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Un cartello è per sempre

Doppia “perla” di anacronismi in viale delle Fosse a Bassano

Pubblicato il 11 ago 2015
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A Bassano del Grappa, a quanto pare, un cartello stradale è come il diamante della storica pubblicità: è per sempre.
Non me ne ero reso conto finché, ieri sera, mi sono concesso un attimo di relax - un vero lusso, per chi è costretto a correre dietro al lavoro e alle incombenze quotidiane anche in agosto - prendendo fresco, per qualche minuto, su una panchina sotto i tigli di viale delle Fosse, sul lato delle mura.
Ed è lì che mi sono accorto che davanti a me, sul bordo del marciapiede, c'erano due cartelli.

Foto Alessandro Tich

Sul primo cartello, il più grande, viene data indicazione - analogamente ad altri identici cartelli lungo il viale - della direzione da prendere par andare all'Ufficio di Informazioni e Accoglienza Turistica (Iat) ubicato nell'attiguo Largo Corona d'Italia. Solo che, nel cartello in questione, c'è ancora scritto “A.P.T.”.
Un amarcord della storica Azienda di Promozione Turistica di Bassano del Grappa, che aveva sede al medesimo indirizzo e che svolgeva il ruolo di front desk per i turisti fino alla sua soppressione - assieme alle altre APT del Veneto - decretata da una legge regionale dell'ormai lontano 2001 che ha disposto il trasferimento alle province delle competenze relative all'informazione, accoglienza e assistenza dei turista.
Ne sono dunque passati di anni, ma la scritta “A.P.T.” è ancora lì. Imperterrita e immutabile. Della serie: evviva gli aggiornamenti in tempo reale sulle esatte informazioni e indicazioni da dare ai visitatori della città.
Ma il vero capolavoro è il cartello giallo più piccolo collocato a un paio di metri di distanza. L'indicazione stradale, infatti, avverte: “Attenzione uscita mezzi”.
Così come avverte un analogo cartello posizionato a favore di chi percorre il viale, a piedi, dalla direzione opposta. State tranquilli, però: anche se presidiate la zona per 24 ore, nessun mezzo uscirà mai.
E il perché è presto detto: si tratta ancora del cartello che avvisava le auto e i pedoni di passaggio su quel lato del viale della possibile uscita di automezzi dal parcheggio a pagamento all'ex caserma Cimberle-Ferrari.
Un parcheggio che, come ben sappiamo, non esiste più: chiuso definitivamente il 30 giugno del 2012, abbattuto nelle strutture e immolato alla causa del cantiere che non c'è, ovvero il cantiere per la realizzazione (?) del primo stralcio del nuovo Polo Museale Culturale Santa Chiara, in perenne attesa - dopo le vicissitudini che lo hanno tartassato - di uscire dal congelatore del Comune.
Tutto chiuso e sprangato, fino a data da destinarsi: ma attenti alle auto che potrebbero uscire.
E così, l'una vicino all'altra, ecco a voi una doppia “perla” di anacronismi fronte strada, mai aggiornati, sostituiti o rimossi da chi di dovere.
Sono due piccole cazzatelle, è vero. Ma è anche l'attenzione alle piccole cose che contribuisce alla crescita di una Città.

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