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Si aprono le Danze, ma anche Teatro e Musica. Presentata oggi la 42^ edizione di Operaestate Festival Veneto, incentrata sul tema delle Relazioni. Focus particolare sugli anniversari 2022: ovvero Canova e non solo
Pubblicato il 26 mag 2022
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Cucù...la sedia non c’è più.
L’eterna immagine simbolo di Operaestate Festival Veneto, che ad ogni edizione veniva reinterpretata da un artista diverso, quest’anno se ne va in soffitta.
Al suo posto compare un nuovo manifesto disegnato dalla giovane illustratrice del territorio ma di fama internazionale Elena Xausa, già protagonista la scorsa estate di una mostra al Museo Civico, che ridisegna a modo suo il logo del Festival con un pot-pourri di elementi grafici che richiamano i quattro punti cardinali della manifestazione: danza, teatro, musica e cinema.
Foto: ufficio stampa Operaestate Festival
Operaestate scalda dunque i motori per la sua 42^ edizione e lo fa con la consueta presentazione di fine maggio ai giornalisti. E per quanto le restrizioni pandemiche siano ormai un triste ricordo, la rassegna delle città palcoscenico si presenta ancora una volta nella poco coinvolgente bolla online della conferenza stampa a distanza via Zoom.
Sugli schermi dei computer e dei telefonini compaiono in collegamento dal municipio il sindaco Elena Pavan, l’assessore alla Cultura Giovannella Cabion e il direttore generale del Festival Rosa Scapin. Da Venezia l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari concede la sua benedizione mentre, collegato da Lugano, il responsabile globetrotter del settore Danza di Operaestate Roberto Casarotto anticipa, anche con l’ausilio di un suo video registrato, il ricco programma della Danza dell’edizione di quest’anno.
Non siamo ancora “in presenza”, dunque, ma comunque il programma 2022 della tentacolare kermesse di spettacoli è primariamente dedicato al tema delle Relazioni.
“Il focus sulle Relazioni - spiega il comunicato stampa di presentazione - riepiloga sia la storia del Festival, fatta di legami e di collaborazioni coltivate nel tempo e continuamente rinnovate, e sia la direzione intrapresa negli ultimi anni che si concentra sulle connessioni e gli incroci tra gli ambiti diversi, generative di relazioni con il patrimonio culturale, con l’ambiente, con il benessere originato dalle azioni e dai processi culturali.”
In cartellone sono annunciati oltre 130 appuntamenti, frutto del lavoro condiviso con i molti soggetti che promuovono e sostengono la manifestazione. Dalla rete regionale e dagli enti promotori (Regione del Veneto, Città di Bassano del Grappa) agli enti e imprese sostenitrici (Ministero della Cultura, Unione Europea, Fondazioni e aziende aderenti al Club “Amici del festival”) e a tutte le città partner del Festival: Borgo Valsugana, Borso del Grappa, Cassola, Castelfranco Veneto, Colceresa, Dueville, Enego, Gallio, Isola Vicentina, Lusiana Conco, Marostica, Mogliano Veneto, Montorso Vicentino, Mussolente, Nove, Pieve del Grappa, Pove del Grappa, Riese Pio X, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto, Schio, Solagna, Valbrenta, Valdagno.
Anche quest’anno non ci sarà dunque che l’imbarazzo della scelta, per un programma che, come anticipa direttore Rosa Scapin, è legato anche agli importanti anniversari del 2022. In primis il Bicentenario di Antonio Canova, ma anche gli anniversari di Andrea Zanzotto, Luigi Meneghello e Pier Paolo Pasolini.
Proprio all’opera di Antonio Canova sarà dedicato il fine settimana di apertura (dal 22 al 24 luglio) del programma della Danza, con una serie di appuntamenti a Bassano di cui sarà di volta in volta nostra cura dare notizia al momento opportuno. Grandi compagnie di danza italiane e internazionali, attraverso nuovi titoli o creazioni rilette per l’occasione, si confronteranno idealmente con le forme scolpite dal sommo artista neoclassico di Possagno e col patrimonio canoviano del nostro Museo Civico.
Degne di nota, nel cartellone della Danza, anche le performance del Festival che andranno in trasferta a fine luglio e a fine agosto all’Orto Botanico di Padova, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, con inedite collaborazioni tra scrittrici e danzatrici e con altre “polifonie coreografiche di relazioni tra l’essere umano e il mondo vegetale”, per l’occasione degli 800 anni dell’Università di Padova.
Relazioni in primo piano anche nel programma del Teatro. Roberto Latini in “Venere e Adone”, Toni Servillo con un progetto ispirato ai maestri della Grecia Antica, Luca Scarlini che con le “Ekfrasis” si concentra nuovamente su Canova.
Anagoor omaggerà invece Andrea Zanzotto nel centenario della nascita. Mentre saranno ben tre le produzioni teatrali dedicate al centenario di Luigi Meneghello, l’autore di quel Libera nos a Malo che per stile di linguaggio è uno dei miei libri preferiti in assoluto, per quanto ve ne possa importare.
