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Terminator
Il neo assessore Claudio Mazzocco prende in mano la Sicurezza. “Io più assessore o più sceriffo? Sono una via di mezzo”
Pubblicato il 20 nov 2020
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Terminator è tornato. Anzi: Terminator 2. Perché è la seconda volta, dopo la precedente esperienza nella giunta del secondo mandato del sindaco Bizzotto, che entra nella stanza dei bottoni. Da ieri, a seguito del decreto di nomina del sindaco Pavan, Claudio Mazzocco - esponente della destra storica cittadina, eletto in consiglio comunale con la civica #Pavan Sindaco - è ufficialmente il nuovo assessore alla Sicurezza e al Personale del Comune di Bassano del Grappa. La Sicurezza l'aveva già seguita dal 2004 al 2009, con alcune “imprese” che resteranno negli annali, mentre il Personale è per lui una novità.
Nella prime parole da lui pronunciate nella famosa conferenza stampa online in cui il sindaco Pavan ne ha annunciato l'incarico da assessore a seguito del nuovo rimpasto di giunta, Mazzocco ha ricordato che una delle sue caratteristiche, anche nei rapporti con gli organi di informazione, è “la schiettezza”. Sa benissimo pertanto che troverà schiettezza nei suoi confronti, nel corso del suo operato da amministratore comunale, anche da parte di chi vi scrive. Ma la schiettezza comporta anche la disponibilità all'incontro con i media - che Mazzocco ha già dimostrato nel suo primo mandato da assessore - e a rispondere alle domande, comprese quelle scomode. E così è stato, “in presenza”, questo pomeriggio nella redazione di Bassanonet.
Il neo assessore alla Sicurezza e al Personale del Comune di Bassano del Grappa Claudio Mazzocco (foto Alessandro Tich)
Claudio Mazzocco, con che spirito assume nuovamente l'incarico di assessore?
Con lo spirito di servizio innanzitutto e nello stesso tempo con uno spirito combattivo, come al solito.
Combattivo in che senso?
Nel senso che si aspettano, e mi aspettano, delle cose da fare, anche abbastanza impegnative, visto che io ho non solo la Sicurezza ma anche il Personale.
La Sicurezza è però il referato rivolto ai cittadini. Secondo lei cosa c'è da fare su questo piano in città?
A Bassano mi sembra che un po' tutti facciano quello che vogliono. Nel senso che pochi rispettano le regole, da qualsiasi parte. Per cui ci troviamo a combattere contro il degrado, l'abusivismo, gli schiamazzi. C'è anche uno spaccio di droga abbastanza diffuso, c'è inoltre il problema dei nomadi che è stato per parecchio tempo tollerato e sono cresciuti a dismisura. Poi c'è il fatto che il cittadino vuole vederci. Pertanto dobbiamo essere in strada, di fianco al cittadino, per ascoltare, saper decidere e fare. Non dobbiamo solo pensare al centro storico, che è importante, ma anche ai problemi che ci sono in tutte le frazioni e in tutti i quartieri. Per cui dobbiamo dare immediatamente delle risposte.
Ma come si prevengono e come si contrastano i problemi che lei ha elencato?
Io vorrei tornare all'antica: un controllo assiduo, costante e se possibile 24 ore su 24 del territorio. Inoltre ascoltare chi nel territorio vive: i cittadini, i comitati di quartiere, che sono i più vicini e sanno esattamente dove c'è il degrado, dove ci sono delle zone d'ombra che noi non vogliamo. Un problema sono anche le bande giovanili che, e basta vedere anche in centro città, la fanno un po' da padroni nel senso che si atteggiano a padroni della città. Questo non l'ho mai accettato in passato e non lo accetto ora. Per cui tutti si devono mettere in riga. E poi serve una stretta collaborazione, che c'è stata ma che io ritengo di potenziare, con le Forze dell'Ordine. Questo è indispensabile. Noi siamo al servizio, al loro fianco e abbiamo al fianco le Forze dell'Ordine.
