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Elezioni politiche: i senatori uscenti del PD Rosanna Filippin e Giorgio Santini presentano la loro candidatura all'uninominale nel collegio di Bassano. “Lavoro fatto garanzia di concretezza, daremo voce al nostro territorio”
Pubblicato il 03 feb 2018
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Alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, rispetto al 2013 quando hanno staccato il biglietto per il parlamento, sarà diverso. Per Rosanna Filippin e Giorgio Santini, senatori uscenti del Partito Democratico eletti nel nostro collegio, si prospetta infatti la sfida diretta dell'uninominale con i competitor delle altre liste. Sia per la Filippin che questa volta corre per la Camera, che per Santini il quale aspira alla riconferma al Senato. Entrambi sempre per il PD nella coalizione di centrosinistra.
Col sistema uninominale - come abbiamo spiegato in un altro articolo - ogni simbolo di partito o di coalizione presenta, già stampato sulla scheda elettorale, il nome di un solo candidato. ll simbolo A (coalizione o partito) candida la persona A, il simbolo B la persona B, il simbolo C la persona C e via dicendo. È solo questa la parte della scheda sulla quale l'elettore deve esprimere il proprio consenso. Gli altri candidati, quelli inclusi nei listini corti del sistema plurinominale, non devono essere votati con un segno sul loro nome: fanno solo da contorno. Vince in quel collegio uninominale, e viene direttamente eletto, il candidato - tra A, B, C eccetera - che prende anche un solo voto in più degli altri. L'aritmetica pura del maggioritario secco.
Per cui, nel collegio uninominale Bassano 06, per ritornare a Roma Rosanna Filippin dovrà ottenere almeno una preferenza in più rispetto ai principali concorrenti diretti, che tanto per non fare nomi possono essere Germano Racchella della Lega, candidato della coalizione di centrodestra, oppure la duevillese Sabrina Fanton, candidata del M5S.
Rosanna Filippin e Giorgio Santini, candidati rispettivamente alla Camera e al Senato nel collegio uninominale di Bassano per il PD (foto Alessandro Tich)
Non dovesse eventualmente farcela a rientrare in parlamento dalla porta principale, può sempre sperare di rientrarci dalla finestra: la senatrice uscente è infatti inserita (al terzo posto) anche nel listino del plurinominale di Vicenza del PD, quello su cui non si devono fare segni, collegato invece a quel sistema proporzionale che distribuirà i seggi in parlamento in base ai voti complessivi ottenuti dal partito, a complicati calcoli su base nazionale e all'ordine di presentazione dei nomi nel listino.
Ma lasciamo stare in questa sede il plurinominale, perché rischiamo di fare confusione.
E concentriamoci invece su quella che sarà la vera partita da giocare: l'uninominale, inesorabile confronto testa a testa tra i candidati unici dei diversi simboli il cui motto potrebbe ben essere mors tua vita mea.
Più ristretta nel nostro collegio, almeno sulla carta, è la sfida uninominale per il Senato: Santini dovrà vedersela in particolare col candidato del centrodestra Niccolò Ghedini di Forza Italia, nome noto per vari motivi sul piano nazionale, la cui figura non è tuttavia l'oggetto di questo articolo. Perché oggi è appunto la giornata di Rosanna Filippin e Giorgio Santini, che iniziano da Bassano del Grappa la loro campagna elettorale con una conferenza stampa di presentazione ospitata al Caffè dei Libri.
A rompere il ghiaccio, nell'occasione, ci pensa il giovane vicesegretario provinciale del PD e assessore comunale a Thiene Andrea Zorzan.
“Il partito è tutto in campo rispetto a una campagna elettorale breve ma importante per il Paese e tutto il territorio - afferma -. Noi presentiamo una squadra radicata nel territorio. Chiediamo ai cittadini di valutare le presenze in aula dei nostri candidati e la loro capacità di rapportarsi con le Amministrazioni locali.” “È importante avere un interlocutore capace e competente, per garantire risultati positivi nei prossimi cinque anni così come abbiamo fatto in questi cinque anni - prosegue Zorzan -. Ai cittadini chiedo: prendete venti minuti del vostro tempo per studiare un po', pesare i candidati e valutarli non sulle sparate che si sentono ma sulla reale competenza.”
“Competenza” e “territorio”, del resto, sono tra le parole che maggiormente riecheggiano nel corso della conferenza stampa.
“Abbiamo scelto di iniziare la campagna elettorale a Bassano perché è il centro dei nostri due collegi - esordisce Rosanna Filippin -. Il mio collegio per la Camera, oltre al Bassanese, comprende anche i territori di Thiene e di Dueville mentre il collegio per il Senato si estende anche all'Alta Padovana. È un segno al territorio che saremo chiamati a rappresentare, se gli elettori ci daranno la loro fiducia.”
I due candidati, nonché senatori uscenti, mettono innanzitutto sul piatto il bilancio della loro obiettivamente cospicua attività parlamentare: oltre il 96% di presenze in aula e 33 disegni di legge presentati da relatrice per Rosanna Filippin, oltre il 98% di presenze in Senato per Giorgio Santini. E anche se non è l'oggetto di questo articolo, il raffronto con l'assenteista Ghedini (0,72% di presenze in Senato, secondo i dati openpolis) viene comunque sottolineato.
“Perché darci fiducia? Per il lavoro fatto in questi cinque anni. Nel 2013 - rimarca Filippin riferendosi alla maggioranza uscente di governo - abbiamo preso un Paese in seria difficoltà e lo abbiamo cambiato.”
