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Sara Cunial, deputata made in Bassano, esclusa dalla Camera per le regole anti-contagio relative all’elezione del Capo dello Stato. E dichiara: “Senza green pass è vietato votare il Presidente della Repubblica, è la fine della democrazia”
Pubblicato il 15 gen 2022
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Benvenuti a questa nuova edizione del Corriere della Sara, il notiziario dedicato alle avventure della onorevole bassanese Sara Cunial. Le avevo già dedicato un articolo - dopo mesi di “non pervenuta” - martedì scorso, pubblicando il comunicato stampa con il quale la pasionaria No Vax della prima ora, ex deputata grillina e oggi aderente al Gruppo Misto annunciava il suo personale presidio all’esterno di Montecitorio, essendo esclusa dalle aule parlamentari perché sprovvista di green pass.
Intanto, per i nostri cari onorevoli, si avvicina il fatidico momento dell’elezione del Presidente della Repubblica. Come stabilito da una circolare del Collegio dei Deputati Questori, in accordo coi colleghi Senatori Questori per quanto riguarda Palazzo Madama, per accedere all’interno della Camera e votare il successore di Mattarella bisogna sottostare a tutta una serie di regole anti-contagio: temperatura rilevata agli ingressi inferiore a 37.5°, essere in possesso di una valida certificazione verde da esibire ad ogni accesso alle sedi, indossare correttamente e in ogni circostanza mascherine del tipo FFP2, rispettare le misure generali di prevenzione della diffusione dell’epidemia (costante igienizzazione delle mani e mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno un metro).
E siccome anche i parlamentari, come tutti gli esseri umani, devono mangiare, per l’accesso alle strutture di ristorazione - anche ai fini della consumazione al banco - è necessario essere in possesso di una certificazione verde rafforzata. Green buvette.
La deputata Sara Cunial (fonte immagine: genteditalia.org)
Ma non basta: per assistere alla cerimonia di giuramento del futuro Presidente eletto sarà necessario, tramite prenotazione, eseguire nella stessa giornata di convocazione del Parlamento in seduta comune anche un tampone antigenico di terza generazione presso le postazioni appositamente allestite dalla Camera dei Deputati.
Tutte regole e disposizioni che escludono di fatto la onorevole Sara Cunial dalle operazioni di elezione del nuovo Capo dello Stato. Di sottostare all’obbligo di certificazione verde non se ne parla e dalla scorsa settimana la Cunial è in presidio davanti a Montecitorio in veste, come dice lei, “di portavoce eletto ma escluso”.
In data odierna la rappresentante (?) del nostro territorio eletta in Parlamento nel 2018 con i suoi ex compagni di lista 5 Stelle ha trasmesso in redazione un nuovo comunicato stampa, nel quale acuisce i toni delle sue rimostranze per l’impossibilità, dovuta alle norme vigenti, di svolgere il suo ruolo di grande elettrice.
“Se oggi a un parlamentare viene negata la possibilità di votare il Presidente della Repubblica- dichiara la Cunial nella nota stampa -, domani a una parte del popolo italiano sarà interdetto il voto elettorale per i propri rappresentanti regionali e nazionali. Questa non è più una deriva pericolosa ma la fine della democrazia. Uno stato che non permette il voto a coloro che non si piegano a disposizioni folli, non è più uno stato democratico ma un regime a tutti gli effetti.”
“Green pass o non green pass, vaccino o non vaccino, tutti dovrebbero alzare la testa e far sentire forte il proprio disaccordo con la decisione di eliminare dalla vita politica tutti coloro che non si allineano al regime - continua -. La storia ce lo insegna. Io continuerò a presidiare le istituzioni dalle quali sono stata ingiustamente estromessa, con la mia presenza costante davanti a Montecitorio.”
“Sarò lì da lunedì mattina, quando inizierà la discussione del D.L. 172 sul super Green Pass, con apposizione della fiducia già lunedì pomeriggio e votazione finale entro mercoledì - aggiunge la deputata del Gruppo Misto -. Sarò lì per portare la voce e l’indignazione di chi ha capito quanto è pericolosa la strada che stanno tracciando, abbracciando chi voglia raggiungermi per guardarli negli occhi mentre si apprestano a calpestare, forse per l’ultima volta, la nostra Costituzione.”
“Tolto il voto, tolto il diritto alla rappresentanza, alla diversità, all’opposizione e alla vita pubblica - conclude la parlamentare -, è finita la democrazia.”
Così parlò Sara Cunial ed è opportuno che io ve ne renda conto, perché è cosa buona e giusta monitorare ogni tanto quello che dicono (anche se sarebbe preferibile verificare quello che fanno) i fortunati che con il voto della nostra circoscrizione e collegio elettorale abbiamo rispettivamente spedito alla Camera e al Senato.
La pasionaria de noialtri, acclamata dai suoi sostenitori come una voce fuori dal coro, si ritrova adesso anche fuori dall’emiciclo. La qual cosa la porta a lanciare una nuova crociata contro quello Stato di cui lei stessa è rappresentante parlamentare eletta.
Insomma: Corriere della Sara versus Repubblica.
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