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Tribunale: “Grave e manifesto danno erariale”
Due avvocati e 23 dipendenti del Tribunale di Bassano presentano un esposto alla Corte dei Conti. Configurato il danno erariale a carico del ministro Cancellieri e del governo per le incongruenze di spesa dell'accorpamento con Vicenza
Pubblicato il 18 dic 2013
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“Non posso che esprimere una grande soddisfazione per la realizzazione di questo complesso intervento che si avvia ora all'ultima fase e che è una ulteriore dimostrazione del fatto che le sinergie tra le istituzioni portano solo buoni risultati.”
Sembra la fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma si tratta di un fatto reale: le parole sopra citate sono infatti contenute in un comunicato dell'allora sindaco Gianpaolo Bizzotto in occasione della visita del ministro della Giustizia dell'epoca Clemente Mastella per la cerimonia di inaugurazione, il 15 ottobre 2007, della nuova sede della Procura della Repubblica di Bassano del Grappa nel ristrutturato Palazzo Cerato e per la contestuale posa della prima pietra, a pochi metri di distanza, dei lavori di completamento della Cittadella della Giustizia. Parole dalle quali si può comprendere “la portata dell'impegno, non solo economico, che l'allora Ministero della Giustizia aveva assicurato alla Città di Bassano in ordine al mantenimento del suo Tribunale”.
Lo sostengono gli avvocati Nereo Merlo e Gabriella Terziari, irriducibili patrocinatori della causa della sede di giustizia bassanese, che assieme a 23 dipendenti del Tribunale di via Marinali hanno presentato e depositato ieri alla Procura generale della Corte dei Conti a Venezia un esposto in merito “alla costruzione della Cittadella della Giustizia di Bassano del Grappa e alla soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Bassano del Grappa” nel quale si chiede ai giudici contabili di accertare “se sia o meno prefigurabile a carico del Ministro della Giustizia e del Consiglio dei Ministri una responsabilità per danno erariale”.
Gli avvocati Nereo Marlo e Gabriella Terziari in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Non è la prima denuncia del genere che riguarda le incongruenze di spesa e di risparmio relative all'accorpamento giudiziario con Vicenza.
Già nel settembre dello scorso anno, per la medesima questione, il consigliere regionale Raffaele Grazia e il consigliere comunale Stefano Giunta avevano presentato un esposto per danno erariale alla Corte dei Conti nei confronti del ministro della Giustizia Paola Severino. Ora è in carica un altro governo e il Guardasigilli è Annamaria Cancellieri: cambia solo il nome del destinatario, non la sostanza dell'ipotesi di accusa. “Grazia e Giunta avevano presentato il loro esposto in previsione di quello che sarebbe successo - spiega l'avv. Terziari -. Il nostro esposto è stato invece presentato alla luce dei fatti nel frattempo avvenuti e di un provvedimento giudiziale, ovvero l'ordinanza del Tar dello scorso 6 dicembre.”
Veniamo prima alla luce dei fatti. L'esposto ripercorre i dati della “virtuosità erariale” del Tribunale bassanese - con 850mila euro di costi annui per lo Stato (affitti, personale ecc.) e 3 milioni e mezzo di ricavi annui, con un bilancio positivo di oltre 2 milioni e mezzo - e elenca l'ammontare degli investimenti pubblici per il completamento della Cittadella della Giustizia pari complessivamente a oltre 11 milioni e 823mila euro.
Il danno erariale viene ravvisato, rispettivamente, nell'“inagibilità” e nell'“incapienza” delle due sedi dell'accorpamento col Tribunale di Vicenza. Nella fattispecie, nell'inagibilità di fatto e nell'inidoneità della vecchia sede di Contrà Santa Corona - dove è stata trasferita la sezione civile -, con necessità di adeguamenti agli impianti e di lavori di manutenzione straordinaria (costo stimato: 6/7 milioni di euro) e nell'incapienza del nuovo immobile di Borgo Berga.
“La nuova sede di Borgo Berga non è sufficiente neppure per il solo Tribunale di Vicenza, come confermato anche dal Comune di Vicenza - osserva l'avv. Terziari -. L'incongruenza è dovuta al fatto che si prospetta la locazione di ulteriori spazi per gli uffici giudiziari negli immobili del complesso di Borgo Berga che sono proprietà di privati. A Bassano abbiamo quindi una Cittadella della Giustizia già consegnata e deserta, mentre a Vicenza il cittadino avrà l'ulteriore carico di pagare affitti a dei privati. Da qui il danno erariale emergente per gli ulteriori costi per l'Amministrazione giudiziaria.”
A questi elementi di valutazione si aggiunge la “chiave di volta” che ha fatto scattare la denuncia alla Corte dei Conti: e cioè l'ordinanza del Tar del Veneto del 6/12/2013, che richiede al Ministero della Giustizia (tempo di risposta: 30 giorni) di giustificare il funzionamento a mezzo servizio dell'accorpamento con Vicenza.
I giudici amministrativi chiedono infatti al Ministero di rendere conto “dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche” in base ai quali l'utilizzo dei locali del Tribunale di Bassano - come disposto dal decreto dello scorso 5 settembre del ministro Cancellieri - “sia stato limitato alla trattazione delle controversie in materia di lavoro, previdenza e assistenza obbligatorie e dei giudizi civili ordinari (...) pendenti alla data del 13 settembre 2013”.
Sempre il Tar ritiene “necessario accertare in che modo tale misura organizzativa, temporalmente limitata a due anni, realizzerebbe gli auspicati obiettivi di risparmio della spesa e di incremento dell'efficienza, stante la situazione di attuale inidoneità dell'edilizia giudiziaria dell'ufficio accorpante e la mancanza del reperimento di una soluzione logistica alternativa adeguata”.
Da qui i presupposti, per i firmatari dell'esposto, di “manifesto, grave e irreparabile danno erariale” che si evidenzia “da mancato guadagno per lo Stato a fronte di un Tribunale virtuoso”.
L'esposto Terziari-Merlo (e altri) rileva che “la riforma della geografia giudiziaria, decisa sotto il Governo Berlusconi con un risparmio preventivato di 50 milioni di euro, è stata attuata, sotto il successivo Governo Monti, dal Ministro Severino e, poi, realizzata dal Ministro Cancellieri con un risparmio che, ridimensionato a 20 milioni di euro, è ora da ritenersi concretamente ridotto a 17 milioni di euro.”
Se questi sono i numeri, il costo del solo accorpamento di Bassano con Vicenza - tra la spesa infruttuosa per la nuova Cittadella della Giustizia e il solo costo necessario all'adeguamento della vecchia sede di Contrà Santa Corona - si è già mangiato, e con gli interessi, il risparmio totale in preventivo.
Ce n'è quanto basta per sollecitare con motivate argomentazioni l'approfondimento dei giudici contabili. Sempre che ci sia la volontà di andare a fondo della questione in tempi ragionevolmente brevi, considerando il precedente in materia. Il primo esposto presentato alla Corte dei Conti sullo stesso argomento da Grazia e Giunta non ha infatti avuto ancora riscontro.
Ce lo conferma lo stesso Stefano Giunta, da noi interpellato questo pomeriggio, che alla nostra domanda su quale a tuttoggi sia l'esito della denuncia presentata un anno e tre mesi fa, risponde testualmente così: “Zero totale. Neanche una risposta, nè positiva nè negativa.”
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