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Quattro parole su quattro eletti
Nicola Finco, Manuela Lanzarin, Elena Donazzan, Marco Dalla Gassa: considerazioni a ruota libera sui quattro candidati dell'area bassanese eletti in consiglio regionale
Pubblicato il 02 giu 2015
Visto 7.322 volte
Sono quattro i candidati dell'area bassanese che, dopo il voto di domenica scorsa, risultano eletti in consiglio regionale.
Manca ancora il crisma dell'ufficialità, con la conferma della competente autorità della Corte d'Appello, che tuttavia non farà che convalidare i risultati già acquisiti, che per la prossima legislatura alla Regione Veneto - per quanto riguarda gli eletti del nostro territorio - premiano Nicola Finco (Zaia Presidente), Manuela Lanzarin (Zaia Presidente), Elena Donazzan (Forza Italia) e Marco Dalla Gassa (Movimento 5 Stelle).
Saranno i nostri rappresentanti a Venezia per i prossimi cinque anni: tre in maggioranza, e uno all'opposizione. Meritori pertanto della nostra costante attenzione, a cominciare dalle considerazioni a ruota libera che riportiamo di seguito. Quattro parole su quattro eletti: così, tanto per gradire.
Nicola Finco
Non siamo mai stati teneri, nel passato, con Nicola Ignazio Finco.
Lui ci aveva messo ampiamente del suo per diventare oggetto delle nostre critiche: collocato - all'epoca - sotto la grande ala protettrice di Mara Bizzotto, l'allora giovanissimo consigliere regionale della Lega Nord apparteneva alla selezionata cerchia dei tutto-casa-e-tv(locale), omettendo sistematicamente di trasmettere informazioni e comunicati alla nostra redazione, con l'asserita motivazione dei continui attacchi nei suoi confronti da parte degli utenti di Bassanonet.
Col tempo l'uomo, nominato anche presidente di commissione in Regione, è politicamente maturato, pur continuando di tanto in tanto a pronunciare delle “sparate” clamorose, degne di punzecchiate alla Tich nervoso.
E - seppur sempre fedele alle onnipresenti telecamere amiche - ha finalmente capito che l'informazione va diffusa a 360 gradi e che, soprattutto, molti commenti dei “politologi” della nostra community, che anche queste settimane ne auspicavano una sonora bocciatura da parte degli elettori, lasciano il tempo che trovano e, in quanto tali, non scalfiscono minimamente le tendenze e i gradimenti dell'elettorato.
Finco - non più coperto da ingombranti ali protettrici - è stato tra i prescelti di Zaia per la lista che porta il nome del governatore e ha capito di poter ormai spiccare il volo da solo. Ha condotto quindi una campagna elettorale accorta ed efficace: molto social sul web e molto popolo sulla strada. Portando in cascina, alla fine, 6692 preferenze.
Un ottimo risultato personale: non ci sorprenderemmo pertanto se il neo-riconfermato Re Luca gli affidasse un incarico da assessore regionale.
Ne conseguirebbe un Nicola Finco sempre più institutional e sempre meno Giamburrasca.
Ma qualunque sia il suo ruolo nella prossima legislatura a Venezia, gli chiediamo soltanto di tirare fuori ogni tanto qualche sparata delle sue: ne beneficeranno i click sul nostro portale.
Manuela Lanzarin
E rieccola qua, la Manuelina di Rosà. Un autentico caterpillar, nonostante i modi gentili e l'aspetto minuto. La Lanzarin ha sempre dato l'impressione della compagna di scuola prima della classe, quella che portava sempre i compiti fatti e prendeva bei voti alle verifiche e alle interrogazioni, a cui si aggiungeva un immancabile 10 in condotta.
Leghista della prima ora, ha fatto sempre parte di un movimento politico basato sulla protesta e sulle posizioni di rottura, ma senza mai entrare nella categoria delle scimmie urlatrici. Sembra quasi che l'ex deputata del Carroccio abbia sempre preferito il riscontro dei fatti alla violenza delle parole: un “fedele soldatino padano”, come la definimmo ai tempi del suo mandato parlamentare.
Ma non puoi diventare due volte sindaco del tuo Comune e ottenere gli incarichi che hai ottenuto - dalla Conferenza dei Sindaci al Consiglio di sorveglianza di Etra - se non sei una donna con le classiche palle.
Una caratteristica che l'ha portata a superare lo smacco messo in atto dagli allora potentissimi “tosiani” della Lega, che la candidarono al Senato in una posizione di lista infelice alle ultime politiche, mettendone a rischio la rielezione in Parlamento anche se il centrodestra avesse vinto le elezioni.
Ma, a quanto pare, la Manuela non è solo composta di acciaio inossidabile, ma è anche come il formaggino Galbani: ispira fiducia.
