione l’esistenza di una manifestazione di livello nazionale senza la quale Bassano del Grappa, sotto il profilo della proposta culturale e fatta eccezione per le mostre del Museo Civico, sarebbe solamente un paesino di provincia.
E allora sì che sarebbero c***i amari.
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