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Per chi suona la campanella
Dopo il flash mob contro la DAD e per la riapertura delle scuole, Europa Verde Bassano chiede al sindaco Pavan di “osare di più” per promuovere una politica che ponga “la scuola al centro” in città e nel territorio
Pubblicato il 22 mar 2021
Visto 8.861 volte
Per chi suona la campanella. Ernest Hemingway in versione 2021. Non ha fatto solo tanto rumore, ma anche tanto scalpore il flash mob di genitori e figli che sabato scorso in piazza Libertà a Bassano hanno protestato contro la DAD (Didattica a Distanza) e a favore della riapertura delle scuole. E non sarà certamente per caso che il nostro articolo dedicato alla manifestazione abbia fatto incetta, nel momento in cui sto scrivendo, di oltre 7700 letture.
Sulla scia della problematica evidenziata dal flash mob, interviene oggi Europa Verde Bassano che con un comunicato stampa trasmesso in redazione dai due referenti Renzo Masolo e Gaia Bollini si appella in particolare al sindaco Elena Pavan, partecipante alla manifestazione, affinché “osi di più” e “si faccia realmente carico del problema” della scuola avviando “azioni, progetti e investimenti” e facendosi “parte attiva a livello sovra comunale” per “fare fronte compatti alle grandi sfide che ci attendono già oggi, ponendo la scuola al centro”.
Di seguito il comunicato stampa di Europa Verde Bassano:
Il sindaco Elena Pavan al flash mob per la riapertura delle scuole (foto Alessandro Tich)
COMUNICATO
Per chi suona la campana?
Sabato pomeriggio 20 marzo, in piazza a Bassano si è tenuto un flashmob da parte di mamme, papà, bambini, bambine, ragazzi e ragazze, per chiedere che dal 6 aprile si torni davvero e definitivamente in aula. La DAD non è più sostenibile dal punto di vista relazionale e sociale. Anche la sindaca Elena Pavan era in piazza a suonare la campanella. Era lì come mamma.
Ma in questo momento, stante le scelte della città, lei è innanzitutto la prima cittadina di Bassano. Il suo sostegno alla protesta, peraltro contro le misure varate dalla sua stessa parte politica, sebbene contraddittorie, è apprezzabile. Europa Verde le chiede allora di osare di più; di farsi realmente carico del problema e avviare azioni, progetti e investimenti che vadano davvero in questo senso. Europa Verde le chiede di farsi parte attiva a livello sovra comunale come promotrice di un passaggio dovuto, quello cioè dal concetto di Grande Bassano a Territorio.
È un passaggio che vede tutti i comuni lavorare alla pari per un obbiettivo condiviso e improcrastinabile: fare fronte compatti alle grandi sfide che ci attendono già oggi. Sfide sociali, economiche e ambientali, ponendo la scuola al centro. Noi come Europa Verde abbiamo già fatto proposte in tal senso. Oggi, in vista dell’ennesima riapertura post “lockdown scolastico” le ribadiamo:
- iniziare una progettazione concreta e innovativa per il Campus Centro Studi, luogo in cui sia possibile sperimentare una nuova modalità di vita scolastica e di rapporto con il quartiere, anche e soprattutto all’insegna della partecipazione;
- investire su mezzi pubblici più efficienti e ecologici; con SVT i margini per un miglioramento dell'offerta devono crescere, sia per il trasporto scolastico, sia per il trasporto pubblico in generale; - investire su percorsi casa-scuola sicuri da fruirsi attraverso la mobilità ciclo-pedonale, facilitando così gli spostamenti in maniera distanziata, sgravando i mezzi pubblici in uso da chi arriva da più lontano e non può farne a meno, educando i ragazzi e le ragazze all’autonomia e alla responsabilità, incentivando uno stile di vita sano;
- investire nei parchi esistenti e realizzarne di nuovi, poiché sono i polmoni della città e luoghi privilegiati per una innovativa (e mai come ora necessaria) didattica all’aperto, fatta di esperienza, osservazione e sperimentazione; - rileggere gli spazi già disponibili e particolarmente idonei per una scuola che chiede nuove distanze, come il plesso della scuola Mazzini, certamente migliorabile, certamente rileggibile, ma partendo dalla sua funzione “primaria”;
- potenziare i Piedibus e implementarne altri, anch’essi “mezzi sicuri” per il tragitto casa-scuola, a basso impatto ambientale e altissimo valore socio-educativo e relazionale. E l’elenco potrebbe allungarsi con i tanti progetti che abbiamo in cantiere e che presto presenteremo.
È giusto pensare al breve termine per riportare i nostri ragazzi e ragazze tra i banchi il prima possibile, ma è ancora più importante pensare ad una progettazione condivisa a medio e lungo termine. Solo in questo modo potremmo accedere ai finanziamenti del Recovery Plan e la scuola è un possibile e lungimirante punto di partenza. Soldi che, ricordiamoci, stiamo chiedendo in prestito alle generazioni future e che per tale motivo richiedono una responsabilità di gestione ancora maggiore. Europa Verde c'è! Bisogna “agire ora”, la campanella è suonata, la ricreazione finita; è tempo di rimettersi al lavoro!
Europa Verde Bassano
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