Se ne è reso conto, probabilmente, anche Luca Zaia che l'ha inserita nella lista che porta il suo nome. E la Lanzarin ne ha avuto ben donde, conquistando 4871preferenze. E il bello è, come riferisce lei stessa, che tanti altri elettori hanno scritto il suo nome sulla scheda ma nella lista della Lega Nord, annullando così il loro voto.
Appena la notizia della sua elezione ha assunto i contorni della certezza, la neo consigliera regionale di maggioranza - pure per la quale non vedremmo male un incarico da assessore - ha ribadito il suo impegno di “rappresentare al meglio il territorio” a Venezia. E' stato anche il leitmotiv della sua campagna elettorale. Sono sempre parole da prima della classe, un po' secchiona e un po' autoreferenziale: ma la Manuela di Rosà, visti i suoi trascorsi, è capacissima di farlo.
Elena Donazzan
Su Elena Donazzan - per pensieri, parole ed opere - potremmo scrivere un libro. Ma ci limitiamo solo a queste poche righe, dopo che la conferma della sua ennesima rielezione in Regione è stata in bilico, per tutta la giornata di ieri, sul filo del rasoio.
E già questa, a modo suo, è stata una notizia. Perché la super-televisionata (sempre a livello locale) Elena di Pove ci aveva abituato, in passato, a ben altri e più trionfali ingressi nella stanza dei bottoni in Laguna. Con preferenze in doppia cifra (per migliaia di voti) che ne imponevano immediatamente la nomina in giunta regionale, sia al tempo di Galan III che di Zaia I.
Abbandonati i fasti della destra, che è stata e rimarrà il suo brodo primordiale, la Donazzan questo giro si è candidata con Forza Italia: partito un tempo egemone e oggi sconquassato in partenza, anche per effettiva carenza di leadership, e ulteriormente ridimensionato dal risultato delle urne, con soli 3 seggi a disposizione nell'intero consiglio regionale.
L'esponente politico patriota ha comunque portato a casa 6736 preferenze: una quisquilia rispetto al passato (oltre 22mila preferenze nel 2010), ma comunque necessaria e sufficiente per ottenere la rielezione. La quale - dopo complessi calcoli per tutta la giornata di ieri su resti, quorum provinciali, voto ponderato e voto assoluto, in fila per 6 col resto di 2 - alla fine è stata confermata.
La pasta distribuita agli elettori è dunque giunta al punto giusto di cottura: e così, anche se questa volta per il rotto della cuffia, la pasionaria di destra ce l'ha fatta ancora una volta. Ritornerà a sedere sugli scanni della Regione Veneto, dove peraltro siede ininterrottamente dall'ormai lontano anno 2000.
Onore al merito: perché alle elezioni, checché se ne pensi e indipendentemente dalle modalità del consenso, chi vince ha sempre ragione.
Un suo terzo incarico da assessore regionale - visto l'assai diminuito potere politico-contrattuale che Elena Donazzan porta in dote a Venezia - suonerebbe stonato: ma almeno una cadregheta in giunta per Forza Italia dovrà pur spuntare fuori e in politica, dove non sempre vigono le leggi del buon senso, mai dire mai.
Marco Dalla Gassa
Marco Dalla Gassa: chi era costui?
Scomodiamo e stravolgiamo la celebre frase di Don Abbondio nei “Promessi Sposi” per parlare dell'ultimo componente del quartetto degli eletti del Bassanese in consiglio regionale.
Perché su Marco Dalla Gassa, assoluta new entry nella stanza dei bottoni, non solo non potremmo scrivere un libro come alla voce precedente, ma neppure - al momento - un volantino informativo.
In realtà Dalla Gassa è un “volto noto” ai frequentatori dei gazebo elettorali del Movimento 5 Stelle, di cui il diretto interessato è stato, in passato, anche portavoce per l'area bassanese. Ma, per i non addetti a Beppe Grillo, il suo nome rappresenta ancora una novità: e per questo anche un'incognita.
La sua scheda ci informa che è originario di Camposampiero (Padova), ma in realtà il suo impegno di attivista pentastellato si è svolta principalmente a Bassano del Grappa e dintorni, candidandosi - tra le altre cose - nella lista del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di Marostica nel 2013.
Dalla Gassa è stato il candidato più votato nella lista vicentina del M5S, ottenendo 1251 preferenze. E - dei 4 seggi assegnati in Regione ai Cinque Stelle - uno spetta a lui. Sarà molto interessante vedere che tipo di opposizione sarà svolta dai consiglieri grillini nei cinque anni del governo Zaia-bis e in che misura - secondo i canoni tradizionali della rappresentanza politica, a cui però il MoVimento non si attiene - i medesimi porteranno avanti le istanze del territorio in cui sono stati votati.
Egregio Marco: la attendiamo al varco per vederla all'opera.
E in bocca al lupo, senza se e senza vaf.
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