Attualità

Buona Pasqua

Curiosità di un territorio che non si fa mancare nulla: i Moai di Pove del Grappa

Pubblicato il 30 nov 2021
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Dimenticatevi i nanetti da giardino. Per adornare lo spazio verde di casa, o anche qualche ambiente interno, c’è un’altra opzione assai più monumentale: una copia conforme dei Moai, le celeberrime teste giganti monolitiche di Rapa Nui, meglio conosciuta alle nostre latitudini come l’Isola di Pasqua. I Moai, gli unici che non si offendono a sentirsi dare dei testoni, sono certamente più difficili da spostare rispetto a un soprammobile qualsiasi. Ma vuoi mettere la figata di mostrare ai tuoi ospiti che un pezzetto dell’Isola di Pasqua, anche se “replicato”, fa parte dell’arredamento di casa? Roba che neanche un reportage di Roberto Giacobbo.
Non preoccupatevi: non è che da adesso il territorio delle notizie di Bassanonet si estende fino al cuore dell’Oceano Pacifico. Anzi: siamo a una manciata di chilometri da Bassano. Precisamente a Pove del Grappa, dove due Moai fanno bella mostra di sé sul rettilineo della Statale Valsugana. L’ennesima curiosità di un territorio che non si fa mancare nulla.
Le due grandi teste monolitiche sono esposte a ridosso del ciglio stradale sul bordo del cortile della ditta Zanchetta Marmi, che le ha realizzate.

Foto Alessandro Tich

Una, più grande, è fatta di marmo nostrano “antichizzato” che la avvicina al color “tufo” dei Moai originali. L’altra, un po’ più piccola, è sempre di marmo ma è invece di un bianco che più bianco non si può. I due archeologici testoni replicati sono collocati pochi metri più avanti, provenendo da Bassano, dello spiazzo antistante il Dolomiti dove spesso si appostano le pattuglie delle forze dell’ordine per fermare e controllare le auto. E in certi momenti, coi poliziotti, cc o finanzieri che ti chiedono i documenti e i due Moai che a due passi di distanza sorvegliano la situazione con la loro imperscrutabile e severa espressione, quel breve tratto di statale è davvero inquietante. Impossibile sfuggirgli o non accorgersi di loro, perché già da tempo i due marmorei monoliti fanno parte del paesaggio locale.
“Questi Moai nascono dalla nostra passione per l’antico - mi spiega Fabio Zanchetta, contitolare della Zanchetta Marmi -. Sono figure conosciute e noi le abbiamo replicate. Abbiamo studiato le proporzioni e poi le abbiamo costruite, scolpendole.”
“L’idea - prosegue l’imprenditore artigiano - è nata da un nostro cliente che ci ha chiesto di fare dei lavori per la cantina di una fattoria sociale, dove abbiamo realizzato quattro porte in stile Stonehenge. Poi è venuta fuori la proposta di fare una copia delle teste dell’Isola di Pasqua, da collocare nel vigneto come “guardiano”, perché sembra che il ruolo dei Moai fosse proprio quello di guardiani dell’isola.”
Caspita: questo cliente dev'essere davvero un amante dei misteri dell’antichità. Quattro porte d’ingresso in cantina a forma di Stonehenge, un Moai che farà da guardiano al vigneto…manca solo che si faccia fare un’enoteca a forma di Piramide, e siamo a posto. Comunque sia, le due grandi teste di Pove non sono esposte sulla strada solo per hobby e un precedente esemplare di questi monoliti replicanti è già stato venduto a un’azienda di Riese Pio X.
“Queste opere - scrivono i Zanchetta nel loro sito internet - lasciano trasparire austerità, risolutezza e senso del controllo, trasmettendo la sensazione di protezione e sicurezza.”
Ma guarda un po’: quasi quasi cerco di vincere al Gratta e Vinci e poi ne compro una per regalarla all’assessore bassanese Claudio Mazzocco.
Comunque sia, passando tutti i giorni con la macchina davanti ai due Moai della Valsugana, non potevo non soddisfare la mia curiosità di capire, per raccontarvelo, che cosa ci facciano quei due austeri testoni messi là, in bella vista, a 15mila chilometri di distanza dal luogo dei loro antenati originali. Curiosità che è stata finalmente soddisfatta.
E allora, avvicinandosi il Natale, non mi resta che augurarvi Buona Pasqua.

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