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Bando alle discussioni
Il Comune di Bassano lancia il secondo bando “Nuova Impresa” a favore di attività e negozi di nuova apertura in centro storico. Con scaramuccia finale in conferenza stampa tra il presidente di Confartigianato Venzo e l'assessore Busnelli
Pubblicato il 28 lug 2017
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Niente armerie, materiale esplosivo, sale giochi o sale scommesse, attività di massaggi e articoli per adulti. E ci mancherebbe altro. Ma anche niente banche e finanziarie, i cui prodotti a volte possono far male come quelli delle armerie.
Semaforo rosso pure per tabacchi e farmacie, strutture ricettive, compro oro e simili, sigarette elettroniche, attività di intermediazione mobiliare e immobiliare.
Nulla da fare anche per agenzie interinali, assicurazioni, distributori automatici, ambulatori medici, associazioni, patronati e call center. Porte chiuse, inoltre, per quelle che burocraticamente vengono indicate come “attività di somministrazioni di alimenti e bevande per il consumo sul posto” e che in lingua italiana si chiamano bar e ristoranti.
Nel punteggio del bando, priorità ai nuovi negozi di generi alimentari (foto Alessandro Tich
Di pubblici esercizi, nell'area urbana considerata, ce ne sono già fin troppi.
È corposo e articolato l'elenco delle attività escluse dal secondo bando “Nuova Impresa” promosso dall'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa per l'erogazione di contributi a favore di attività commerciali e artigianali di nuova apertura in centro storico. Ovvero nel cosiddetto “Centro Storico di Pregio”, ricadente nella zona della “Città antica”, di Borgo Angarano e di Borgo Leon (l'odierna via Beata Giovanna).
Un incentivo per richiamare gli imprenditori a investire nel salotto cittadino per aprire negozi e botteghe soprattutto nei settori economici e merceologici che in centro storico risultano essere meno presenti. Quali sono? È presto detto. Basta vedere i punteggi previsti dal bando: a partire avvantaggiate sono le attività del settore del commercio di generi alimentari e del settore artigianato alimentare, servizi alla persona e artigianato non alimentare.
Prioritarie in graduatoria saranno inoltre le attività insediate in aree del centro storico “particolarmente necessarie di rivitalizzazione per scarsità di attività presenti o presenza di numerosi locali sfitti”. Con particolare riguardo alle attività di impresa giovanile, in cui almeno la metà dei soci devono avere un'età compresa fra i 18 e i 35 anni.
In pole position, infine, le nuove imprese che non abbiano operato prima del 1 luglio 2017 e le imprese già esistenti che si spostano in centro storico con nuova apertura o con trasferimento di attività sempre dallo scorso 1 luglio.
Sono alcuni dei requisiti del bando che viene presentato in conferenza stampa dall'assessore comunale alle Attività economiche Maria Cristina Busnelli, affiancata da alcuni rappresentanti dei partner istituzionali del bando medesimo: Camera di Commercio di Vicenza, Bassano Banca Credito Cooperativo e i mandamenti o sedi di Bassano di Confcommercio, Confesercenti, CNA e Confartigianato.
Esattamente come l'anno scorso, la cosa funziona così: il bando mette a disposizione 20mila euro complessivi stanziati dal Comune di Bassano per l'erogazione di cinque linee contributive, in conto capitale e a fondo perduto, a sostegno di altrettante attività coi requisiti richiesti che si insediano in centro storico.
4000 euro a testa a parziale copertura delle spese di inizio attività ammissibili a contributo (adeguamento dell'immobile e impianti tecnologici; acquisto di impianti, macchinari e attrezzature; misure per la sicurezza; abbattimento barriere architettoniche ecc.) Dal canto suo, Bassano Banca assicurerà ai beneficiari del contributo un ulteriore finanziamento chirografario di 6000 euro. Infine la Camera di Commercio e l'associazione di categoria di riferimento dell'attività beneficiaria forniranno consulenze gratuite o a costo agevolato per tutte le incombenze burocratiche e amministrative correlate al negozio, bottega o laboratorio da avviare o da trasferire a nuova sede in centro storico.
La data di inizio attività non deve essere in ogni caso antecedente al 1 gennaio 2017.
Rispetto al bando 2016, comunque, ci sono anche due novità.
La prima è costituita dal protrarsi della scadenza per presentare la domanda all'ufficio protocollo del Comune, fissata quest'anno alle ore 12.15 di venerdì 29 settembre.
La seconda è l'indicazione - valida anche nel bando 2016, nel quale però non era chiaramente specificata - dell'esclusione delle domande di chi vuole trasferire la propria attività da una via del centro storico all'altra. Chi “trasloca” con la propria impresa già esistente deve arrivare da fuori.
Ciliegina finale: alle ditte beneficiarie sarà anche concesso il patrocinio dell'Amministrazione comunale per le iniziative di promozione dell'inizio attività, con il logo del Comune che potrà essere utilizzato nel materiale promozionale.
Basteranno tutti questi benefit a richiamare l'interesse e l'attenzione dei potenziali nuovi titolari di “negozi di vicinato” in centro storico? Staremo a vedere. Investire in centro a Bassano - per vari e noti aspetti, tra i quali non di certo secondari sono gli affitti dei locali - di questi tempi è sempre e comunque una sfida per animi coraggiosi.
Prova ne sia il bando 2016, la cui risposta in termini di partecipanti non ha propriamente corrisposto a un assalto alla diligenza. Per cinque posti a disposizione, infatti, di candidati se ne sono presentati solamente sei. Di questi, due sono stati esclusi perché già presenti con la loro attività in centro e alla fine i beneficiari del contributo sono stati quattro, tuttora comunque (fortunatamente) attivi. Pochi ma buoni, verrebbe da dire.
E lo stesso assessore Busnelli, a fronte del consistente pool di istituzioni e categorie impegnato a sostenere altre nuove cinque potenziali attività imprenditoriali, cita il noto proverbio africano: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.
Ma c'è qualcuno, nel villaggio, che rompe all'improvviso le uova nel paniere.
È un particolarmente inviperito presidente mandamentale di Confartigianato Sandro Venzo, che proprio alla fine della conferenza stampa in municipio - pochi minuti dopo il suo arrivo in ampio ritardo e quando l'orologio del Ferracina sta per battere ormai l'una - fa sentire i suoi personali rintocchi all'assessore Busnelli.
Spezzando il clima deamicisiano che fino a quel momento aveva contraddistinto gli interventi dei relatori e riferendosi “ai tanti incontri” già tenuti tra il tavolo delle categorie economiche e il Comune per concordare iniziative condivise a sostegno dell'economia cittadina, Venzo punta il dito sui “6 o 7 milioni di avanzo del bilancio comunale”, ritenendo la cosa inconcepibile. Ma Cristina Busnelli non è una da farsi mettere i piedi sulla testa e replica che “il bilancio di un Comune non è una cosa così semplice come sembra”, rispedendo la critica osservazione al mittente.
Venzo poi rilancia con un'altra venzata, rimarcando che “se un imprenditore sbaglia, paga e se un politico sbaglia, resta invece al suo posto”. Pronta la controreplica della Busnelli: “Qualche imprenditore paga, qualche altro non paga per niente.”
È il battibecco conclusivo che ci dà la conferma dell'unico bando che non potrà mai e poi mai essere indetto a Bassano del Grappa: bando alle discussioni.
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