Come si mettono in riga le bande giovanili? Non penserà che basterà dire loro “per cortesia, mettetevi in riga”...
Devono capire che stanno sbagliando e che noi faremo rispettare la legge. L'altro giorno ho avuto un diverbio proprio qua sotto con cinque extracomunitari, di quelli ”conosciuti” per le cose dette prima. Non sapevano chi ero né che cosa facevo, basta solo l'atteggiamento che hanno nei confronti delle persone. Se l'hanno avuto con me, che di certo non ho preso paura di questi cinque giovinastri, posso immaginare come si senta una persona che viene presa di mira, magari una persona debole. Questi devono capire che se stanno a Bassano devono rispettare tutte le regole, altrimenti noi gli staremo con il fiato sul collo.
Narrano le leggende che lei sia molto gradito negli ambienti della Polizia Locale, in base ai suoi trascorsi. È vera questa storia?
Beh certo, ho lasciato molti amici nel tempo in cui ho terminato di fare l'assessore e molti di questi li ho ritrovati, con reciproca soddisfazione.
Col comandante Giovanni Scarpellini, nuovo coordinatore della Polizia Locale, che rapporto ha?
Dire “eccellente” è dire poco. Nel momento in cui si parlava di avere a Bassano un nuovo comandante, io facevo parte della maggioranza e ho subito segnalato al sindaco il nome di Scarpellini. Il sindaco è stato ben felice di incontrarlo, di giudicarlo e di ritenere opportuno di metterlo alla guida della Polizia Locale, in vista anche del trasloco del Corpo nell'Unione Montana.
Ecco: sul trasferimento della Polizia Locale all'Unione Montana cos'ha da dire?
Io ho sempre perorato la causa e visto che c'è uno Scarpellini a disposizione abbiamo fatto bene ad approfittarne. Anche perché Bassano può colloquiare in maniera più aperta col territorio. È una prima pietra di quelal che dovrebbe essere la “Grande Bassano”. Noi partiamo da questo. L'accordo che stiamo trovando e abbiamo trovato con vari paesi limitrofi ci porta, oltre alla sicurezza, anche un colloquio fattivo su quelle che sono le problematiche.
Ma come siamo messi con i tempi di questa operazione?
Entro fine anno, anzi più precisamente entro il 10 di dicembre si chiude. L'operazione è a buon punto, sotto tutti i punti di vista.
Cosa risponde a chi dice che lei stava lavorando da mesi per avere questo assessorato?
Posso dirlo tranquillamente: non ci pensavo assolutamente. Io se facevo qualcosa, non lo facevo per avere l'assessorato ma perché ritenevo che il Corpo di Polizia Locale che avevo lasciato dovesse avere quell'attenzione che gli è dovuta e che negli anni è stata invece altalenante. La Polizia Locale, per un governo di centrodestra, deve essere il fiore all'occhiello. E noi volevamo che la Polizia Locale ritornasse ad essere quella che è stata in passato: un esempio anche per tutto il Veneto.
Un'ultima domanda. Lei si sente più assessore o più sceriffo?
Io sono una via di mezzo. Sono per far rispettare quelle che sono le norme, per far sì che Bassano sia rispettata da chiunque vi entri. Chi viene a Bassano del Grappa deve sapere che viene a Bassano del Grappa: una bellissima città del Veneto, una città che non ha bisogno di avere persone che non si merita. Per cui se qualcuno viene a Bassano per vedere e per godersi la città, benissimo. Chi ci viene per far casino, per compiere furti, per compiere atti vandalici e per quant'altro, sa che qui trova pane per i suoi denti. Noi non faremo sconti a nessuno. Perché se qualche giovane fa qualcosa di interessante o di positivo, allora “è già adulto”. Quando invece fa qualcosa di negativo, si dice “dai, in fin dei conti è un ragazzino”. No. Ci sono ragazzini che sbagliano e vanno educati, come ci sono adulti che sbagliano e vanno puniti.
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