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È una tanto sostanziosa quanto pesante pizza al taglio quella che si tra cucinando in questi giorni e in queste ore sul futuro dei reparti e delle dotazioni dell'Ospedale di Bassano del Grappa. La questione, che necessita della massima attenzione, riguarda per l'appunto i tagli al nosocomio cittadino che potrebbero concretizzarsi nelle nuove schede ospedaliere della programmazione sanitaria quinquennale della Regione Veneto, il cui governo e maggioranza sono a trazione leghista. Occhi puntati in particolare sul destino di Oncologia, Emodinamica h24 e Psichiatria.
C'è poi la riduzione dei posti letto del San Bassiano, che dovrebbero passare da 402 a 368. Usiamo ancora i verbi al condizionale perché questa è ancora una “fase interlocutoria” (assessore Lanzarin dixit) e le nuove schede ospedaliere, approvate dalla giunta Zaia lo scorso 13 marzo, dovranno passare adesso al vaglio e all'approvazione definitiva del consiglio regionale.
Intanto la questione entra a gamba tesa nel periodo politicamente sensibile che precede il voto amministrativo e la pizza in questione è rappresentata dal tourbillon di dichiarazioni politiche che si susseguono sull'argomento.
Oggi i due consiglieri regionali di sinistra Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica AMP - Alessandra Moretti Presidente) hanno diffuso una nota alle redazioni. “Nelle schede ospedaliere approvate nei giorni scorsi dalla Giunta Zaia - dichiarano Ruzzante e Guarda - è prevista una riduzione dei posti letto da 402 a 368. Inoltre l'oncologia viene trasformata in unità semplice e per l'emodinamica h24 è “giallo”, nel senso che pare sia destinata a sparire. Di fronte a questi dati viene da chiedersi: qual è l'obiettivo della Giunta Zaia per il futuro del San Bassiano? Siamo di fronte ad un graduale impoverimento dei servizi.” “Sulle schede ospedaliere - aggiungono - non si tratta di fare allarmismo, ma di capire perché la Giunta Zaia vuole trasformare l'oncologia in unità semplice e vuole tagliare l'emodinamica h24.”
E ancora secondo Ruzzante e Guarda “l'ospedale di Bassano rischia di pagare lo scotto, come altre realtà della nostra regione, di una politica apertamente favorevole alla privatizzazione del sistema sanitario”.
Prende posizione anche il capogruppo del PD in consiglio regionale Stefano Fracasso: "Le proposte di schede ospedaliere stanno provocando ovunque reazioni negative a testimonianza del fatto che la Regione non fa conto della carenza di medici finendo per promettere reparti da una parte e dall'altra, che poi però si rivelano dei contenitori vuoti.” “Zaia e la Lega - prosegue Fracasso - devono dire la verità ai cittadini: ci sono tagli visibili e invisibili nei servizi ospedalieri e territoriali mentre la carenza di personale fa fuggire verso il privato sia i cittadini, perché le liste d'attesa si allungano, sia gli stessi medici che si trovano a operare in condizioni inaccettabili. Gli appelli che si alzano da Bassano, così come da altre parti del Veneto, contro i tagli di reparti e la mancanza di servizi territoriali vanno attentamente ascoltati perché sono il segno di un sistema che non sta funzionando.” Qui centrosinistra, a voi centrodestra.
Sabato scorso l'assessore regionale alla Sanità in quota Lega Manuela Lanzarin - che tra l'altro è di Rosà ed è quindi un esponente politico “de noialtri” -, intervenendo sulle polemiche immediatamente scoppiate sui destini del San Bassiano era arrivata a dichiarare, in un comunicato trasmesso alle redazioni, che “con la salute non si scherza”. Per l'assessore regionale “non è assolutamente vero che non sono aperti spiragli sul futuro dell’ospedale San Bassiano, direi piuttosto che è esattamente vero il contrario”. Nell'annunciare di avere concordato un incontro con il Comitato dei Sindaci del territorio, la Lanzarin ha affermato che “siamo in una fase interlocutoria che prevede di sentire tutte le parti” e che la Regione sta “raccogliendo tutte le informazioni” che poi “verranno attentamente valutate e discusse in Quinta Commissione”. “Vorrei rassicurare, quindi, tutti quanti - ha concluso Lanzarin - che parlare di tagli è del tutto inopportuno e allarmistico.”
Le ha fatto eco l'Azienda Ulss 7 Pedemontana, che in quanto emanazione della Regione Veneto non può che concordare con le rassicurazioni che arrivano da Venezia.
Riguardo in particolare a Oncologia, la direzione aziendale “smentisce categoricamente qualsiasi ipotesi di chiusura del reparto al San Bassiano, dove al contrario negli ultimi anni sono stati avviati importanti progetti migliorativi della qualità e uniformità dei percorsi assistenziali”. “Voglio inoltre garantire - ha dichiarato il commissario dell'Ulss 7 Bortolo Simoni sempre in merito alla Struttura di Oncologia - che non c'è stato e non ci sarà in futuro alcun trasferimento di medici né di altro personale, né tanto meno di pazienti, dalla sede di Bassano a quella di Santorso.” E Emodinamica h24, servizio fondamentale per gli eventi acuti nei pazienti cardiologici, e i tagli ai posti letto e al reparto di Psichiatria? The answer, my friend, is blowin' in the Ulss.
E mentre a Bassano il candidato sindaco del centrosinistra Angelo Vernillo ha promosso una raccolta firme online, sul portale change.org, intitolata “L'ospedale San Bassiano non si taglia”, il suo competitor Elena Pavan, candidato sindaco del centrodestra, dichiara oggi con un comunicato su Facebook: “Già al lavoro per trovare soluzione all’Ospedale. Il Centrosinistra fa solo propaganda”. “Sull’Ospedale - afferma l'aspirante primo cittadino della Lega - il Comune doveva vigilare ed attivarsi ben prima che arrivassero i tagli di cui si parla in questi giorni.” “È evidente - continua Pavan - che l’insignificanza della rappresentanza politica cittadina ha determinato questo risultato, ora sull’Ospedale si cercherà di attribuire alla Regione ogni responsabilità, ma sappiamo tutti che normalmente le scelte si negoziano con i Sindaci, quando questi ultimi si fanno sentire e sono veri interlocutori. A Santorso i sindaci lo hanno fatto, a Bassano no.”
“Il centrosinistra - aggiunge - ha inanellato un insuccesso dietro l’altro e il candidato Vernillo, assessore della Giunta Poletto, non era su un altro pianeta mentre la città perdeva la sua importanza nel contesto territoriale. Raccogliamo, purtroppo, i risultati di ciò che non è stato fatto e dovremo riportare noi Bassano al ruolo centrale che ha sempre avuto dopo il grigio isolamento di questi anni.” Elena Pavan riferisce di essere “già attiva nel rapporto con l’assessore alla Sanità Lanzarin che ha a cuore, come noi, il futuro del nostro nosocomio e non abbiamo intenzione di mollare”.
“I colleghi della maggioranza uscente - è ancora un passo dell'intervento del candidato sindaco di centrodestra - raccolgano le firme, purché non sia l’ennesima operazione di facciata per mascherare l’incapacità di prendere decisioni e lanciare iniziative di governo.”
Per il momento, egregi lettori, mi fermo qui. Altrimenti la pizza al taglio rischia di bruciarsi.
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