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Redazione
Bassanonet.it
L'uomo delle NeVi
L'amministrazione Pavan incarica il comandante Giovanni Scarpellini di valutare la fattibilità di trasferire la Polizia locale dal Comune di Bassano all'Unione Montana, che a sua volta verrebbe trasferita a Bassano
Pubblicato il 22-11-2019
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Siccome oggi qualcuno mi ha detto che scrivo troppo male dell'amministrazione comunale, faccio eccezionalmente uno strappo alla regola e inizio con qualcosa di positivo.
Il comandante Giovanni Scarpellini, a cui l'amministrazione di Bassano del Grappa ha affidato l'incarico che è l'oggetto di questo articolo, è veramente un'ottima scelta.
Chi vi scrive lo conosce per lavoro da molti anni e posso assicurare che il suo curriculum e le sua capacità professionali, per esperienza e competenza nel settore della Polizia locale, sono di assoluto rilievo. Sul perché il già comandante di quella che fu la Polizia locale intercomunale di Thiene abbia messo piede a Bassano, però, mi soffermerò tra pochissimo. Scarpellini (una laurea in Scienze dell'Amministrazione e una laurea in Giurisprudenza) è attualmente il direttore della Polizia locale del Consorzio di Polizia locale NeVi, e cioè Nordest Vicentino di Thiene, e del Consorzio di Polizia locale Alto Vicentino di Schio. Bilaureato quindi, ma anche bicomandante. Ma siccome il vecchio proverbio dice che non c'è due senza tre, ecco che l'ampiamente annunciato incarico conferitogli dal Comune di Bassano viene reso ufficialmente noto oggi con una conferenza stampa convocata in municipio dal sindaco Elena Pavan.
Il comandante Giovanni Scarpellini (foto Alessandro Tich)
Per l'occasione interviene anche lo stato maggiore dell'Unione Montana del Brenta: il presidente ed ex sindaco di Pove del Grappa Orio Mocellin, il sindaco di Valbrenta Luca Ferazzoli, il sindaco di Solagna Stefano Bertoncello e il sindaco di Pove del Grappa Francesco Dalmonte. Vista la tematica dell'incontro con la stampa, brilla invece per la sua assenza - a mio modo di vedere - l'assessore bassanese alla Sicurezza (Polizia locale) Tamara Bizzotto. Ma questa defezione, a ben vedere, ha una sua logica.
Perché se l'operazione che parte ufficialmente da oggi andrà in porto, a Bassano l'assessorato comunale alla Polizia locale è destinato a sparire. A Scarpellini il governo cittadino ha dato infatti l'incarico “esplorativo” di studiare la fattibilità del piano che l'amministrazione Pavan ha in mente: trasferire la funzione della Polizia locale dal Comune di Bassano a quella che oggi si chiama Unione Montana del Brenta e che domani si chiamerà Unione Montana del Bassanese. In altre e più schiette parole, “liberarsi” dei vigili e metterli ad operare sotto un nuovo datore di lavoro.
Quello che ne verrebbe fuori è un Comando sovracomunale che coinvolgerà i Comuni di Bassano del Grappa, Pove del Grappa, Solagna e Valbrenta e che sarà incardinato nell'Unione Montana. La quale verrebbe a sua volta trasferita dalla lontana Carpané di San Nazario a Bassano del Grappa, in sede da definirsi ma che potrebbe anche essere l'attuale sede della Polizia locale di via Vittorelli.
Il bicomandante dei vigili dei comprensori di Thiene e di Schio dovrà per l'appunto analizzare preliminarmente la fattibilità del progetto, sia in termini di efficienza del servizio, sia con riferimento ai costi di gestione. Il suo operato non costerà un centesimo alle casse pubbliche: l'incarico, della durata di 6 mesi, è difatti gratuito. Inoltre non sarà lui il “comandante” della Polizia locale bassanese, ruolo che in questo semestre continuerà ad essere svolto dal comandante facente funzioni Maurizio Zuliani.
Per il sindaco di Bassano Elena Pavan “la presenza sul territorio bassanese di un Comando sovracomunale porterebbe con sé indiscutibili vantaggi come l'autonomia gestionale e assunzionale”. “Potremmo garantire una maggiore copertura e un maggiore controllo del territorio bassanese e aumentare anche il numero degli agenti in servizio, assieme ai 6 nuovi vigili che verranno assunti solo a Bassano nel 2020. Senza contare che che, mantenendo la forma dell'Unione, avremmo ancora accesso ai fondi di confine.”
Ma la Pavan pensa ancora più in lungo e più in largo: “I Comuni vicini potranno aderire a questo progetto, tramite convenzioni, in base alle loro concrete esigenze.”
E sottolinea che “il dottor Scarpellini ha dimostrato in maniera concreta di saper fare quello che noi vogliamo per Bassano”.
Plaudono i rappresentanti dell'Unione Montana, a cominciare dal presidente Mocellin.
