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Le Colonne d'Ercole
SFMR: siglato in Regione l'accordo che sblocca progetti e cantieri del quadrilatero centrale della metropolitana regionale di superficie del Veneto. Bassano esclusa: gli interventi per il momento arrivano fino a Castelfranco Veneto
Pubblicato il 06 dic 2016
Visto 3.958 volte
Le Colonne d'Ercole, nel mondo antico, erano il limite estremo del mondo conosciuto. Oggi possono idealmente rappresentare il limite estremo di un mondo che aspira a progredire a una certa velocità di sviluppo.
Un limite che, per noi bassanesi, è collocato a una ventina di chilometri di distanza: e cioè a Castelfranco Veneto.
Fino a qui e non oltre, infatti, arriva la “prima fase” dell'annoso progetto del SFMR: il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, che prevede l'attivazione nel Veneto di un servizio ferroviario suburbano ad elevata frequenza, con orario cadenzato dei treni (ogni 15/30 minuti) sulle tratte ferroviarie in progetto o già realizzate.
La sigla dell'atto risolutivo a Palazzo Balbi a Venezia
La notizia di oggi è che è stato finalmente siglato un “trattato di pace” - con la sigla a palazzo Balbi a Venezia, sede della giunta regionale del Veneto, di un apposito atto risolutivo - tra la Regione stessa e la società di progettazione Net Engineering di Monselice (Pd) proprio sul tema della metropolitana di superficie. Con la firma apposta dall’assessore regionale Elisa De Berti, dal segretario generale della Regione Veneto Ilaria Bramezza e dall’amministratore delegato di Net Engineering, Silvia Furlan - alla presenza del fondatore della Net Engineering ingegner Giovan Battista Furlan, dei vertici della Direzione infrastrutture e dei legali dei due enti - si chiude un contenzioso in atto da 18 anni per la realizzazione del “metrò” del Veneto centrale.
E si sbloccano di conseguenza progetti e cantieri per completare il quadrilatero ferroviario che dovrà fare da perno ad un servizio ferroviario veloce e ad alta frequenza esteso all’intero territorio regionale.
L’atto di risoluzione, deliberato dalla giunta regionale il 29 novembre scorso, sancisce in modo consensuale la rinuncia ad ogni indennizzo da parte di Net Engineering in cambio dell’assegnazione di 28,5 milioni di euro per il triennio 2017-2019 per progettare gli interventi necessari alla realizzazione della rete metropolitana, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di investimenti. L’accordo dettaglia cronoprogramma dei progetti e reciproci impegni e vincoli, monitorati da verifiche trimestrali bilaterali.
L'accordo consente di superare le criticità che avevano paralizzato la realizzazione del Servizio ferroviario metropolitano del Veneto e di mettere in cantiere, secondo un serrato ed impegnativo percorso concordato tra le parti, progetti definitivi - già cantierabili e da consegnare a Rfi - per l’eliminazione di 22 passaggi a livello, il raddoppio ferroviario di 30 chilometri di binari e la realizzazione delle ‘cuciture’ mancanti per completare il quadrilatero ferroviario.
In particolare, la progettazione verterà sulla soppressione di due passaggi a livello a Mestre in via Gazzera, due in comune di Montebelluna e altri nei comuni di Loreggia, Mira, Noale, Piombino Dese, Resana, Castelfranco, Salzano, Vedelago, Quinto di Treviso, Paese, Treviso, Roncade, Monselice, Castello di Godego.
L’accordo prevede inoltre la progettazione per il ripristino della Linea dei Bivi, che consentirà di risolvere lo snodo di Mestre, e circa 30 km di raddoppi ferroviari, che interesseranno la tratta Padova - Vigodarzere, con un nuovo ponte sul Brenta, e la tratta Maerne - Castelfranco.
La copertura finanziaria per le progettazioni sarà garantita integralmente con risorse regionali, mentre per realizzare gli interventi entreranno in gioco i contributi ministeriali ex lege n. 211/92, i fondi di competenza di RFI Spa e i fondi strutturali Sviluppo e Coesione.
E Bassano del Grappa? Per vedere la nostra città inserita nella rete della metropolitana di superficie del Veneto centrale, bisognerà aspettare - per usare un eufemismo - la classica data da destinarsi. Ci sarà prima da realizzare la “seconda fase” della SFMR, che interessa le tratte che dal “quadrilatero” Venezia-Padova-Treviso-Castelfranco Veneto si sviluppano verso Vicenza, Conegliano Veneto e Portogruaro.
Poi arriverà, a Dio piacendo, la progettazione e realizzazione della “terza fase”, che è anche l'ultima del mega progetto: qui è inserita anche Bassano, assieme ad altre città come Schio e Rovigo.
Per il momento, rimarremo nel Veneto dei trasporti di serie B.
In attesa di un metrò che si chiama desiderio.
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