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“Su Marte le condizioni ideali per impiantare l'asparago”

Parla il prof. Goldstein, responsabile del progetto “Phoenix” della NASA. “Ma le attuali convenzioni vietano l'innesto di prodotti organici nei suoli extraterrestri”

Pubblicato il 20 mar 2009
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“Holy cow!”. Letteralmente: “Santa mucca!”. E' il modo texano per dire “Mamma mia!” ed è la frase urlata dai tecnici del centro di controllo della missione “Phoenix” della NASA quando - sotto la sonda “Phoenix Mars Lander” atterrata sul Pianeta Rosso il 25 maggio 2008 - è comparso del materiale di colore bianco. I propulsori della sonda, durante l'atterraggio, avevano spostato la sabbia sottostante facendo affiorare quello che poi, a una successiva analisi, è risultato essere ghiaccio.
E' stato uno dei momenti più emozionanti della missione spaziale che ha esplorato la composizione del suolo marziano: a raccontarlo - al folto pubblico intervenuto all'inaugurazione della rassegna “Asparagi e Vespaiolo” alle “Bolle” di Nardini - il prof. Barry G. Goldstein, responsabile del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e della missione “Phoenix Mars Lander”.
Le foto e le analisi della sonda Phoenix hanno confermato la presenza di ghiaccio, e quindi di acqua, su Marte soprattutto in corrispondenza dei Poli e con grandi differenze tra l'inverno e l'estate marziana. Alcuni pezzi di ghiaccio emersi dagli scavi della sonda sono successivamente evaporati per effetto della luce solare e nella “notte” marziana - ha spiegato Goldstein - si è formata anche la brina.

Il prof. Barry G. Goldstein della NASA riceve dal presidente Bizzotto i semi di asparago da piantare su Marte

L'acqua su Marte ha dunque un suo ciclo e il terreno, come risultato dalle analisi, ha una bassa acidità: tale da permettere - a prescindere dalle condizioni ambientali - la coltivazione di prodotti terrestri tipici dei terreni alcalini, “primo fra tutti l'asparago”.
Il prof. Goldstein, affabile e sorridente, ha accettato con divertito interesse l'omaggio del presidente dell'Associazione per la Tutela dell'Asparago Piergiorgio Bizzotto: una boccetta di semi di asparago di Bassano da piantare nel suolo marziano. Ma conversando coi giornalisti, ha specificato che “l'innesto o l'impianto di materie organiche nel suolo di Marte e degli altri pianeti non sono consentiti dalle attuali convenzioni internazionali”.
Ma l'operazione “Asparagi su Marte”, promossa dai Ristoratori Bassanesi, è intanto partita.
E fino al 2030, anno previsto per la prima missione umana sul Pianeta Rosso, molte cose possono ancora succedere.

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