“Per noi è una buona opportunità - afferma il sindaco di Solagna Bertoncello -. Solagna non può disporre di vigili propri, abbiamo bisogno di un servizio trasparente che ci dia possibilità di sapere in anticipo cosa spendere e cosa si può spendere.”
“É un periodo che ci stiamo lavorando - dichiara il sindaco di Pove del Grappa Dalmonte - per portare di qua non un copia-incolla di quello che c'è già altrove, ma un format che sarà adeguato a questo territorio.”
Chi si spinge oltre gli orizzonti dell'Universo è il sindaco di Valbrenta Ferazzoli.
“Io considero questo un passaggio epocale per la politica bassanese e per lo sviluppo del territorio bassanese - afferma -. Si è sempre parlato di “Grande Bassano” e questa è la strada per realizzarla. Trasferire l'Unione Montana del Bassanese a Bassano significa l'istituzione di un ente locale di riferimento per lo sviluppo del territorio bassanese.”
“Il trasferimento della Polizia locale all'Unione Montana - aggiunge Ferazzoli che della stessa, e già Comunità Montana, è stato per dieci anni presidente - è la pre-condizione per altri sviluppi futuri di questo ente di 2° livello e la premessa per altri temi come può essere la Protezione Civile o, per quanto mi riguarda, anche lo sviluppo del Turismo.”
Sono parole che decretano la rinascita, in stile Araba Fenice, dell'Unione Montana del Brenta nonché futura Unione Montana del Bassanese da quelle che dovevano essere le sue stesse ceneri. Non più tardi dello scorso agosto il presidente Orio Mocellin aveva scritto una lettera alla Regione Veneto con la formale richiesta di scioglimento dell'Unione Montana e della nomina di un Commissario liquidatore.
La richiesta era motivata dal fatto che, tra le altre cose, “oggi l'ente rappresenta un costo non giustificato per la finanza pubblica e per i contribuenti del territorio, in assenza dell'offerta di servizi, assunti in carico ai Comuni”. Un carrozzone inutile insomma, come si diceva in altri tempi. L'avvio della procedura di scioglimento dell'ente era stata inoltre deliberata dai consigli comunali di Valbrenta e di Solagna e anche i Comuni di Pove del Grappa e Bassano del Grappa, tramite i propri rappresentanti nel consiglio dell'Unione, avevano assentito allo scioglimento della medesima. Ora invece, con un triplo salto carpiato rovesciato, l'Unione non viene solo liquidata, ma diventa anzi la pre-condizione della “Grande Bassano”.
“La Legge Regionale - risponde il presidente Mocellin a una mia domanda sull'esito di quella richiesta del mese di agosto - prevede che le Unioni Montane restino in piedi.”
Quella che era diventata una “scatola svuotata” si è trasformata quindi in una scatola pronta ad accogliere il personale della Polizia locale e a dare di conseguenza una rinnovata giustificazione alla propria esistenza. Nei tempi d'oro le Unioni Montane, che sono “creature” della Regione Veneto, venivano lautamente finanziate dalla Regione stessa.
Ora però non è più così. Dovessero rivelarsi insufficienti le risorse regionali per la copertura dei costi del Comando sovracomunale, toccherà ai Comuni dell'Unione aprire i cordoni della borsa.
E Scarpellini? Riguardo al suo incarico il comandante dice poche ma concrete parole, come è consono allo stile di un professionista operativo.
“Sono onorato dell'incarico, margine di manovra ce n'è e ce la metterò tutta - esordisce così in conferenza stampa -. La prima cosa che farò sarà sentire le rappresentanze sindacali, i colleghi e il comandante facente funzioni per vedere assieme come possa svilupparsi un servizio adeguato a nuove funzioni.”
Dal punto di vista operativo, l'incarico a Bassano non provocherà sovrapposizioni con l'attività di comandante dei due Consorzi di Polizia locale di Thiene e di Schio.
“Si sono create due strutture che sono in grado di camminare con le proprie gambe, a Thiene prima e a Schio dopo - spiega -. La presenza del comandante è indispensabile ma non deve essere necessariamente continua. L'intendimento è di creare anche qui una struttura che funzioni e che sia in grado di camminare da sola.”
E così, egregi lettori, il comandante Giovanni Scarpellini compirà uno studio di fattibilità sul Comando sovracomunale della Polizia locale, che trasferirà le competenze e le funzioni in seno a quella che si chiamerà Unione Montana del Bassanese. Mentre a 2-300 metri dall'attuale Comando della Polizia locale, e cioè al Museo Civico, l'appaltatrice esterna ed ex direttore Chiara Casarin sta compiendo uno studio di fattibilità relativo al “convenzionamento con altri gestori di musei o beni culturali in chiave di valorizzazione congiunta del patrimonio culturale e direzione artistica delle attività museali”.
Urge pertanto modificare l'altro vecchio proverbio: tra il dire e il fare c'è di mezzo il fattibile.
Dunque i vigili di Bassano del Grappa sono in predicato di diventare virtualmente un Corpo di montagna e colui il quale stabilirà se e in quale modo ciò risulterà possibile sarà l'uomo delle NeVi.
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