Nell'occasione i due candidati PD presentano un prospetto, fatto tutto di segni “+”, relativo alla crescita dell'Italia nell'ultima legislatura: + 100 miliardi di Pil; + 1 milione di occupati; + 50 miliardi di export; + 50 miliardi di consumi; + 20 miliardi di investimenti.
Caspita: vivo quasi tutti i giorni in questo Paese, eppure non me ne ero accorto.
Ma è ancora la sen. Rosanna a chiarire: “L'Italia è a posto? No. Siamo “in percorso”, c'è ancora molto da fare e ci mettiamo a servizio della nostra comunità. Essere parlamentari vuol dire essere a servizio ed essere la voce di una comunità.” “Il nostro programma - aggiunge - presenta cento cose fatte e le cento cose da fare. Io voglio usare solo parole di verità, fare ciò che è realmente possibile fare e non una riga in più.”
Stuzzicata dai cronisti sulle questioni locali, la parlamentare uscente ammette che “il Tribunale della Pedemontana a Bassano si è scontrato contro un muro”.
Ma afferma che “si apre una nuova partita” e spera che nella nuova legislatura “ci siano le condizioni per ripensare la geografia giudiziaria ma anche per rafforzare il sistema giustizia nel suo complesso”. C'è poi l'aspetto dell'attenzione rivolta ai sindaci e agli amministratori locali, ricambiata dall'esplicito e caloroso endorsement per i due candidati pubblicamente espresso, nell'occasione dell'incontro stampa, dal vicesindaco di Bassano e uomo del PD Roberto Campagnolo.
“C'è la necessità di un rapporto concreto e continuo con gli amministratori comunali per chi ne deve rappresentare le istanze in parlamento - ribadisce Filippin -. Grazie all'attività del sindaco Poletto e di questa Amministrazione, Bassano è stata molto riconoscente al governo nazionale.” “Ho avuto l'onore - conclude - di essere tra le protagoniste di una stagione straordinaria per i diritti civili. Sono stata relatore della revisione completa del diritto di famiglia e su questa strada voglio continuare a lavorare. Il filo conduttore non è l'Italia del 2018, ma costruire quella che sarà l'Italia dei nostri figli e nipoti. Il nostro problema oggi è la denatalità. Figli e giovani: dobbiamo investire lì.”
Per il già sindacalista di lungo corso Giorgio Santini parole come lavoro, famiglia e impresa fanno parte di un unico pensiero.
“Abbiamo fatto in questa legislatura molti interventi e abbiamo contribuito a cambiare la direzione di questo Paese - conferma -. Da un'Italia in recessione nel 2012 abbiamo invertito rotta, dal 2015 in poi, con un trend positivo su tutti gli indicatori. Siamo la garanzia della prosecuzione di un programma in parte già realizzato, concentrandoci sul dare due risposte alle necessità del Paese: aiutare le persone e aiutare le famiglie.”
“C'è la ripresa - rileva il senatore uscente - ma, come confermato dal Censis, molte persone sono ancora scontente. C'è un rancore sociale per ferite profonde che nel nostro territorio sono state accentuate dalle vicende bancarie. Le ferite non si curano in un giorno e da queste parte il nostro programma.”
Potenziamento fino a 7 miliardi del Fondo per la povertà finalizzato al reddito d'inclusione per i meno abbienti; interventi mirati (con benefici per i figli a carico fino a 18 anni) per le famiglie; ulteriore riduzione contributiva per le imprese per favorire contratti di assunzione; incentivi per l'assistenza agli anziani sul modello francese: sono alcuni dei punti cardine del programma economico del Partito Democratico.
“Un nostro obiettivo è l'occupazione di qualità - dichiara Santini -. Oggi il paradosso veneto è che abbiamo i figli che vanno a vivere e a lavorare all'estero e settori economici che cercano profili professionali che non trovano. Il sistema di tassazione dovrà premiare le imprese che investono in qualità, assumono e formano i dipendenti. Agevolazioni da introdurre con azioni concrete e realizzabili.”
Una sottolineatura che nell'intervento di Santini non arriva a caso.
“Il Paese - afferma - ha il diritto di non credere a chi promette che abbasserà le tasse al 15%. È un'idea che non esiste nella possibilità materiale. Forza Italia e Lega, che la propongono, sono i partiti che hanno votato la revisione della Costituzione che afferma che “qualsiasi riduzione d'imposta deve essere prima coperta e poi realizzata”. Una drastica riduzione delle tasse può essere attuata solo con l'aumento delle entrate e cioè l'aumento dell'Iva e delle accise.”
“Nel 2001 - prosegue - il centrodestra aveva promesso la stessa cosa, con due aliquote al 33 e al 23%. Ha governato per nove anni e non solo questa cosa non l'ha fatta, ma non ha neanche provato a realizzarla.”
“La garanzia delle cose che facciamo - ribadiscono in conclusione Filippin e Santini - è che le abbiamo già iniziate a fare. A chi pensa di rispondere con il “non voto” diciamo che il modo migliore per risolvere i problemi è quello di dare fiducia a una politica che parla con i fatti e non solo con le promesse.”
È quello che i due candidati del Partito Democratico all'uninominale dovranno saper ben spiegare ai cittadini, nel territorio del loro collegio, in questo mese di campagna elettorale verso il voto del 4 marzo. Il cui esito non è per nulla scontato, con un sistema di voto dove il nome del candidato unico può essere persino più influente, in termini di consenso, del partito che rappresenta. “Alla fine - anticipa Rosanna Filippin - comunque festeggeremo.”
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