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Politica

Formato famiglia

A Tezze sul Brenta Romano Bordignon si candida a sindaco con la lista “Civica per Tezze”. “Dopo dieci anni di deserto è giusto dare una prospettiva diversa alle famiglie e alle nuove generazioni”

Pubblicato il 25 apr 2019
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“Dopo dieci anni di deserto è giusto dare una prospettiva diversa alle nuove generazioni. Al centro delle scelte dell'Amministrazione devono esserci delle politiche famigliari che facciano respirare le famiglie, perché tutto passa attraverso questa agenzia educativa.”
In queste affermazioni è condensato tutto il pensiero, applicabile alla gestione della cosa pubblica, di Romano Bordignon.
Bordignon, classe 1972, nato e cresciuto a Belvedere, sposato con Chiara e padre di tre figli, è il candidato sindaco della lista “Civica per Tezze” che si presenta alle elezioni comunali di Tezze sul Brenta. Si tratta di un volto nuovo nella scena politico-amministrativa tedarota, la cui principale caratteristica, come sottolinea un comunicato di presentazione dell'aspirante primo cittadino, è quella di essere “slegato dalle tradizionali logiche di partito ed equilibri di potere”. Responsabile amministrativo di una SpA di Vicenza, Bordignon vanta un consistente curriculum nel mondo delle cooperative e dell'associazionismo. È tra i fondatori della cooperativa sociale Rosa Mistica di Belvedere di Tezze che gestisce tre scuole dell'infanzia, una in loco e le altre due in Friuli a Udine e a Cormons. Fa parte della Associazione Famiglie Italiane, attiva nella promozione di una più efficace presenza sociale e politica della famiglia. Tra le altre cose, sempre nel campo del volontariato, è stato animatore in parrocchia per l'Azione Cattolica.

Il candidato sindaco della lista 'Civica per Tezze' Romano Bordignon (foto Alessandro Tich)

Insomma: un candidato sindaco formato famiglia. La sua visione è infatti “fortemente orientata ad una politica amministrativa attenta alle necessità della famiglia e orientata ai servizi per il cittadino, soprattutto per le fasce più deboli come bambini e anziani”.
E non lo dice per calcolo elettorale o per partito preso. “Sono tutti contenuti - afferma - che vengono dalla mia persona.” “Il filo conduttore della nostra proposta - spiega il candidato sindaco - è un progetto alternativo all'Amministrazione comunale degli ultimi dieci anni, che parte dalle esigenze del territorio. Parte anche dalle esperienze associative: stile, sistemi e metodi da importare nella Pubblica Amministrazione.”
“È anche una proposta di innovazione - aggiunge -. I progetti a spot non servono a nulla, non danno continuità alla politica nel territorio. Bisogna pertanto raccogliere le esigenze del territorio e dei cittadini, degli enti e delle associazioni, con cui dobbiamo instaurare una collaborazione diretta. In questo modo si fanno, e vanno poi monitorati, i progetti che la gente vuole. Se la gente sente “suo” un progetto, questo va a buon fine e costa anche meno.” Tra le novità della proposta della “Civica per Tezze” c'è anche la creazione del cosiddetto “fattore famiglie”: un nuovo indicatore economico-sociale, diverso dall'Isee, elaborato attraverso le informazioni raccolte dall'Amministrazione “per calibrare meglio le necessità e gli aiuti alle famiglie”. Il risultato è un “sistema di amministrazione strutturale” che risponde a queste necessità in modo regolare e non occasionale.
Tra le altre linee guida della civica: l'ascolto e la partecipazione attiva della cittadinanza “per un'amministrazione condivisa e non imposta”; la protezione dell'ambiente e della salute pubblica nel nostro territorio; la garanzia di sicurezza, pubblica e privata, e il rispetto delle leggi; il sostegno alle imprese.
I 16 candidati consiglieri di “Civica per Tezze”, 6 donne e 10 uomini, rappresentano “un gruppo di persone caratterizzato da una pluralità di competenze ed esperienze lavorative e sociali” nonché “un gruppo rappresentativo dell'intero Comune per genere, età, professione e frazione di provenienza”.
“Mi presento con spirito di servizio, come quello dell'associazionismo e volontariato - sottolinea Romano Bordignon -. Dico “no” alla politica come potere o mestiere per essere più libero di dire “no” per il bene della popolazione.”

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