Molto particolare lo spettacolo atteso per il centenario della nascita di PPP, Pier Paolo Pasolini, che sarà omaggiato da una performance a Colceresa di Mario Brunello, che eseguirà Bach al “violincello” (violoncello piccolo), e di Guido Barbieri.
E ancora tanti altri titoli, impossibili da comprimere in un unico articolo e futuro oggetto di prossime comunicazioni, tra cui il nuovissimo Boomers di Marco Paolini con Patrizia Laquidara e una messe di altre proposte nelle varie città palcoscenico del progetto. Tra queste, le rievocazioni artistiche di due altri anniversari: i 200 anni della scoperta delle Grotte di Oliero ad opera di Alberto Parolini, che nel parco delle Grotte saranno “interpretati” dal compositore e fondatore dei Subsonica Max Casacci e dal noto geologo e divulgatore televisivo Mario Tozzi e il centenario della nascita del documentarista Giuseppe Taffarel - autore di “Fazzoletti di terra”, documentario sui terrazzamenti in Valbrenta - che sarà ricordato a Valbrenta da un lavoro teatrale degli Slowmachine.
E per una rassegna che si chiama Operaestate, non mancano ovviamente la Musica e l’Opera. Finalmente, per la gioia dell’assessore al Tutto Mariano Scotton, l’11 luglio - come apertura ufficiale del Festival - l’Orchestra di Padova e del Veneto eseguirà la “Musica sull’acqua” e la “Musica per i reali fuochi d’artificio” di Haendel, accompagnata a tempo di musica da spettacolari giochi pirotecnici lanciati da piattaforme sul Brenta ad illuminare la bellezza del Ponte palladiano. Come ricorderete, l’anno scorso doveva essere il sontuoso appuntamento conclusivo dell’esorbitante programma di eventi per l’inaugurazione del Ponte restaurato, poi annullato a causa della pioggia.
In scaletta inoltre, per Operaestate Musica, serate rivolte alla grande tradizione classica ma con una finestra aperta anche sulla musica nuova. Si rinnova inoltre il programma dei Giovani Talenti e grazie al progetto Terre Graffiate si aggiungono ben dieci appuntamenti concertistici di jazz e sonorità contemporanee, ambientati nei maestosi scenari del Monte Grappa, proclamato nel 2021, per la gioia dell’assessore all’HUB Roberto Marin, Riserva della Biosfera MaB UNESCO.
Nato oltre 40 anni fa come stagione lirica, Operaestate Festival mantiene fede alla tradizione anche quest’anno, con un nuovo allestimento del “Rigoletto” di Giuseppe Verdi ambientato nel Teatro al Castello “Tito Gobbi” di Bassano.
Si aggiungono al già ricco carrello del cartellone festivaliero gli appuntamenti del Circo contemporaneo, del rodatissimo Minifest per i più piccoli e le famiglie e del CineFestival nell’arena del Giardino Parolini, che per questa edizione sarà introdotto dall’ormai consueto anticipo nel magnifico parco di Villa Ca’ Erizzo Luca, dal 30 giugno al 3 luglio, con una mini-rassegna di film dedicati nuovamente ad Antonio Canova, alla sua opera e al suo tempo.
Come da consuetudine, concluderà le Danze (ma anche il Teatro e la Musica) il sempre innovativo e articolato programma di B.MOTION, la sezione del Festival dedicata ai linguaggi del contemporaneo che dal 18 agosto al 3 settembre proporrà in tutto 46 appuntamenti ad alto tasso di sperimentazione artistica.
“Circa il 5% del sistema economico e occupazionale veneto - rimarca in conferenza Zoom l’assessore regionale Corazzari - è da attribuirsi direttamente alla cultura, ma la ricaduta è molto più ampia di questi numeri nel campo turistico, della ricettività e dei servizi.”
“Stiamo ancora soffrendo la contingenza del momento che ci vede uscire da due anni di pandemia e la congiuntura drammatica sul piano internazionale - prosegue l’amministratore regionale -, ma è lo slancio positivo di manifestazioni come questa che può dare fiducia nel futuro alla cittadinanza.”
“Lo spirito di Operaestate - è l’ecumenica valutazione dell’assessore comunale Giovannella Cabion - è quello delle relazioni e connessioni. Un territorio che si unisce in questa grande progettazione, da cui nascono turismo e cultura, in preparazione alla grande mostra su Canova che ci vede collaborare con Possagno.”
“Un’attenzione particolare - aggiunge la Giovannella più famosa di Bassano e di Marostica - viene rivolta anche al mondo della formazione, perché fare cultura è soprattutto un investimento sui giovani.” Per la serie: Ritorno al Futuro.
Questo per il momento è il quanto, egregi lettori, su Operaestate Festival Veneto 2022.
Una manifestazione di cui non si può certo dire - diversamente da molti nostri politici e pubblici amministratori - che sia attaccata alla sedia.
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