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Cronaca

Cittadella. Rogo devastante, rientra l'allarme nube tossica

Gigantesco incendio ieri sera all'ex Iso Pipes in zona industriale a Cittadella. Scattato l'allarme nube tossica per la densa colonna di fumo nero sprigionata dalle fiamme. Ma i primi dati delle analisi dell'Arpav escludono l'emergenza ambientale

Pubblicato il 17-04-2015
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Un rogo devastante, una densa e altissima colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza, il timore di una nube tossica, con l’incubo diossina, anche nel confinante territorio vicentino.
Attorno alle 19.30 di ieri, le fiamme - divampate per cause ancora da accertare e sviluppatesi nella parte ovest dell’edificio - hanno distrutto lo stabilimento della Zecchini Srl, ex Iso Pipes, azienda produttrice di rivestimenti in plastica per tubazioni e tubature, in via dell’Industria 50 nella zona industriale di Ca’ Onorai a Cittadella. Una scena apocalittica si è presentata ai primi testimoni, con la struttura che ha ceduto di schianto rischiando di coinvolgere alcune automobili.
Il rogo, per quanto osservabile da distanza di sicurezza, ha interessato lo stabile e le aree di deposito delle tubazioni in rame o acciaio rivestite in materiale plastico.

Vigili del fuoco in azione nella notte tra quello che resta dello stabilimento distrutto (foto Alessandro Tich)

Sul posto si sono immediatamente precipitate dieci squadre dei Vigili del Fuoco con una cinquantina di uomini provenienti dai distaccamenti di Cittadella, Padova, Vicenza, Bassano del Grappa, Castelfranco Veneto e Rovigo. Un imponente cordone di sicurezza ha circoscritto l’area delle operazioni. Nessun ferito o intossicato: al momento dello scoppio dell’incendio il capannone era chiuso.
Sul posto anche squadre della Protezione Civile, Polizia Locale, Carabinieri, personale dell'Ulss 15 e l’Arpav per i controlli sulle emissioni nocive.
Almeno 10 milioni di euro la prima stima dei danni. I Vigili del Fuoco hanno lavorato per tutta la notte e anche nella giornata di oggi per domare gli ultimi focolai, evitare che le fiamme si propagassero agli edifici vicini e mettere in sicurezza quello che resta della fabbrica di 3000 metri quadrati, di cui rimangono solo la facciata e la struttura in ferro. Crollato il tetto, completamente distrutti reparti, uffici e macchinari.
Ieri sera il sindaco di Cittadella Giuseppe Pan ha emesso un’ordinanza d’urgenza, invitando i concittadini che abitano nelle vicinanze dell’area a restare a casa e chiudere gli infissi, evitando di mangiare i prodotti dell’orto, in attesa del responso delle analisi dell’Arpav.
Secondo il comunicato ufficiale diffuso oggi dall'Arpav, e diffuso dal sindaco Pan, i prelievi in zona di ricaduta, presso le abitazioni prospicienti alla ditta, hanno evidenziato valori di benzene pari “a 32 µ/mc³, significativi in riferimento al valore di qualità su base annua pari a 5 µ/mc³”.
Contestualmente “sono stati effettuati monitoraggi con fiale rilevatrici per la ricerca di ossidi di azoto, acido cloridrico, acido cianidrico, cloro, acido solfidrico, ammoniaca e monossido di carbonio.” “Tutti i parametri ricercati - informa l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Veneto - sono risultati inferiori al limite di rilevabilità strumentale.”
Nell'ambito dei monitoraggi “si è inoltre proceduto ad effettuare un campionamento con canister integrato su quattro ore i cui risultati hanno evidenziato valori di benzene pari a 26 µ/mc³ e tracce di cloro metano, metilchetone, toluene e stirene, inquinanti tipici derivanti dalla combustione di materiali comprendenti plastica”.
“Le operazioni di spegnimento - informa ancora il il comunicato - si sono protratte circa fino alle ore 2.00. In tutto questo periodo sono state effettuati monitoraggi con fiale colorimetriche passive su campionamento di quattro ore i cui risultati sono inferiori al limite di rilevabilità per i seguenti inquinanti: acido cianidrico, acido cloridrico ed altri acidi.”
Per quanto riguarda infine i campionamenti per la ricerca di micro inquinanti, tra cui le diossine, “i dati verranno comunicati non appena disponibili”.
Sono in corso ulteriori accertamenti e campionamenti per verificare la situazione post incendio. I risultati delle prime analisi hanno fatto rientrare l'allarme ambientale: è stata esclusa, al momento, la presenza oltre la soglia di attenzione di sostanze nocive nell'aria. L’azione del vento ha favorito la dispersione della nube. Ma, per tutto il resto, è stato un disastro.

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